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La didattica interculturale


di Rina Di Giorgio Cavaliere

      La presenza degli stranieri nella nostra società, a cominciare dalla scuola con il relativo problema dell’inserimento nelle classi, ci obbliga a preparare percorsi che ne favoriscano l’integrazione. Può esserci d’aiuto partire da una riflessione sul termine “integrazione”. La parola richiama le idee di reciproca socializzazione, rispetto, accettazione delle altre religioni e culture, certamente lontana dalle immagini dolorosamente indicative che i notiziari hanno continuato a consegnarci nei giorni scorsi sulle proteste in tutto l’Islam per il film su Maometto o per le vignette blasfeme.
    La religione ha offerto agli uomini infinite risorse per dare un significato alla vita e alle sofferenze, per indurli a migliorarsi e a praticare le virtù, ma ha causato lotte e divisioni, ha promosso o giustificato guerre e massacri. Siamo consapevoli del fatto che anche la religione, essendo umana, non sfugga alle dinamiche dell’umana natura fatta di amore e odio.
      Quando l’uomo individua un nemico, si costruisce una serie di ragioni, non escluso il fattore religioso che si trasferisce dal piano individuale a quello collettivo. Indubbiamente, pur ponendo l’accento sui molti valori morali universali, le diverse fedi cercano di codificarli, interpretarli e precisarli in una serie di precetti sociali e rituali. Qui appaiono le differenze spesso appariscenti che, mescolandosi con le strutture normative e le mentalità che caratterizzano i diversi gruppi sociali, innescano tensioni e conflitti.
       Da un lato l’accecamento, la violenza distruttiva cui può condurre l’ignoranza dell’elemento primordiale che distingue il bene dal male, dall’altro la spiritualità che afferma il proprio primato sul male contro ogni evidenza. Il vero problema si riconduce all’impegno, perché le diversità e i nazionalismi non diventino il paravento di conflitti politici. Necessita aiutare per valorizzare i fattori e gli insegnamenti di pace fra gli uomini presenti in tutte le religioni, cogliendone i numerosi elementi spirituali che le accomunano, pure di sotto le molte differenze culturalmente comprensibili.

 


 
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