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La luce di una coscienza


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Esprimere le nostre opinioni, in virtù dell’enorme sviluppo dei media, è divenuto uno strumento multidimensionale per operare sul mondo esterno, con ogni forma di arte e cultura. Il cinema, ad esempio, possiede un’innegabile vocazione narrativa, se analizziamo la sua storia e il percorso che ha compiuto dagli esordi a oggi. Un panorama complesso che chiama in causa non più solo le storie letterarie, ma anche la sociologia della cultura, l’attualità, l’informazione, il documentario. La notizia della scelta del film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, candidato a rappresentare l’Italia per l’Oscar 2017, conferma i prestiti che il cinema contrae non solo con la narrativa: problemi e dinamiche a scala locale, con movimenti di genti e culture diverse.

Gli stranieri, che giungono numerosi nel nostro paese, hanno posto in evidenza il problema della tutela dei loro diritti. Per fornire adeguate garanzie su tale rispetto, nonché per tentare di regolarne l’afflusso, sin dal 1980 è stata approvata la cosiddetta legge Martelli, che tra l’altro garantisce ai lavoratori extracomunitari, legalmente residenti in Italia, parità di trattamento e uguaglianza rispetto ai lavoratori italiani.

Questa realtà sottoposta a forti tensioni è al centro della XVIII edizione del Napoli Film Festival con il tema del confine, tra fuga dalla guerra ed emigrazione; film europei che parlano della difficoltà di vivere nelle zone teatro di guerra, di emarginazione e integrazione (Malta, Serbia, Grecia, Turchia).

In ambito teatrale l’attore regista Mario Perrotta porta in scena uno spettacolo di tre giorni “Versoterra- A chi viene dal mare”, per raccontare l’emigrazione: la crisi umanitaria più grave dopo la II guerra mondiale. La citazione è del Papa, che ha ricordato, inoltre, i sessantacinque milioni di profughi oggi presenti nel mondo e la necessità di farsi carico della tragedia umana dei rifugiati.

Come non segnalare il discorso di re Harald V di Norvegia sui diritti gay e immigrazione? Ha parlato alla Nazione dal palazzo reale di Oslo e nel giro di poche ore il video è stato condiviso da milioni di persone. Si è rivolto ai suoi sudditi asserendo i diritti degli omosessuali, dei migranti, di accoglienza e rispetto per le altre religioni. In una realtà multiculturale qual è oggi la nostra, è d’obbligo partire da un pensiero aperto e aggiornato, che colleghi la religione e l’esperienza di vita a tutte le manifestazioni della cultura, perché il pericolo di nuove discriminazioni è sempre attuale.

I diritti di libertà devono soprattutto concepirsi in un ordinamento democratico come la garanzia della partecipazione del singolo alla vita politica della comunità. Non basta che il cittadino abbia i diritti politici, ma che gli sia permesso di sviluppare e arricchire nella vita della comunità la sua personalità spirituale e portare nell’esercizio dei suoi diritti: la luce di una coscienza e la guida di una convinzione.

 

 

 

 

 


 
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