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TU NEL MIO DESTINO di Santina Bombaci 4 e 5 parte

 

Carissimi,

prosegue la storia d’amore tra Peter e Kelly, piano ci stiamo addentrando nel cuore del romanzo.
Buona lettura.

*        

 

Come aveva potuto permettere che accadesse tutto ciò? Forse era stata la paura a farla

arrivare a quel punto.
Troppe inquietudini attraversavano i pensieri di Kelly, e Peter doveva fare qualcosa
anche se nello stesso tempo temeva i suoi discorsi.
Si alzò quasi di scatto e, passando in bagno, si guardò allo specchio inavvertitamente; per
un attimo il pensiero di Kelly nuda raggomitolata tra le lenzuola, gli diede
un'eccitazione quasi dolorosa, una sensazione di paura, stringeva il cuore
dell'uomo, come se quello che stava per succedere avesse potuto fargli perdere
lei. Scosse la testa e, quasi rabbiosamente, aprì il rubinetto della doccia, poi si ficcò sotto il
getto dell'acqua.
Un brivido gelido gli attraversò la schiena, mentre a poco a poco si abbandonò a quella
sensazione e chiuse gli occhi.
L'eccitazione delle ore appena passate non si era ancora spenta anche se era ancora
preoccupato e spaventato.
Perchè Kelly era così misteriosa?
La voglia di parlarle, di annullare l'angoscia che l'opprimeva da troppe ore, sapere cosa
l'aspettava, ci voleva tempo per pensare, per riflettere. Quel senso di
angoscia gli impediva di ragionare, voleva meditare su cosa doveva fare, se
avrebbe trovato un modo per reagire al suo addio, perchè sapeva che era questo
che lei aveva in mente.
Un grandissimo dolore s'impadronì di lui. Si era chiuso in se stesso e, come un animale
ferito, si sentiva escluso dal mondo; solo una donna come Kelly avrebbe potuto
stargli vicino.
Ad un tratto Kelly entrò nella stanza e, sentendola arrivare, ricacciò il pianto in gola.
Kelly sapeva che Peter soffriva.
" Posso entrare? " Disse la donna.
Peter la guardò senza parlare.
 " Mi dispiace Peter...." - disse piangendo - " ma é meglio che non ci
vediamo più. Lasciamo morire la cosa, é meglio! Ho preso degli impegni quando
ho sposato Louis e intendo rispettarli, cerca di capirmi, te ne prego."
 " Kelly,non posso farci niente, non posso dominare i sentimenti."
 " Vorrei rimanere quì adesso, e vorrei che nulla ci costringesse a separarci. Mi hai
dato molto Peter...." E gli sfiorò la guancia con un bacio.
- " E adesso cosa farò Kelly? Non sarà semplice comportarsi come se niente fosse
accaduto, e tu come potrai dimenticarmi? Non posso perderti maledizione! "
Kelly capiva il suo dolore, e nei suoi occhi leggeva un grido d'aiuto, anche lei lo amava da
morire.
Peter allora la prese per le braccia e la scosse:
 " Kelly,lascialo, ti prego. Lascia tuo marito."  Stasera vado." Così tornò in camera da letto lasciando Peter con il cuore gonfio di dolore. Uscì dalla doccia, si infilò l'accappatoio e la raggiunse:
 " Ho aspettato tanto d'incontrare una donna come te, ho sperato disperatamente di
trovare una donna che fosse capace di amarmi con tutto il cuore, come puoi
adesso abbandonarmi? Non farmi questo. E' troppo crudele."
Kelly si rese conto della fragilità di quell'uomo e aveva voglia di urlare, si sentiva
confusa.  "Dimmelo che mi ami, dimmelo che la nostra storia non può finire! "
Continuò Peter disperatamente. " Siamo stati felici insieme, hai dato a me quel calore che nessuno aveva saputo darmi, ma non posso lasciare lui! "
Ancora una volta le venne in mente il suo matrimonio, Kelly aveva diciannove anni quando
aveva sposato Louis.
Lui era il suo primo grande amore, il primo ragazzo con cui aveva avuto rapporti sessuali.
Sposarlo era stato come realizzare un sogno. Solo che la vita non era un sogno,
e tantomeno il matrimonio.
Kelly, sposandosi così giovane, non si era resa conto di non essere ancora pronta a un
simile passo, ma amava ancora suo marito, e non voleva distruggere il suo
matrimonio, avrebbe tentato di ricostruire quel rapporto. Peter chiuse gli occhi per un attimo, come a volere cancellare quella brutta realtà, quanti interrogativi si affollavano nella sua testa!
