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CLASSIFICAGIORNATE - RISULTATI

 

E' il solito Foggia: altra sconfitta a Taranto
Continua la caduta libera dei rossoneri che allo Iacovone fanno ancor peggio delle gare precedenti


di Lino Mongiello

Foggia, 1 ottobre 2022. 

Per il Foggia piove, o meglio “diluvia” sul bagnato. E non ci sarebbe nient’altro da aggiungere. Ma, purtroppo, il dovere di cronaca impone l’analisi del match che, per certi aspetti, diventa difficile da mantenere il self-control. Questa squadra conferma ancora una volta, di non avere né capo né coda ed è facile pronosticare che in seguito potrà rimediare soltanto brutte figure. L’ennesima andata in scena allo Iacovone di Taranto è davvero la peggiore alla quale si è assistito. Indimenticabile per lo squallore mostrato sul rettangolo di gioco e non sarà l’ultima. Due espulsi,  sei ammoniti, un calcio di rigore sbagliato contro una squadra che è davvero ben poca cosa, farebbero pensare ad una gara giocata con il coltello tra i denti. Magari fosse così … Ci sarebbe perlomeno una giustificazione. Invece, siamo qui a raccontare una disfatta su tutti i fronti. A dimostrazione di tutte le scelte fatte dalla proprietà, nel non aver saputo trattenere Zeman e Pavone e per aver costruito una squadra di “nomi” solo sulla carta. Uomini che, al momento, oltre a reggersi a stento in piedi, non dimostrano unità di intenti ed attaccamento alla maglia. Altro che squadra da primi posti. Di questo passo sarà un’impresa conservare la categoria. Se il calcio che può passare il convento, che dopotutto accontenta la maggior parte della tifoseria, sarebbe forse meglio chiudere baracca e burattini e rassegnarsi alla morte definitiva del pallone in questa città. Considerata anche la mancanza di gente che abbia volontà di far calcio nella nostra città. Una cosa però si può dire: Vergogna ! Eppure gli ottimisti ritenevano che proprio dalla trasferta di Taranto si potesse dare il via ad un cambio di marcia. Niente di tutto ciò se poi si considera che l’armata Brancaleone è riuscita a rianimare un Taranto volenteroso e tutto cuore. Il Foggia si dispone con il 4-3-3 e qualche cambio nell’undici iniziale. In difesa Sciacca sostituisce lo squalificato Di Pasquale e Garattoni prende il posto di Leo. A centrocampo rientra Odjer a far compagnia a Petermann e Di Noia. In avanti Schenetti compone il tridente coni confermati D’Ursi e Vuthaj. Le due squadre, con problemi diversi, mostrano sin dal fischio di inizio le difficoltà d’avvio campionato. Si fa preferire il Taranto apparso più caparbio e determinato nel conquistare l’intera posta. Gli ionici hanno a disposizione una voragine per vie centrali e Nobile, nel giro di 1’, deve compiere due interventi per evitare la capitolazione. Infatti, il numero uno ospite si oppone prima al tiro dal limite di Tommasini (4’) e poi a quello di Labriola (4’) da ottima posizione. Scampato il doppio pericolo, i rossoneri provano ad uscire dal guscio organizzandosi meglio. Vuthaj innesca  Schenetti (8’) ma Vannucchi fa buona guardia. Ora è il Foggia a spingere con convinzione e prova a sorprendere gli avversari. Vuthaj scappa sulla destra e mette al centro per la pronta battuta dell’accorrente D’Ursi (19’) sul quale Vannucchi compie il miracolo. Il Taranto mostra qualche crepa ma resiste. Il Foggia mette nel carniere quattro calci d’angolo di fila e proprio dalla battuta dal corner Vuthaj (22’) di testa trova la deviazione di un difensore rossoblu a negargli la gioia del gol. Schenetti (34’) liberato da Di Noia davanti a Vannucchi timbra traversa. Il Foggia spreca tanto e nel momento migliore commette un’enorme ingenuità. Romano (36’) è vistosamente trattenuto fuori area da Malomo. L’espulsione da ultimo uomo è sacrosanta ma il Sig. Tremolada concede anche il calcio di rigore che però non andava assegnato. Infantino (38’) dagli undici metri punisce la compagine ospite. La panchina rossonera è costretta al cambio: Papazov per Odjer). In inferiorità numerica e sotto nel risultato, sia pure contro una squadra non irresistibile, per il Foggia sarà dura recuperare. Anzi, bel finale di frazione è Infantino (45’) a sfiorare il raddoppio con un diagonale che termina poco lontano dal palo. Nella ripresa cambia poco o niente. La manovra del Foggia risulta sempre elaborata e confusa. E il Taranto riesce a tenere basso il ritmo rischiando così poco o nulla. Almeno fino al minuto 34 quando il Sig. Tremolada “inventa” un altro rigore, questa volta a favore dei rossoneri. Nell’occasione ammonisce Ferrara per un inesistente fallo su Vuthaj (ma non è espulso) e le proteste dei padroni di casa innescano un parapiglia. A farne le spese è Costa, espulso per fallo di reazione. Col Foggia ridotto in nove e la possibilità dagli undici metri di poter rimettere la gara in parità, succede ancora di peggio. Vuthaj (37’) calcia centrale consentendo a Vannucchi di neutralizzare la sfera.  Finisce col Taranto giustamente in festa per la vittoria e con gli ospiti schierati a centrocampo a chiedersi cosa sia successo. Vergogna ! Il silenzio stampa è d’obbligo e non solo.

TARANTO-FOGGIA 1-0

TARANTO (3-5-2): Vannucchi 7; Manetta 6, Antonini 6, Evangelisti 6; Mastromonaco 6, Romano 6.5, Labriola 6 (14’ st Mazza 6), De Maria 6, Ferrara 6; Guida 6 (38’ st  Lamonica sv), Tommasini sv (22’ pt Infantino 6.5, 38’ st  Raicevic sv).  In panchina: Russo, Granata, Panattoni, Vona. All.: Capuano 7.

FOGGIA (4-3-3): Nobile 6; Garattoni 5.5 (39’ st Nicolao sv), Malomo 4, Sciacca 5.5, Costa 4; Di Noia 5 (39’ st Frigerio sv), Petermann 5, Odjer 5 (39’ pt Papazov 6); Schenetti 5, Vuthaj 5, D’Ursi 5.5 (14’ st Ogunseye sv). In panchna: Raccichini, Illuzzi, Chierico, Peralta, Leo, Peschetola, Iacoponi, Tonin. All.: Gentile 5.

ARBITRO: Tremolada di Monza 5.

RETI:  38’ pt Infantino (rig.). 

NOTE: serata gradevole. Spettatori 1.000 circa. Espulsi Malomo al 36’ pt per fallo da ultimo uomo e Costa al 34’ st per fallo di reazione. Ammoniti: Vuthaj, Garattoni, De Maria, Schenetti, Papazov, Di Noia, Ferrara, Costa.  Angoli: 7-2 per il Foggia. Recupero: 3’, 4’.

Nella foto il rigore fallito da Vuthaj

 

 




 
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