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No ai piccoli centesimi!
Il loro costo di produzione supera il valore nominaòe.

 

Roma, 7 maggio 2014.

Non si conieranno più le monetine da uno,  due e cinque centesimi di euro.
Lo ha deciso all’unanimità  l’Aula parlamentare su mozione  di Sinistra Ecologia e Libertà.
Ne dà notizia l’On. Arcangelo Sannicandro, che precisa anche che la loro coniazione costa addirittura molto di più del loro valore nominale.
Infatti per fare un centesimo si spendono 4,5 centesimi di euro; per fare la monetina da due centesimi, 5,2; solo per quella da cinque centesimi si va quasi in pari: 5,7 centesimi di costo.
Si tratta di un passo, forse piccolo, ma nella direzione di cittadini e consumatori. L’Italia sarà la terza nazione, dopo la Finlandia e i Paesi Bassi che lo hanno già fatto senza effetti inflattivi.
E la loro inefficienza è dunque ben più grave del fastidio di resti impossibili, tasche piene e portamonete gonfi.
 Il risparmio che si potrebbe ottenere, sospendendo anche solo le monete da uno e due centesimi, è di 21 milioni di euro l’anno.

di Gerardo Leone

 

 

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