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RECUPERARE IL RAPPORTO TRA AMBIENTE E SALUTE
. I fattori che incidono sulla salute sono tanti, come l’inquinamento, ma anche cibo come medicina

 

Bari, 18 novembre 2021.

“È interessantissima la giornata di oggi nella quale le più alte autorità sanitarie nazionali si occupano del rapporto tra salute e ambiente. Nel 2015 sono stato eletto con un programma che si chiamava Una lunga vita felice che connetteva questioni ambientali, fattori di salute, qualità della vita. I fattori che incidono sulla salute sono tanti, come l’inquinamento, ma anche il cibo come medicina, la nutraceutica. Oggi si parlerà anche del caso Taranto, perché è evidente che l’importanza che noi stiamo dando alla questione dipende anche dal fatto che l’Unione Europea ha deciso di investire la quota italiana del Just Transition Fund essenzialmente a Taranto”.
Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo oggi al seminario su “Salute e Ambiente” nell’aula magna della Libera Università del Mediterraneo a Casamassima, alla presenza del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro e del presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione la Ricerca Ambientale Stefano Laporta.
“Proprio ieri - ha aggiunto il presidente Emiliano - abbiamo avuto un incontro con il vice presidente della commissione europea, Timmermans, per parlare delle strategie attraverso le quali Taranto e Brindisi, con la centrale che verrà dismessa speriamo entro il 2026 come promesso da Enel, potranno recuperare questo rapporto tra salute e ambiente che per noi è determinante. È l’identità stessa del programma di governo della Puglia”.
Nel corso del suo intervento, Emiliano ha ricordato le tante battaglie per l’ambiente condotte dai tempi della sua elezione a sindaco di Bari, a cominciare dalla bonifica dell’ex Fibronit dall’amianto e dell’ex gasometro e che arrivano sino ai giorni nostri sul fronte della decarbonizzazione:
“Il primo piano di uscita dal carbone è quello della centrale di Brindisi - ha detto Emiliano nel - invece su Taranto il Governo non ha ancora deciso nulla di chiaro sul percorso per realizzare l’innovazione tecnologica dell’impianto. L’Unione europea sulla transizione energetica, industriale ed ecologica di Taranto non metterà un euro se il cambiamento tecnologico che consentirà la prosecuzione dell’attività della fabbrica non sarà netto rispetto al passato e se non costituirà la migliore delle possibilità per tutelare la salute delle persone. Noi come Regione Puglia abbiamo avuto un ruolo nell’indurre  l’Unione europea, proprio partendo dal caso Taranto, a rifinanziare in tal senso il settore dell’acciaio”.

di Redazione

 

 

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