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Il Giardino dei ghiacciai


di Rina Di Giorgio Cavaliere

La sensibilizzazione all’ambiente si basa sull’approfondimento della conoscenza sia attraverso l’osservazione diretta (per i pochi fortunati, difatti nasce il “turismo d’urgenza” sulle cose da vedere, prima che scompaiano) sia attraverso la lettura, la visione delle immagini e l’interpretazione dei numerosi sussidi disponibili.

Possiamo acquisire, selezionare e rielaborare informazioni riguardanti ad esempio i fenomeni glaciali, desumendole dalla letteratura scientifica divulgativa o da quella specialistica con particolare riferimento alle riviste, che costituiscono una miniera di informazioni sullo stato dell’arte, oltre a consentire l’approfondimento degli aspetti connessi alla peculiarità ambientale legata alla morfogenesi glaciale. Fatalmente anche il progresso porta con sé innumerevoli aspetti negativi, che condizionano pesantemente la vita stessa dell’uomo sulla terra. L’ambiente naturale è la prima vittima di questa realtà; subisce assalti e sopporta trasformazioni a volte irreversibili e drammatiche.

La produzione di documentari e film al riguardo è ampia, sebbene alcune volte la realtà superi la finzione cinematografica. Mi riferisco alla notizia relativa alla cittadina di Dudinka, 22 mila abitanti nell’estremo Nord siberiano non lontano dall’oceano Artico. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza, perché l’acqua, riversata nelle strade è gelata in breve tempo. Le foto pubblicate sui social network evidenziano la trasformazione dell’assetto paesaggistico e la città bloccata nel ghiaccio, come il film “Frozen”.

In riferimento al contesto europeo, il Giardino dei ghiacciai di Lucerna e l’annesso Museo glaciale (Svizzera) ci consentono di esaminare gli esiti della morfogenesi glaciale sul paesaggio. Mentre le numerose testimonianze lasciate dai ghiacciai scomparsi (fiordi in Norvegia, Ripiano dei laghi in Finlandia, Rialto lagoso baltico e deviazioni fluviali connesse ai cordoni morenici abbandonati dalla calotta glaciale scandinava in Germania e in Polonia) ci ricordano altri che stanno scomparendo in diverse parti del mondo. Il ghiacciaio Columbia (Alaska) uno dei più estesi del pianeta lungo trentadue miglia, entro il 2020, secondo gli scienziati scenderà a venticinque.

Rischiamo forse una ribellione della natura, che ci spazzerà via dal mondo in cui viviamo? I paesaggi urbani e le città sommerse dalle acque, da cui emergono solo i grattacieli, dell’artista francese Francois Ronsiaux, che così immagina la fine della civiltà umana in seguito al disgelo dei ghiacci dei poli, offrono spunti di riflessione sulle cause che determinano la genesi, le trasformazioni e la scomparsa dei ghiacciai con particolare riguardo alle conseguenze delle variazioni climatiche sul loro equilibrio e sulle modalità di applicazione dei processi morfogenetici glaciali. Inoltre, le possibili modificazioni dei sistemi antropofisici costieri in conseguenza di un innalzamento del livello del mare connesso a un’imponente fusione delle calotte.

Tutt’altro che idilliaco, dunque, il contesto in cui oggi viviamo tale realtà, se l’ennesima tragedia della neve ci pone dinanzi alla necessità di conoscere e difenderci consapevolmente dalle forme di pericolosità connesse alla morfogenesi glaciale, adottando atteggiamenti corrispondenti a garantire la sicurezza di quanti vivono o frequentano periodicamente tali località. Un’informazione seria e adeguatamente disciplinata può svolgere un importante ruolo di utilità pubblica; quindi dare priorità alla progettazione e alla distribuzione di vademecum, che sintetizzino le principali norme di comportamento.

La sensibilizzazione all’ambiente si basa sull’approfondimento della conoscenza sia attraverso l’osservazione diretta (per i pochi fortunati, difatti nasce il “turismo d’urgenza” sulle cose da vedere, prima che scompaiano) sia attraverso la lettura, la visione delle immagini e l’interpretazione dei numerosi sussidi disponibili.

Possiamo acquisire, selezionare e rielaborare informazioni riguardanti ad esempio i fenomeni glaciali, desumendole dalla letteratura scientifica divulgativa o da quella specialistica con particolare riferimento alle riviste, che costituiscono una miniera di informazioni sullo stato dell’arte, oltre a consentire l’approfondimento degli aspetti connessi alla peculiarità ambientale legata alla morfogenesi glaciale. Fatalmente anche il progresso porta con sé innumerevoli aspetti negativi, che condizionano pesantemente la vita stessa dell’uomo sulla terra. L’ambiente naturale è la prima vittima di questa realtà; subisce assalti e sopporta trasformazioni a volte irreversibili e drammatiche.

La produzione di documentari e film al riguardo è ampia, sebbene alcune volte la realtà superi la finzione cinematografica. Mi riferisco alla notizia relativa alla cittadina di Dudinka, 22 mila abitanti nell’estremo Nord siberiano non lontano dall’oceano Artico. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza, perché l’acqua, riversata nelle strade è gelata in breve tempo. Le foto pubblicate sui social network evidenziano la trasformazione dell’assetto paesaggistico e la città bloccata nel ghiaccio, come il film “Frozen”.

In riferimento al contesto europeo, il Giardino dei ghiacciai di Lucerna e l’annesso Museo glaciale (Svizzera) ci consentono di esaminare gli esiti della morfogenesi glaciale sul paesaggio. Mentre le numerose testimonianze lasciate dai ghiacciai scomparsi (fiordi in Norvegia, Ripiano dei laghi in Finlandia, Rialto lagoso baltico e deviazioni fluviali connesse ai cordoni morenici abbandonati dalla calotta glaciale scandinava in Germania e in Polonia) ci ricordano altri che stanno scomparendo in diverse parti del mondo. Il ghiacciaio Columbia (Alaska) uno dei più estesi del pianeta lungo trentadue miglia, entro il 2020, secondo gli scienziati scenderà a venticinque.

Rischiamo forse una ribellione della natura, che ci spazzerà via dal mondo in cui viviamo? I paesaggi urbani e le città sommerse dalle acque, da cui emergono solo i grattacieli, dell’artista francese Francois Ronsiaux, che così immagina la fine della civiltà umana in seguito al disgelo dei ghiacci dei poli, offrono spunti di riflessione sulle cause che determinano la genesi, le trasformazioni e la scomparsa dei ghiacciai con particolare riguardo alle conseguenze delle variazioni climatiche sul loro equilibrio e sulle modalità di applicazione dei processi morfogenetici glaciali. Inoltre, le possibili modificazioni dei sistemi antropofisici costieri in conseguenza di un innalzamento del livello del mare connesso a un’imponente fusione delle calotte.

Tutt’altro che idilliaco, dunque, il contesto in cui oggi viviamo tale realtà, se l’ennesima tragedia della neve ci pone dinanzi alla necessità di conoscere e difenderci consapevolmente dalle forme di pericolosità connesse alla morfogenesi glaciale, adottando atteggiamenti corrispondenti a garantire la sicurezza di quanti vivono o frequentano periodicamente tali località. Un’informazione seria e adeguatamente disciplinata può svolgere un importante ruolo di utilità pubblica; quindi dare priorità alla progettazione e alla distribuzione di vademecum, che sintetizzino le principali norme di comportamento.


 
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