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La burocrazia vero nemico di liberi professionisti
Miranda Lega Per ripartire servono coraggio e idee chiare»

 

Foggia, 28 maggio 2020.

«Correre. Velocizzare. Liberare l’Italia dai lacci che ne frenano la ripresa. Soprattutto in questo momento di difficoltà. Il risveglio della nostra economia e dell’attività di liberi professionisti e Partite Iva passa per un intervento, serio e deciso, che disboschi il reticolato di una burocrazia che ogni giorno di più diventa un’insopportabile camicia di forza.
In queste settimane gli avvocati stanno vivendo sulla propria pelle l’insostenibilità di un sistema che va cambiato radicalmente. Ho personalmente fatto i conti con l’assurdità di procedure che determinano tempi lunghi, facilmente superabili espletandole in via telematica. Su questo fronte gli Ordini forensi, a partire da quello di Foggia, stanno ovviamente profondendo un grande sforzo per venire in contro alle esigenze degli iscritti.
Nel periodo di lockdown abbiamo scoperto la didattica on-line per gli studenti, ci siamo abituati allo smartworking ma al governo nessuno ha pensato di impegnarsi per snellire il funzionamento della macchina dello Stato. Si sono lasciate intere categorie imbrigliate dentro iter che erano già complessi e farraginosi in tempi di normalità e che oggi non possono che peggiorare le loro conseguenze.
È impossibile non rendersi conto dei disagi di milioni di professionisti. Ed è ancor più grave che queste esigenze non siano minimamente nella lista delle priorità su cui il governo ritiene di dover intervenire. L’avvocatura, ad esempio, ha bisogno di decisioni che rendano più agile il suo lavoro, più rapidi i passaggi da compiere e, naturalmente, più efficiente il servizio reso al cittadino. Il diritto penale necessita di una robusta azione di modernizzazione, da realizzare anche rendendo legittimo un massiccio utilizzo della posta elettronica certificata con riferimento a numerosi adempimenti. Uno strumento che può velocizzare l’attività, dimezzare i tempi e annullare le code. Un’esigenza importantissima in questa fase, che può e deve trovare una stabilità strutturale anche dopo la fine della pandemia.
La burocrazia è il vero nemico dell’Italia. Lo è nel settore in cui svolgo la mia professione e lo è in tantissimi altri ambiti, a cominciare da quelli che riguardano il mondo delle imprese. Per uscire da questa crisi servono idee chiare, non timidezze e indifferenza. Bisogna agire presto e con coraggio, dimostrando con i fatti di fornire risposte concrete alle necessità delle categorie produttive del Paese».

di L.M.

 

 

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