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Era una sera d'Autunno


di Emy Dell'Aquila

Cari amici e amiche,

spesso ho parlato di Angeli. Tante sono le storie che testimoniano l’incontro con questi esseri di luce. Ma quella che sto per raccontarvi è una dichiarazione che ho raccolto in prima persona. Un incontro forse, voluto dal destino.

Era una sera d’autunno, e come ero solito fare nei fine settimana, mi sarei dovuto recare in una piccola discoteca. Ma quella sera non me la sentii, così decisi di passare un po' di ore in bar del centro, dove molti, usciti dalle discoteche si riversavano. Verso l’una di notte anche i miei amici mi raggiunsero. Mentre conversavo alacremente con loro, mi accorsi che tra la gente c’era un tipo strano, che da quando ero arrivato non aveva smesso di togliermi gli occhi di dosso. Infastidito, mi alzai e andai al suo tavolo.
<< Ti sei innamorato di me?>> chiesi, con una sonora risata. Stavo per proseguire, quando alle mie spalle una voce gutturale, mi fermò. <<Non prendertela con lui, la colpa è tua. Non dovresti stare qui >> Mi voltai di scatto e i miei occhi affondarono in due occhi neri, più neri della pece. Rabbrividii. C’era qualcosa in quell’uomo che ipnotizzava e toglieva il respiro.  Facendomi coraggio, replicai: << Io resto qui! >>
<< Ti ho detto via!!>> urlò l’individuo, sempre più irritato. << Neanche per sogno! Qui ci sono i miei amici, e con loro continuerò a bere i miei drink! >> protestai, sostenendo il suo sguardo perfido.  Allora l’uomo, puntò il dito verso il bancone del bar: << Vedi quei due? Se non vai via, tra un po' cominceranno a picchiarsi! >> proferì, con un sorriso beffardo. In quel momento, pensai che quella figura losca si stesse prendendo gioco di me. Ma dopo neanche un secondo i due cominciarono a darsele di santa ragione. I loro volti divennero due maschere di sangue. Sembrava una scena di un film western, eppure era reale, ed era lì, davanti ai miei occhi. Un pensiero improvviso, come una saetta attraversò la mia mente. Cominciai a pregare. << Non funziona con me. La tua anima sarà mia>> proferì, sempre più irritato. Quelle parole per un istante fermarono il mio cuore. <<C’è il demonio. C’è il demonio!>> Urlai spaventato. Volevo capire se anche gli altri stavano assistendo alla scena che si stava consumando davanti ai miei occhi. << Raffaello, smettila di bere. Sei ubriaco>> risposero in coro i miei amici. Allora compresi che nessuno, aveva assistito a quella brutale scena. Tutto si era svolto in una realtà invisibile agli altri, tranne che ai miei occhi. Da quel giorno, la mia vita fu tempestata da un terribile senso di colpa. L’incontro con quell’individuo malvagio, aveva segnato indelebilmente la mia vita. Per anni ho vissuto con un macigno sul cuore, che giorno dopo giorno schiacciava sempre più la mia anima. Poi una notte sognai una donna. Mentre mi parlava, la sua figura, mi parve familiare. In quel tempo sospeso della mente, mi chiese di descrivergli quella scena che mai avrei voluto ricordare. Intuii che poteva aiutarmi, così le raccontai l’accaduto. Lei mi rivelò che quell’uomo era un demone, e che poteva liberarmi dal suo giogo. Il mattino seguente per tutto il giorno pensai a quello strano sogno. Nel mio cuore, sentivo che dovevo seguire il consiglio datomi. Così, la sera successiva mi sdrai sul letto, chiusi gli occhi e chiamai il suo nome. D’improvviso fu come se il cielo scendesse su di me, schiacciandomi. Il peso che sentivo su tutto il corpo era tale, che per un attimo mi sentii morire. Non ricordo quando tempo passai inerme, ma quando riaprii gli occhi, per la prima volta dopo tanti anni mi sentii libero. Libero come un Angelo che si libra alto nel cielo. Libero, come lo ero stato un tempo, prima di scendere qui, sulla Terra. Quella stessa notte, la donna mi svelò che era mia madre e che insieme agli altri Angeli avevano sconfitto un demone potente, Astaroth, il braccio destro di Satana. Per un attimo rimasi con il sospiro sospeso. Quel racconto mi aveva avvolta in una atmosfera fuori dal tempo. <<Ma allora tu sei… >> 
<< L’Angelo Rafhael >>   L’amico, che tu chiami semplicemente Raf.

Emy Dell’Aquila




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