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MARIO PRONTERA, il medico Poeta

 

Carissimi,

“Frammenti Poetici” si arricchisce di un nuovo poeta: MARIO PRONTERA.

Originario del “ Capo di Leuca”, Prontera scrive con lo pseudonimo di (Anònimo  Capuàno).  Una laurea in medicina e chirurgia con  specializzazione in ostetricia e ginecologia, Mario dopo 30 anni  passati in sala parto a “tempo pieno” decide di appendere  al chiodo i guanti  dell'ostetrico, per dedicarsi  al piacere della scrittura in versi. Appassionato, enigmatico, sotto certi aspetti un po’ “fòlle”, Mario è sempre attento a tutto ciò che lo circonda. Accarezzando con la sinistra del cuore il senso delle parole, le corteggia fino ad imbrigliarne l’evanescenza di un “ Indefinito Presente”. Curioso, ma non invadente,  con la sua sensibilità, riesce a percepire le impalpabili velature dell’anima di chi gli sta di fronte, che egli nutre con le sue liriche profonde e dense di pathos.

 

Il tempo e lo spazio  (A mia madre)

Il tempo è un burlone,
ti prende alla gola:
un po' si nasconde,
un po' ti opprime!
Lo spazio è un fantasma
e ti prende per le mani.
Un po' le accarezza,
un po' le tiene legate.
e te ne vai per i tuoi pensieri
e i miei sproloqui di mezzanotte,
di questa notte di mezza estate
metà inseguita dal tempo,
metà affogata nello spazio
e tuttavia  bella,
come l'ammiccare magico
del crepuscolo alla sera,
della biada alla mucca,
della vita alla morte,
dei tuoi sguardi curiosi
alle mie rughe perfette,

delle tue paure
alle mie malinconie!

Ho filato (senza senso apparente) 

Ho filato "pietre di vetro"
soffiandole piano a trovare una forma.
Ho aggrovigliato fili di memoria,
rimescolandoli forte a tessere una rete.
Ho affilato coltelli di ghiaccio,
intarsiando per caso ghirigori di stelle.

 

A Salvatore Quasimodo

È subito sera, forse,
mai, subito l'alba.
Ci sta di mezzo
il fiume della  notte.
E quando tenti di guardarlo al volo,
solo coi piedi tocchi un greto incerto;
le mani, invece, esplodono
al contatto indefinibile
delle "molliche di luce".

Dedicata a tutti quelli che, come me, rimangono ancora incantati davanti alle stelle!

 

 

 

di Giusy Carbonaro

 

 

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