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Gli agricoltori italiani contrari alle scorie
Lo ha ribadito questa mattina nel corso di un incontro all’Istituto tecnico commerciale di Gravina.


di Redazione

Gravina, 26 febbraio 2021.

Cia agricoltori italiani Levante è fermamente contraria alla realizzazione di un deposito di scorie nucleari. Lo ha ribadito questa mattina nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale di Gravina in Puglia "Vittorio Bachelet" nell’ambito dell’assemblea di istituto convocata sul tema.
"Cia - sottolineano il presidente Felice Ardito e il direttore Giuseppe Creanza - fa parte del Comitato di consultazione popolare, costituitosi in seguito alla notizia divulgata dalla società Sogin sulle ipotesi di individuazione del sito di stoccaggio nazionale di scorie radioattive sul territorio del Nord barese".
È bene ricordare aggiungono che "l’appartenenza delle aree di Altamura e Gravina ad aree naturali protette, la presenza di habitat e specie animali e vegetali di rilievo conservazionistico, oltre alla forte incidenza delle colture Biologiche  e produzioni di prodotti di qualità riconosciuti a livello comunitario, come il vino Gravina Doc, il pane di Altamura a Dop e il recente riconoscimento della lenticchia di Altamura Igp dovrebbe essere motivo di esclusione di queste aree relativamente alla dichiarazione di idoneità".
Si tratta in particolare di aree come l'alta Murgia, l'area delle Gravine, il Bosco Difesa grande, che ricomprendono le aree naturali protette come il Parco nazionale dell’Alta Murgia, il Parco regionale della Murgia Materana e il Parco regionale Terra delle Gravine.
"Queste scelte - chiosano i rappresentanti della Cia - potrebbero compromettere tale ecosistema e le attività agro-pastorale, testimoniata dalla ricca presenza di un reticolo viario rurale e di tratturi. Inoltre il territorio in questione ha una forte presenza di aree destinate ad agricoltura biologica. In Puglia, nel 2019 sono presenti 18.638 operatori biologici (fonte SINAB), le superfici investite a coltivazioni condotte con metodi biologici sono pari a 266.274 ha (fonte SINAB) e 18.638 operatori di settore, ponendo la Puglia al primo posto al Sud  e la seconda regione a livello nazionale.


 
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