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. . uomo vero del Tuo regale Presepio

 

       Da alcuni anni nell’imminenza del Natale giornali e manifesti pubblicitari reclamizzano alcuni film, definendoli di grande successo, divertenti e adatti anche ai bambini. E’ uno degli aspetti del Natale tipico nella nostra società, quest’anno meno consumistico per la crisi economica, nella quale ci dibattiamo già da tempo, e l’aumento dei prezzi di tutti i beni di consumo, da quelli di prima necessità a quelli cosiddetti voluttuari.

 “Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti al gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano creature piene di ferite:
mia madre era parente della vergine,
tutta in faccende
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d’essere uomo vero
del tuo regale presepio”.

        Nella poesia “Natale in Friuli” di Davide Maria Turoldo il motivo dell’autenticità del Natale, cristianamente vissuto, s’identificava con la nostalgia per l’infanzia vissuta poveramente, ma con una ricchezza di significati interiori ignota a chi viveva in città. 
        Oggi nelle nostre strade piene di luci e colori assistiamo a povertà diverse, alcune veramente inquietanti e nascoste, come quelle spirituali, altre materiali e ben visibili: i malati, i senza tetto, gli emarginati, gli emigranti. Non dimentichiamo alcuni paesi dell’Asia e dell’Africa (Nepal, Pakistan, Congo), ove vivono i profughi sopravvissuti alle guerre civili e religiose. A fare le spese di questa condizione di povertà cronica ed estrema prima di tutto sono i bambini, come testimoniano le riviste delle Agenzie internazionali di volontariato al servizio di progetti solidali e i giornali missionari; quest’anno i Salesiani di Corumbà nel Mato Grosso si sono prodigati a favore di bambini e adolescenti che vivono per strada.
         Spesso, proprio dove c’è l’abitudine agli stenti e al dolore, troviamo i valori più autentici del Natale e quei sentimenti che lo rendono prezioso e vitale: una festa in cui oltre al significato religioso, la nascita del Bambin Gesù, si cerca l’abbraccio universale; di rientrare in ciò che è più tipico di se stessi e della propria famiglia e che la vita, con le sue necessità, ci ha tolto o tende a farci dimenticare.

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

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