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Donne. Occupate di meno e meno pagate
per l'eliminazione della violenza contro le donne, il percorso formativo contro il gender gap

 

Taranto, 23 novembre 2022.

Nel 2020 in media in Italia sono state occupate il 73,2% delle donne tra 20 e 49 anni contro l’83,9% degli uomini della stessa età. In assenza di figli, il divario si riduce: le donne che lavorano sono il 76,2%, gli uomini il 79,1%.
Avere un figlio non porta bene al lavoro, tanto che le mamme occupate sono soltanto il 71,2%, mentre gli uomini padri salgono all’89,1%.
Dati che riportati alla condizioni di lavoro femminile in Puglia e a Taranto in particolare diventano ancora più negativi, sfiorando anche un gender gap di oltre 25 punti in percentuale nel divario tra occupazione maschile e femminile, e che sfiora anche i 35/40 punti in percentuale se si parla di posizioni apicali o dirigenziali.
Una condizione di precarietà che diventa ancora più gravosa nello stacco netto che, in particolare nelle regioni del sud, separa i carichi del lavoro non retribuito tra uomini e donne.
Le attività di cura dei figli o degli anziani, le attività domestiche, gravano in maniera assai sproporzionata sulle donne, che assieme alla precarietà del lavoro femminile, subiscono il peso di tutta la conduzione famigliare.
Un contraccolpo occupazionale acuito anche dalla crisi pandemica nel nostro paese che ha inciso sul lavoro femminile per il 98% (dati ISTAT) dei casi, tanto da indurre gli economisti a coniare il termine di she-cession.
E’ una condizione che non accenna a migliorare – spiega Tiziana Ronsisvalle della FP CGIL di Taranto – perché agli stereotipi di genere, si aggiungono l’assenza di politiche di genere e forti resistenti nella contrattazione decentrata integrativa che ad esempio non considera fondamentali i servizi per l’infanzia, la gestione sanitaria di prossimità o la flessibilità degli orari di lavoro.
Così il 25 novembre prossimo, alle ore 10.00, nella sede della CGIL di Taranto, in via Dionisio, la FP CGIL celebrerà la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, presentando un percorso formativo che riguarderà proprio le donne e gli uomini della pubbliche amministrazioni che con cadenza triennale hanno la possibilità di incidere sulla condizione femminile anche attraverso piani che possono ridurre il gender gap e agire realmente sui tempi di lavoro e vita delle donne.
Un percorso formativo che si pone lo scopo di garantire un cambio di passo e maggiore attenzione alla cultura di genere attraverso l’utilizzo dello strumento contrattuale, affinché  le diversità donna/uomo diventino   valore di crescita sociale e non elemento di discriminazione.
La violenza sulle donne non è solo un coltello conficcato in gola – dice Tiziana Ronsisvalle - ma anche la diuturna lotta per il riconoscimento della propria identità, del proprio ruolo nella società e l’affermazione dei propri diritti, anche salariali o di progressione di carriera.
Alla conferenza stampa di presentazione del programma di formazione parteciperanno Tiziana Ronsisvalle, Maria Teresa Coppola della FP CGIL ASL Taranto, Eva Santoro, segretaria confederale della CGIL di Taranto e Filomena Principale della Segreteria CGIL Puglia.


di Maristella Bagiolini

 

 

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