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La Caritas foggiana presente in Tunisia
Si è' svolto dal 16 al 18 giugno a Tunisi, ' il Migramed' , l' importante incontro sui migranti

 

Foggia, 18 giugno 2015 .

Si è' svolto dal 16 al 18 giugno a Tunisi, " il Migramed" , l'annuale ed importante incontro sul fenomeno migratorio.
L'evento è stato voluto da Caritas Italiana in collaborazione con Caritas Europa e Caritas Internazionalis.
Numeri importanti quelli presentati nello scenario tunisino: 16 Caritas nazionali con oltre 130 delegati appartenenti all’area del Medio Oriente e del Nord Africa, come Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Giordania, Somalia, ma anche paesi europei come Grecia, Cipro, Italia, Spagna, Svezia, Germania, Francia.
In rappresentanza della Puglia, Don Francesco Catalano, direttore della Caritas diocesana di Foggia.
Scopo dell'incontro, oltre alla inevitabile ed urgente riflessione sui movimenti migratori, è stata la ricerca di una soluzione politica per la gestione del fenomeno nel rispetto della dignità della persona.
La scelta della Tunisia non è casuale, al contrario rappresenta un modo per dar finalmente voce alle Caritas di provenienza o di transito dei migranti.
Il Migramed ha dato il via anche alla realizzazione di una contro-agenda euro-mediterranea in quattro punti che sarà elaborata nei prossimi giorni e poi proposta all’Unione Europea in vista dell’imminente vertice del 25/26 giugno.
Quattro punti che si possono sintetizzare essenzialmente così:no ai campi profughi nei Paesi nordafricani e all’esternalizzazione delle frontiere; la quota di 40mila profughi da ripartire tra i 28 Paesi europei è “insufficiente” se paragonata ad una media europea di circa 400mila richieste d’asilo l’anno, serve quindi una accoglienza più realistica; sì al reinsediamento (il cosiddetto “resettlement”) dei profughi dai campi nei Paesi terzi (ad esempio i campi in Giordania e Libano dove sono accolti i siriani); ma soprattutto, sono necessari canali legali d’ingresso tramite visti e decreti flussi, “l’unico strumento per evitare migliaia di morti in mare e nel deserto”.
Il Migramed è stato anche un'occasione di scambio di esperienze in riferimento a sforzi eroici di accoglienza, compiuti anche dalle Caritas di Paesi poveri
"Purtroppo" sottolinea don Francesco Catalano," finché il fenomeno migratorio sarà utilizzato come strumento di battaglia politica continueremo ad essere responsabili di inutili sofferenze e di una continua strage degli innocenti, l'operazione Mare Nustrum, sembrava erroneamente favorire il fenomeno migratorio proveniente dalla Libia, tuttavia le successive operazioni Triton e Poseidon non hanno dato i benefici sperati, non solo gli arrivi non sono diminuiti ma è aumentato il numero dei morti"

di Gerardo Leone

 

 

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