Si coprì il viso con le mani in un gesto di muta disperazione, sentiva che avrebbe sofferto
ancora e non si vergognava di piangere, anche se era un uomo.  " Amore mio caro...." sussurrò Kelly.
Un dolore infinito era inciso sul viso di Peter. Sì, era arrivato il momento tanto temuto per Peter, il distacco definitivo. Pochi minuti ancora e Kelly se ne sarebbe andata via per sempre.
Mentre lei lo abbracciava disperatamente per dargli ancora un ultimo bacio, lui la tratteneva
quasi con la forza, affondando le sue lacrime nei capelli di lei.
 " Posso telefonarti qualche volta....? " Disse l'uomo.
 " E' meglio di no, Peter."
Adesso Peter la guardava, l'amava veramente. Lui che non era mai stato coccolato in famiglia,
si era sentito sempre poco amato e considerato, e adesso che l'aveva
conosciuta, si era sentito finalmente realizzato; la cosa di cui aveva bisogno
era di sentirsi amato, voluto e accettato per ciò che era.
Questo lei glielo aveva fatto conoscere e adesso si trovava a dover fare i conti con la
propria fragilità.
La stava perdendo e tutto ciò lo faceva soffrire enormemente perchè aveva bisogno di
lei. Kelly se nè andò, e per un lungo momento rimase immobile, incapace di compiere un solo
gesto, gli occhi colmi di lacrime. Kelly se ne era andata davvero e non sarebbe più tornata.
Era partita, così come era venuta, all'improvviso, portando con sè parte di lui. Sapeva una
cosa soltanto: che avrebbe avuto bisogno di molto, molto tempo per dimenticare
Kelly, se soltanto avesse lasciato libero il suo cuore, avrebbe gridato al
mondo tutto il suo dolore.  Il suo addio lo annientò. Capì che non poteva rimanere più lì, doveva andarsene.
Intanto Kelly prese l'auto, e guidò tutta la notte, pensava a Peter, non l'avrebbe mai
dimenticato, ma c'era suo marito che l'aspettava.
Dopo quattro o cinque ore, quando un vago chiarore annunciava l'alba, decise di fermarsi in
una stazione di servizio per prendersi un caffè, appena scese dalla macchina si
sentì terribilmente sola, si diresse verso il bar, prese un caffè bollente e
ripartì; poche ore dopo fu a casa.
All'improvviso tutto le sembrò diverso, in preda ad un turbamento, inventò poi di avere un
terribile mal di testa, per non fare una conversazione troppo lunga con Louis.
Sapeva che nella vita succedevano cose imprevedibili, anche a coloro che credevano di
avere programmato l'intero avvenire, come pensava di avere fatto lei.
Di suo marito pensava di essere innamorata, ma adesso si trovava sul confine di una tempesta.
Nel suo cuore le era rimasta la dolcezza infinita di un amore che sarebbe
potuto essere, ma non era stato. " Ben tornata a casa Kelly...." mormorò Louis abbracciandola stretta.
 " Non so perchè tu sia partita, forse,non voglio neppure saperlo, però sono felice.
Promettimi solo che non te ne andrai più”  " Non so perchè tu sia partita, forse, non voglio neppure saperlo, però sono felice. Promettimi solo che non te ne andrai più."
Cominciò così un periodo abbastanza strano, suo marito era tornato a farle la corte. A Kelly
pesava molto quella convivenza, con un uomo che non sapeva più amare.
Era troppo tardi ormai. Si sentiva legata a lui solo dall'abitudine; stava già rimpiangendo quel rifiuto, ma ormai era tardi, aveva fatto la sua scelta. Adesso cosa ne sarebbe stato di lei?
Non fu facile riadattarsi alla vita di sempre, come se niente fosse successo.
Peter era sempre nei suoi pensieri, quell'uomo così fragile l'aveva colpita tanto, chissà
se adesso la stava pensando, le aveva dimostrato un amore smisurato, riviveva
quel suo pianto disperato, le era costato caro lasciarlo, ora ricordava
incessantemente i due giorni passati con lui, le sensazioni provate tra le sue
braccia le avevano segnato l'anima. E si sentì all'improvviso come una bambina bisognosa di essere protetta e amata, quell'amore speciale che le aveva fatto conoscere Peter, era stato un " raggio di sole " nella sua vita, non smetteva mai di pensarlo, era sempre nel suo cuore.
Passarono settimane, mesi senza che riuscisse a vincere quella sconfinata tristezza che
l'aveva presa, dal senso di profonda solitudine e di abbandono.
