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Progresso e scienza

 

Per lunghi anni l’industrializzazione è stata considerata sia dai sistemi ad economia capitalistica sia collettivistica come l’unica via possibile allo sviluppo e alla crescita della ricchezza. Nel tempo la questione ambientale, il problema dell’esaurimento delle risorse, innanzitutto l’impatto sociale spesso drammatico dell’industrialismo hanno messo in crisi tale fiducia.  Lo studio dei rapporti uomo-oggetto e uomo-macchina si poneva già in Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo.

In occasione di un congresso tenuto a Oxford, nel 1949, per designare una nuova scienza-incrocio, punto d’incontro delle varie discipline che si occupano del lavoro umano, fu adottato il termine ergonomia (dal greco érgon = lavoro e nómos = legge). Il problema era studiato analiticamente da specialisti che mettevano in rapporto l’antropometria con lo spazio di lavoro: il sistema uomo-oggetto, il sistema uomo-ambiente, il sistema uomo-uomo.

Compito dell’ergonomia, dunque, è quello di riportare il lavoro alle sue dimensioni naturali e considerarlo non come fine, ma come mezzo e strumento che procuri da vivere unitamente a un dignitoso e adeguato benessere individuale e comune. La società industrializzata e consumistica, il lavoro portato a ritmi insostenibili possono ridurre l’uomo quasi a livello di macchina senza tener conto delle sue esigenze biopsicofisiologiche.

William Morris (1834-1896) poeta, pensatore, artista e uomo politico, attribuiva il deterioramento nel senso estetico alla progressiva disumanizzazione dell’uomo imposta dai nuovi metodi di lavoro. Proponeva un sostanziale rinnovamento politico, economico e sociale in grado di mutare la grave situazione venutasi a creare nel mondo del lavoro. Difatti nelle progettazioni strumentali e delle macchine l’uomo era l’ultima parte della macchina ad essere presa in considerazione.

L’attenzione sulla progettazione ergonomica permane alta giacché le conoscenze tecniche e scientifiche su cui si basa la civiltà contemporanea hanno raggiunto livelli eccezionali, proiettando l’uomo verso conquiste un tempo impensabili, destinate, in un futuro più o meno prossimo, a ulteriori e incredibili sviluppi. Pensiamo alla straordinaria evoluzione tecnologica della comunicazione mediatica, ai viaggi affascinanti all’interno dell’atomo, allo sfruttamento dell’energia solare, a tutto ciò che possiamo ipotizzare sull’uso di macchine con i calcolatori e i robot.

Dal primo storico sbarco sulla luna, a distanza di tempo, oggi la NASA presenta la super astronave. Il razzo più potente per ora non ha ancora un nome, solo una sigla SIS (Space Launch System). Porterà gli astronauti sulla luna, raggiungendo gli asteroidi e Marte (forse nel 2032). Realtà e fantascienza si mescolano fino a suggestive ipotesi di convivenza, ci auguriamo pacifica, tra l’uomo e la macchina, creata per servirlo. 

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

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