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La via della nostra salvezza

 

Nella recente edizione della rassegna commerciale d’arte nel mondo (il Tefaf 2016 tenutosi a Maastricht)ancora una volta è risultato alto l’interesse per l’ampia produzione artistica realizzata, attraverso secoli di storia e di cultura, nel nostro Paese o a esso ispirata.L’arte parla al nostro cuore attraverso la poesia, la musica, la pittura e la scultura.

Michelangelo ad esempio con “La Pietà” ha creato dal marmo la figura della Madonna che, in atteggiamento mesto e soave nello stesso tempo, sorregge il corpo esanime del Figlio suo Gesù. Le due figure, pure nel freddo marmo, ci comunicano un sentimento di commozione, tenerezza, mestizia e mistero. Scrive Ignazio di Antiochia nel II sec. d.C.: «Fatevi sordi quando qualcuno vi propone un discorso senza Gesù Cristo, il quale è della stirpe di Davide, è nato da Maria» (regulafidei- Ai Tralliani IX).

Prendiamo coscienza della necessità di incontrare Cristo presente nel mistero liturgico della Santa Pasqua, riscoperto nel momento del silenzio e della ricerca interiore;così come fece diligentemente e con amore Charles de Foucauld nella solitudine del deserto con una ricerca puntuale sui testi evangelici.  

Ripensiamo a diversi sconcertanti dettidi Gesù, poi compresi nel loro significato: il suo intervento su una legislazione che aveva avuto un’origine divina (cf Mt 5-7: «Io invece vi dico . . .»), il suo perdonare i peccati (cf Mt 9,2; Lc 7,36-50), il suo ritenersi giudice degli uomini e della storia, il suo proclamarsi padrone del sabato e più grande del tempio (cf Mt 12,6-8).

Soprattutto il suo assegnarsi un’origine filiale dal Creatore, unica e assolutamente imparagonabile. Tutto questo è divenuto chiaro dopo la Pasqua, perciò San Paolo può scrivere che “Mediante la risurrezione dai morti, colui che è nato dalla stirpe di Davide secondo la carne è stato costituito Figlio di Dio” (cfRm 1,4). Nel Concilio di Nicea del 325 la comunità apostolica troverà il coraggio e la forza spirituale di assegnare al Messia risorto la natura divina “consostanziale” al Padre.

“Ciò che accade nella profondità del nostro essere è degno di tutto il nostro amore” ha scritto R. M. Rilke. Questa attenzione è la condizione per l’esercizio della fede. Per mezzo della fede ogni incontro diventa costruttivo, diviene possibile il passaggio dai segni al mistero, dalle parole al contenuto e alla realtà concreta, visibile a Dio, che si lascia accettare con amore.

 

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

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