Una notte sognò sua nonna che piangeva, lei nel sogno tentava di consolarla, ma senza
riuscirci, la vedeva piangere disperatamente, e non poteva fare niente per lei,
ad un tratto anche Kelly si svegliò in lacrime, cercò di analizzare e decifrare
quel sogno e non riusciva a capire perchè sua nonna era così triste.
Suo marito aprì gli occhi e le sorrise. " Sei già sveglia? " Sì, da un pò." Louis l'attirò a sè.
 " Vorrei farti capire quanto ti desidero e quanto tu mi sia indispensabile."
Kelly gli sfiorò le labbra con un bacio, poi, anche se dolcemente lo respinse.
" Vado a prendere un bicchiere d'acqua." Louis spostò le lenzuola e scivolò fuori dal letto.
 " Rimani qui, vado io." Ma mentre si avviava verso la cucina, un'ombra gli passò nell'animo.
C'era qualcosa di inafferrabile eppure percettibile che allontanava Kelly da lui.
Che la rendeva diversa. Capiva in quel momento quanto fosse importante Kelly, che aveva dato per scontato il fatto che lei ci sarebbe sempre stata nella sua vita, ma adesso qualcosa gli sfuggiva.
La guardò mentre le porgeva il bicchiere d'acqua e vide quanto era bella, era così bella
da spezzare il cuore, ad un tratto le chiese: " Mi ami? "
Lei non disse niente. In quel momento Louis comprese che era troppo tardi. Non riusciva a
rassegnarsi all'idea di perdere il suo amore; poi finalmente capì che doveva
cercare di riconquistarla, anche a costo di essere respinto, ma dimostrando che
l'amava. Ricordava quando Kelly un tempo era innamorata, lei si nutriva di lui, di quell'amore.
Cos'era cambiato adesso? Un giorno, mentre Kelly era in ufficio, la sua amica Ivonne, si avvicinò, aveva bisogno che le battesse a macchina una lettera, doveva presentare in serata una relazione, ma si accorse che qualcosa preoccupava Kelly.  " Cosa è successo, qualcosa non và? "
Vide gli occhi di Kelly riempirsi di lacrime. " Raccontami tutto, mi dispiace vederti così, sai che con me ti puoi
confidare."  " Oh Ivonne, ricordi quell'uomo che ho conosciuto? Non riesco a dimenticarlo."
E Kelly continuò a parlare mentre Ivonne l'ascoltava, aveva capito che la loro era una
bellissima storia d'amore." Perché non sei andata avanti in questa tua bellissima storia? "
 " Perché non posso fare questo a Louis, gli farei troppo male."
Era sposata, non poteva: troppa sofferenza, troppi legami antichi.
Adesso stava cercando di dimenticarlo, stava piangendo senza pudore, parlare le faceva bene
e nello stesso tempo gli apriva una ferita che non si era ancora rimarginata.
Era letteralmente distrutta. Ivonne la guardava, si trovava di fronte ad una donna disperata, come mai avrebbe creduto si potesse essere. Era davvero troppo grande lo sforzo che faceva per mascherare il suo turbamento! Da molto tempo cercava di fingere una tranquillità che non provava.
Una mattina mentre Louis stava uscendo per andare in ufficio, lo chiamo d'impulso e,
andandogli incontro, lo abbracciò: " Louis ti voglio bene...." gli mormorò.
 " Anch'io ti voglio bene..." e la guardò come se capisse il suo senso di colpa.
Rientrando in casa, si chiuse la porta alle spalle e vi rimase appoggiata, mentre gli occhi
le si riempirono di lacrime; adesso la sua bocca sussurrava solo un nome " Peter..."
Andò in cucina, si preparò la colazione e uscì per andare in ufficio.
Mentre guidava la sua mente era altrove, come una dolce ossessione, ricordava quei momenti,
che adesso erano l'unico modo per poter andare avanti. Non faceva che pensare a
lui, e desiderava tantissimo rivederlo, ripassava all'infinito nella mente,
quei due giorni passati con lui. Come la videocassetta di un film troppo amato.
Louis probabilmente intuì qualcosa, ma non fece domande. Grata per quella sua
discrezione, faticosamente cominciò a dargli più affetto e amore, con Louis
aveva trascorso tantissimi anni di vita vissuta insieme, anche se Peter le era
rimasto nel cuore, non poteva separarsi da lui.
 " Mi passerà, maledizione, questione di tempo, ma mi passerà...."
Si ripeteva come per convincere se stessa. Quella notte Kelly era agitata, si svegliò
continuamente di soprassalto, fino a quando all'improvviso balzò sul letto, il
