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UE. Latte in p0olvere per la produzione formaggi
Risponde alla diffid il Consigliere provinciale Gaetano Cuisenza.

 

Foggia, 9 luglio 2015

L’Italia già prima dell’istituzione dell’Unione Europea, con la legge n.138 del 11/4/74, aveva  anticipato le iniziative per scongiurare adulterazioni e sofisticazioni dei prodotti lattiero caseari.
La UE ha sostenuto ed enfatizzato i processi di riconoscimento  delle tipicità, sia di denominazione che di  individuazione geografica delle produzioni  agricole e dei derivati, portando l’Italia all’indiscusso primato di maggior numero di prodotti riconosciuti e tutelati.
A 23 anni dal trattato di Maastricht , quella stessa UE che ha promosso e riconosciuto tante DOC, DOP, IGP, attenta nell’approvazione dei relativi disciplinari di produzione, sembra aver cambiato la rotta e aver perso di vista gli obiettivi che avrebbero dovuto esaltare le produzioni di eccellenza, patrimonio non solo del territorio di origine ma di tutta la Comunità Europea, per puntare sull’appiattimento  che conduce alla genericità,cancellando le tradizioni,  i sapori e l’appartenenza ai territori delle produzioni tipiche locali.
E’ maggiormente offensivo pensare che la UE utilizzi lo strumento della messa in mora dello Stato Italiano  per costringere ad annullare una legge che tutela  dalle  sofisticazioni dei prodotti lattiero-caseari,  attraverso la soppressione dei divieti relativi  alla detenzione e utilizzo e miscelazione delle polveri di latte, latte concentrato e cagliate, provenienti soprattutto dall’estero, che oltre a provocare l’azzeramento del valore del latte italiano, porterà a svilire l’eccellenza dei derivati. Uno dei messaggi che l’Expo sta lanciando è la valorizzazione qualitativa e nutrizionale del cibo, attraverso l’esaltazione delle caratteristiche produttive tradizionali, non certamente l’appiattimento e la standardizzazione delle produzioni e delle materie prime e lo scadimento della qualità. Il settore lattiero caseario già messo in ginocchio dalle quote latte dovrà sopportare un’ ulteriore stangata, insieme al Made  in Italy, grazie all’ennesima trovata dei burocrati dell’UE dopo il vino senza uva, il cioccolato senza cacao e la carne annacquata. E i consumatori come potranno difendersi? La Provincia di Foggia che rappresenta un territorio che vanta una discreta   produzione  lattiero - casearia di qualità e tradizione, si schiera a fianco agli allevatori e produttori,  chiedendo al Governo e ai Parlamentari europei, di bloccare questa ennesima nefandezza  che allontana sempre di più l’amministrazione dell’Europa dai cittadini.

di Redazione

 

 

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