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IL MES RIFORMATO PEGGIORA IL MES


di Rosa D'Amato

   “Quanto dichiarato dal ministro dell'economia Roberto Gualtieri e dal reggente capo politico del M5S Vito Crimi, rispetto alla riforma del Mes di cui oggi si è tornato a discutere all'Eurogruppo, non risponde né a quanto riportato durante l'audizione di oggi, né a quanto approvato dagli esponenti del M5S in sede parlamentare con due diverse risoluzioni. La riforma del Mes a cui oggi il Governo italiano vuole dare il proprio placet, è anche peggio del Mes in sé”. A dichiararlo sono gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi a proposito del sì alla riforma del MES espresso dal ministro per l'Economia Gualtieri e dal reggente capo politico del Movimento 5 Stelle Crimi.

“A febbraio - spiegano i deputati - il premier Giuseppe Conte aveva ottenuto un rinvio della firma, subordinandola al rafforzamento dell’Unione bancaria che presuppone la definizione del sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis). Al di là della discutibilità di questo approccio, c'è da segnalare che né l'unione bancaria né il sistema Edis hanno fatto passi in avanti in questi mesi a causa della crisi sanitaria. Quando il reggente capo politico del M5S Vito Crimi e il ministro all'economia Roberto Gualtieri tentano di spiegarci che approvare la riforma del Mes è cosa diversa dall’accesso al Mes, dimenticano di spiegare che anche solo l'approvazione della riforma del MES, arreca un danno ai cittadini italiani”.

“Tra le varie storture introdotte dalla riforma - sottolineano gli europarlamentari M5S - c'è l'estensione dell'utilizzo del Fondo Salva Stati anche al salvataggio delle grandi banche in crisi (specialmente francesi e tedesche). In questo periodo di acuta crisi economica tutte le risorse, specialmente quelle provenienti anche dai contributi dei cittadini italiani, dovrebbero essere impiegate per soccorrere l’economia reale e le famiglie in difficoltà, non per sovvenzionare un fondo pronto ad intervenire in aiuto alle banche straniere. Per il governo questo non conta e inspiegabilmente torna a difendere una riforma inaccettabile per i cittadini e in contraddizione con quanto espresso nelle risoluzioni approvate dal Parlamento” - concludono Pedicini, D’Amato, Corrao ed Evi.  



 
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