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Dal piccolo schermo alle smart TV

 

La storia della televisione è nota: dal sogno degli anni Trenta alla magica realtà degli anni Cinquanta, fino alla smitizzazione dei giorni nostri, conseguenza della straordinaria evoluzione tecnologica della televisione in grado di offrirci, oggi e ancor più domani, i più sofisticati servizi. Secondo i dati descritti dall’osservatorio dello Studio Frasi, che segnala il considerevole aumento nel consumo da smart TV salito di 5,2 milioni in un anno, le TV connesse a Internet hanno ampliato l’orizzonte dell’offerta grazie agli over the top come Netflix, Prime Video, Timvision.

L’aspetto musicale costituisce il punto di partenza per un’indagine ad ampio spettro sui programmi Rai più seguiti in questi mesi con le cinque serate del Festival di Sanremo, che si classificano ai primi posti. “Sono solo canzonette” diceva anni fa un famoso cantautore. Ma è proprio vero? A partire dall’esperienza individuale ci sarebbe da riflettere sul fenomeno della musica giovane, in particolare sul Festival 2021 senza pubblico per le norme restrittive anti Covid. In più sul ruolo della comunicazione di massa nella vita dell’uomo contemporaneo, sul personale comportamento riguardo alla musica e non solo, essendo il panorama musicale odierno pieno di importanti personaggi, che hanno costituito e costituiscono un modello per intere generazioni.

La musica leggera diviene un fenomeno popolare nel secondo dopoguerra, contemporaneamente alla diffusione della radio, televisione, hi fi e stampa specializzata; strettamente connesso alla profonda trasformazione socio economica dell’Italia da paese prevalentemente agricolo a potenza industriale. Se oggi la televisione è il mezzo di comunicazione e di formazione per eccellenza, non possiamo dimenticare il cinema e la radio. Il primo grazie alle meraviglie della tecnica, ma anche a registi e attori di grande capacità artistica (da segnalare il recente decreto di abolizione della censura, rilasciato dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero della Cultura, un nuovo sistema di tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive). La seconda perché continua ad avere un vasto pubblico ed è in grado di tenerci compagnia in molti momenti della giornata o in determinate situazioni.

Sempre in testa alla citata classifica troviamo la serie “Il commissario Montalbano” e le nuove fiction “Leonardo” e “Lolita Lobosco”. Partendo dalla definizione di cinema come spettacolo e narrazione tipica del Novecento, approdiamo al fenomeno fiction della televisione di ultima generazione, che possiede la capacità, già del cinema, di creare un luogo comune nel quale l’immaginario assume le forme di uno spazio psicologico collettivo: il “cinema mentale” definisce nuove forme d’immaginazione e di percezione. La dimensione originaria del cinema non è, infatti, tanto nella metafora platonica del mito della caverna quanto nella dimensione preistorica di un uomo il quale riproduceva le proprie esperienze con gesti che divenivano immagini sulle pareti illuminate dal fuoco. Il cinema come racconto che esorcizza le tenebre rappresenta la prima forma di legame con il mito, la magia, la poesia, la filosofia e, nella finzione, riproduce un reale non oggettivo, ma ancora più vero della realtà stessa.

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

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