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Illegittimità su Blancio Consuntivo 2015.
Marasco presenta una interpellanza urgente e chiama in causa Landella, Miranda e il Segret. Generale


di A.M.

Foggia, 26 maggio 2015.

«Il bilancio di una grande città come Foggia, vincolata dal “Salva Enti” a promuovere pratiche virtuose, è un involucro vuoto e pasticciato». È il giudizio del capogruppo de “Il Pane e le Rose”, Augusto Marasco, che ha presentato un’interpellanza urgente, denunciando il fatto che l’approvazione del Rendiconto del 2014 sia stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Foggia senza alcuna documentazione idonea ed efficace per la sua trattazione.
«Una condotta illegittima e scriteriata – dice l’ex candidato sindaco del centrosinistra – che matura mentre, da settimane, alla porta del sindaco e del presidente del Consiglio comunale c’è attaccato il cartello “Chiuso per campagna elettorale”».

«La pratica illegale di pasticciare proposte di delibera sui bilanci, aggiungendo strada facendo documentazioni essenziali, è purtroppo un vizio non isolato – aggiunge Marasco – ma, nella città “salvata” dal dissesto finanziario, è scandaloso che i titolari delle due massime cariche istituzionali comunali, impegnati nella campagna elettorale delle Regionali, si facciano beffe delle pratiche virtuose cui siamo vincolati dalle norme del “Salva Enti” e soprattutto dagli obblighi morali verso la cittadinanza».

Il riferimento dell’esponente del centrosinistra è al fatto che il sindaco Franco Landella e il presidente del Consiglio comunale Luigi Miranda abbiano di concerto fatto iscrivere l’approvazione del bilancio consuntivo 2014 all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, convocato per il 30 aprile, «nonostante la circostanza che, alla data di convocazione del 23 aprile, fossero state appena avviate le operazioni di ricognizione e di riaccertamento dei residui attivi e passivi necessari alla compilazione del Rendiconto esercizio finanziario 2014, conclusesi solo in data 29 aprile, alla vigilia della seduta consiliare».

Nell’interpellanza, trasmessa anche al Prefetto e alla Procura regionale della Corte dei conti, sono evidenziate tutta una serie di irregolarità. «Basti pensare – sottolinea Marasco – a quello che è andato in scena mercoledì 29 aprile, una roba da fare impallidire le rocambolesche esibizioni di Arturo Brachetti. In quella stessa giornata: si concludevano le attività di ricognizione e di riaccertamento dei residui attivi e passivi; la Giunta comunale approvava una delibera con la relazione illustrativa e un’altra delibera sul “Rendiconto esercizio 2014, operazione di verifica contabile per la formazione del bilancio”; infine era approvata una proposta di deliberazione del Consiglio comunale che citava le due Delibere di Giunta senza indicarne il numero e datandole al giorno prima».
«E mica è finita qui – incalza il capogruppo de “Il Pane e le Rose” –: in questa proposta di Delibera per il Consiglio comunale si danno per allegati atti obbligatori proprii del rendiconto di esercizio, una circostanza che deve essere confermata dal Segretario Generale che è l’ufficiale rogante delle sedute e che ha rogato pure quella rocambolesca seduta del 29 aprile, vigilia della seduta consiliare. Be’, lunedì 11 maggio, dodici giorni dopo, come da attestazione che mi ha rilasciato il Dirigente della Presidenza del Consiglio comunale, una serie di atti obbligatori, quali il Conto del Patrimonio, il Conto Economico, il Prospetto di conciliazione e il Conto del Tesoriere, ancora non risultavano depositati poiché in corso di elaborazione».

«Nella seduta di giovedì 30 aprile – conclude Marasco –, alla mia pregiudiziale che osservava l’indisponibilità di alcuna documentazione, né il sindaco, né l’assessore al Bilancio, né il presidente del Consiglio comunale, né il Segretario Generale hanno risposto. Il massimo della responsabilità istituzionale è consistito nella trascrizione del parlato della seduta, al fine di attivare ogni e qualsiasi azione consequenziale. Secondo me, lunedì 1° giugno, a prescindere da come andrà il voto delle Regionali, Landella e Miranda dovrebbero dimettersi e smettere di fare politica, almeno in questa città».


 
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