respiro affannoso, la fronte sudata. " Perché stai così male, vuoi parlarne. Ti va? "
Le chiese Louis preoccupato. " E' solo un brutto sogno, non preoccuparti."
 " Perché non mi dici cosa ti succede, l'ho capito sai che sei così strana da quando sei
tornata! " " Non mi va di parlarne adesso..." e si alzò andando verso la finestra.
Louis la raggiunse.  " Perché non mi vuoi più..."
Quella domanda che era un'affermazione la sconvolse, non seppe cosa rispondere, gli disse
soltanto: " Voglio andare a dormire, ne parleremo domani."
Per un momento provò pena per lui, e gli poggiò la mano sul viso cercando di rassicurarlo.
 " Non voglio vederti in questo stato" disse l'uomo.
 " E' solo un brutto periodo, vedrai che tutto si aggiusterà."
 " Io ho bisogno di te" - continuò l'uomo - " dimmi che non é troppo tardi...."
Ma Kelly tacque. Un silenzio innaturale gravava nella stanza, un silenzio ostinato che di minuto in minuto
si trasformava in tensione, Kelly non trovava risposta a quella disperata richiesta.
Il silenzio della donna fu un pugno allo stomaco per Louis e, cercando di spezzare l'imbarazzo che si era creato, prese per mano Kelly e la condusse a letto. Al fianco di Kelly c'era un uomo che la scrutava con sospetto. Kelly aveva temuto che suo marito avesse intuito la verità, e aveva dovuto mentirgli perchè non voleva che Louis soffrisse per causa sua. La mattina dopo Kelly si rese conto che doveva fare qualcosa, altrimenti sarebbe impazzita di dolore. Aveva un disperato bisogno di aiuto perchè era in uno smarrimento
totale. Intanto a poca distanza da casa di Kelly c'era Peter che, nascosto dentro una macchina,
aspettava che la donna uscisse per andare al lavoro. Voleva vederla. Ma lei non si
sarebbe accorta della sua presenza, non voleva turbarla, ma nulla al mondo poteva tenerlo lontano da lei.
Aveva fatto di tutto per rintracciarla e finalmente dopo qualche mese l'aveva trovata.
 " Oh Kelly quello che ci lega non è soltanto passione. E' amore. Un amore sbagliato,
ma pur sempre tale." - Pensava Peter - " Quei due giorni ci hanno dimostrato che ci amavamo disperatamente. Ti starò sempre accanto. Tra noi non può finire. "
Certo era penoso vederla da lontano e non poterla abbracciare, toccare. Ma anche se non
poteva stare con lei, gli bastava poterla vedere, sapere che lei esisteva, avrebbe seguito così la sua vita, non l'avrebbe mai più lasciata. Così se ne stava immobile, seminascosto dietro un albero di pino, aspettando di vederla. Ad un tratto Kelly uscì dal portone, quando finalmente la vide ebbe un tuffo al cuore.
Era bellissima. Per un attimo fu sopraffatto dal senso di colpa. Si sentiva in colpa per il fatto di essere
lì a spiarla. In colpa, per averla cercata, seguita, controllata. Si ritrovò a lottare in mezzo al traffico cittadino, cercando con la sua macchina di stare dietro la macchina di Kelly, senza farsi vedere.
Cercò di distinguerla tra la folla, mentre entrava nel palazzo del suo ufficio, ma le
lacrime gli annebbiarono la vista. Avrebbe voluto vederla da vicino, stringerla, ma non poteva.
Aspettò, seduto in un bar, nel palazzo di fronte al suo ufficio. Vedeva chiaramente il portone dal quale aveva visto entrare Kelly. Fumava una sigaretta dietro l'altra in attesa di vedere se Kelly uscisse per la colazione.
Quanto l'amava! Si era fatto trasferire per lei, nella sua città, per poterla vedere ogni volta che poteva, quando sbrigava il suo lavoro fuori dall'ufficio. Nei giorni che seguirono, Peter faceva di tutto, per osservare Kelly da lontano, ormai seguiva ogni suo movimento, aveva imparato le sue abitudini.
E quando era sera, aspettava con ansia il nuovo giorno per poterla rivedere.
Divideva un appartamento con un collega che aveva conosciuto nella città dove si era
trasferito. Si chiamava Alex, e con lui si trovò a raccontare la sua storia d'amore tanto tormentata.
Un giorno Peter mentre aspettava Kelly, la vide arrivare in macchina con suo marito che la
stava accompagnando…..CONTINUA

 

 

di Giusy Carbonaro

 

 

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