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L'AMICA non può fallire.
Lo ha deciso il Ministero dello Sviluppo Economico. Bocciato il Commissario Perrone.

 

Roma, 3 gennaio 2012.

La società per la nettezza urbana Amica può essere sanata e rimessa in piedi. E' quanto ha sentenziato il Ministero dello Sviluppo Economico secondo il quale  la crisi «non è strutturale» ma «finanziaria e organizzativa, contrariamente a quanto affermato dal commissario giudiziale».

Per questa motivazione Francesco Perrone, Commissario giudiziale dell'Azienda Amica, viene così bocciato proprio da chi gli aveva dato questo incarico, che in una missiva indirizzata al Giudice della Sezione Fallimentare del Tribunale di Foggia, ha motivato la bocciatura per non aver  chiarito perché l’Amica ha 60 milioni di perdite, né come si è giunti all’insolvenza e neppure come risanarla.
Secondo il Direttore generale Andrea Bianchi, del Ministero, quindi non ci sono, le condizioni per dichiarare il fallimento di Amica e lo invita ad un supplemento di verifica, in tempi brevi.
Perrone si sarebbe «limitato ad esaminare i piani industriali predisposti, la documentazione contabile, ad assumere notizie dai responsabili della tecnostruttura della società».

Insomma un giudizio critico che coinvolge anche l'amministrazione Mongelli, perchè  in due anni,  non è riuscita ad intervenire proprio sull’organizzazione dell’azienda.
Quindi secondo il Ministero ci sono, invece, le condizioni per la procedura della amministrazione straordinaria.

di Gerardo Leone

 

 

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