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La famiglia, società naturale


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Sono ancora in calo le nascite in Italia secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT per il 2016. Tra le iniziative in merito, ha fatto notizia quella del Fertility room proposta dall’assessore al turismo del comune di Assisi e fatta propria da diversi operatori privati del settore: le coppie che soggiornano in albergo, se hanno un figlio dopo nove mesi, possono usufruire del rimborso di un pernottamento. Ricordiamo anche il Fertility day rivolto alla prole e promosso dal ministro Lorenzin, l’altra faccia del Family day con cui si volevano sottolineare i valori del matrimonio tradizionale. Il discorso ci riporta a Gesù, che diede al matrimonio il carattere speciale di un sacramento; quando prese parte alla nozze di Cana, con la sua presenza suggellò quel matrimonio. San Paolo, raccolte le Sue parole dagli Apostoli, espose il pensiero di Gesù che la Chiesa ancora ci tramanda.

La famiglia è un’aggregazione, che nasce dalla necessità di realizzare il bisogno di affetto, di avere dei figli, di trovare sicurezza e aiuto; un’istituzione che risente in modo quasi immediato dei cambiamenti economici e sociali. Ci rendiamo conto che il clima generale di materializzazione dell’esistenza e il culto di se stessi, caratteristici della civiltà attuale, hanno opacizzato e banalizzato molti momenti della vita sociale, enfatizzandone la dimensione privatistica e inducendo a concezioni utilitaristiche del matrimonio. In questo modo la famiglia tradizionale è andata via via scomparendo, per far fronte a nuovi modelli: la famiglia nucleare, l’unione libera, le famiglie individuali, le famiglie dimezzate dai divorzi e quelle allargate . .  .

Di fronte a questi profondi mutamenti, gli interventi dello Stato a tutela della famiglia si sono susseguiti nell’arco degli anni sino ai nostri giorni, fermi restando i principi costituzionali. Anche le leggi sono cambiate, giusto per citare alcune: nel 1970 con il divorzio e nel 1975 con il rinnovo del diritto di famiglia. La riforma ha abolito la potestà maritale, cioè il potere del marito sulla moglie, ha posto su un piano di parità e di eguaglianza i rapporti tra i coniugi, ispirati alla collaborazione e all’accordo nell’interesse della famiglia. Oltre all’affermazione del principio giuridico di eguaglianza tra i sessi, sono state tante le azioni positive che, attraverso gli strumenti più diversi, hanno mirato a eliminare le disparità di fatto e le ingiustizie, di cui le donne sono ancora oggetto, in Italia oltre sei milioni. Nondimeno rimane una piaga sociale a tutte le latitudine del globo; in Sierra Leone, ad esempio, i salesiani animano un rifugio per le ragazze vittime di violenze e in Guatemala lavorano con psicologi e assistenti sociali a sostegno delle “spose bambine”.

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre 2016) è la costruzione di un forte messaggio collettivo, progettato e realizzato in gruppo. Operiamo congiuntamente, rifiutando decisamente ogni forma di rassegnato fatalismo, per una rifondazione della società più umana. Di fronte alla quantità di notizie, alle immagini, ai commenti di varia natura, alle previsioni e alle statistiche, parliamo innanzitutto con i giovani ogni giorno, con l’intenzione educativa di capire assieme, per aprire spiragli di conoscenza e di bene futuro; ricerca del positivo, del bello che è nel mondo.


 
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