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La leggenda di Ippolito il casto

 

Cari amici e amiche,

se non conoscete la leggenda di Ippolito, seguitemi!
Ebbene, Ippolito, sventurato figlio di Teseo (re di Atene) e
dell’amazzone Antiope, adoratore della dea Diana dedita alla caccia,
viveva in purezza d’animo e di corpo. Ma Afrodite, dea dell’amore,
offesa dalla castità di questo giovane e della devozione per un’altra
dea, fece nascere in Fedra, sua matrigna, una irresistibile attrazione
per lui. Fedra insidiò Ippolito che, però, non cedette alle offerte della
donna la quale, vistasi respinta, lo accusò di aver tentato di
violentarla. Di fronte a tali infamanti accuse, Ippolito fuggì con il suo
cocchio verso Trezene (la sua città di origine), ma lungo il tragitto,
mentre attraversava l’istimo di Corinto, Poseidone il dio del mare,
invocato da Teseo a vendicare l’onore di Fedra, fece sorgere dalle
acque del golfo Saronico un enorme toro bianco che imbizzarrì i cavalli
sotto gli zoccoli dei quali Ippolito fu ucciso. La dea Artemide corse,
però, in soccorso del devoto giovane e chiese ad Asclepio, il dio della
medicina, di farlo resuscitare. Questi, proprio sull’orlo del Tartaro (il
mondo dei morti) lo strofinò con una pianta di mirto e lo fece tornare
in vita.
Beh, che dire. Mai far arrabbiare la dea dell’amore!!

Emy Dell’Aquila

di Emy Dell'Aquila

 

 

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