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“Bieca speculazione con il Family Day”
Unione Civili: La strada che porterà al voto in Senato non mancherà di riservare sorprese

 

Roma, 8 gennaio 2016.

La strada che porterà al voto in Senato sulle Unioni Civili non mancherà di riservare altre polemiche e sorprese. La Conferenza Episcopale Italiana, per voce del Cardinale Bagnasco, ha sottolineato la propria posizione contro il Ddl Cirinnà, affermando a chiari note che “nessun'altra istituzione deve oscurare la realtà della famiglia”, dando così pieno sostegno all'annunciato Family Day, in programma il prossimo 30 gennaio a Roma, che pare proprio rievocare la posizione oltranzista assunta dal Cardinale Ruini nel 2007 ai tempi del governo Prodi. La storia si ripete, come insegnava il filosofo e giurista Giambattista Vico: ora sarà il governo Renzi a dover superare l'ostacolo della Chiesa. Il promotore del comitato “Difendiamo i nostri figli”, Massimo Gandolfini, lascia intendere che ci sarà, infatti, un importante sostegno dei vescovi diocesiani al Family Day. Le associazioni LGBTI sono sul piede di guerra per rivendicare i propri diritti, in attesa della battaglia parlamentare tra sostenitori e oppositori che, si giocherà, soprattutto, con i voti segreti in Aula.
“Lanciare un family day contro la proposta di legge sulle unioni civili – afferma il presidente Mario Marco Canale, nella foto, dell'Associazione Nazionale ANDDOS - è un vero e proprio contro senso. Non permetteremo che questa bieca speculazione che mira a soffiare sul fuoco dello scontro ideologico abbia seguito, perché non esiste nessuna contrapposizione tra la famiglia eterosessuale e le rivendicazioni di chi si batte per il pluralismo delle realtà familiari e l'uguaglianza dei diritti. Possiamo affermare con certezza che i veri credenti hanno a cuore tanto quanto noi la laicità dello Stato, perchè la distinzione tra potere politico e potere religioso è quel valore universale che consente oggi alle nostre società di evitare le stragi dell'integralismo. Riteniamo un grosso errore quello dei vescovi italiani di aver scelto il terreno delle unioni civili per rivendicare l'importanza dei valori della famiglia cattolica, e riteniamo ancora più subdolo provare a strumentalizzare i bambini inquinando il dibattito con il tema della gestazione per altri. Il cardinal Bagnasco dovrebbe ricordare che questa pratica non è oggetto di questa legge e che nell'80% dei casi sono proprio le famiglie tradizionali eterosessuali a ricorrervi. Come mai ci si pensa solo ora? Siamo certi che la maggior parte dei cattolici non seguirà questa volta i vescovi italiani”.
“La CEI scende in campo contro i diritti civili per imporre un modello culturale fondato sulla discriminazione e per forzare, ancora una volta, la mano del legislatore di uno Stato Laico. Chi sono loro per giudicare?” tuona l'avvocato Antonio Bubici, presidente del Collegio dei Garanti.
“Basta con questa ingiustificata discriminazione e con questa vergognosa omofobia – puntualizza l'editore Frank Semenzi – pretendiamo il rispetto ed il riconoscimento dei diritti per tutelare le unioni. La piena uguaglianza è il vero obiettivo di una giusta società civile: la questione dei diritti delle persone LGBTI non può più essere considerata una questione etica, ma è un tema che riguarda invece diritti umani universali dal quale si può misurare il grado di democrazia del Paese, con il chiaro obiettivo di rimuovere qualsiasi forma di discriminazione ancora esistente, per realizzare condizioni di pari opportunità, libertà, uguaglianza e solidarietà. La Corte di Strasburgo ci impone di tutelare i diritti: c'è una sentenza e l'Italia deve rispettarla”.

di Marco Tosarello

 

 

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