Foggia, 16 giugno 2020.
"Una volta – racconta Elisa, volontaria di Avvocato di strada Padova - è venuto ad uno sportello un signore cinese con cui non riuscivamo in nessun modo a comunicare". Era finito in strada dopo essere stato lasciato dalla moglie e non riusciva ad interagire neanche con i suoi stessi connazionali. "Abbiamo capito poi che parlava in un dialetto particolare conosciuto solo nella sua remota zona di nascita - ricorda Elisa - e nessuno riusciva a capirlo". Per quante siano le diversità, tuttavia, se lo vogliono davvero gli esseri umani trovano sempre un modo per entrare in connessione. “Dopo una chiamata a degli interpreti cinesi e altri vani tentativi - spiega Elisa - una delle nostre volontarie è riuscita a stabilire un contatto con lui in modo empatico: si capivano a gesti!". Di gesto in gesto è stato possibile ricostruire tutta la storia e siamo riusciti a rintracciare una figlia di quest'uomo. Le difficoltà però non erano finite qui. "Per qualche motivo culturale che non abbiamo compreso - ricorda ancora Elisa - per far riunire padre e figlia era necessaria la presenza di una persona che potesse fare da mediatore. Abbiamo trovato la disponibilità di un ristoratore cinese.... e padre e figlia sono riusciti a riunirsi! In seguito abbiamo aiutato l'uomo a ricostruirsi una vita e dei legami e adesso non è è più abbandonato a se stesso. La nostra volontaria che ha fatto da interprete non è ancora una legale ma si è trovata al posto giusto e al momento giusto e senza di lei probabilmente non saremmo riusciti a trovare un approccio". Noi ce la stiamo mettendo tutta per continuare a garantire alle persone che chiedono il nostro aiuto tutto il supporto di cui siamo capaci.
di Redazione |