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Concorso “Clio”: – Terza Edizione- Settore senior


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Anche per questo terzo anno il concorso “Clio – Storia di donna” ha registrato consensi nel numero dei partecipanti e nella qualità degli elaborati pervenuti presso l’ufficio del Centro Nazionale della Bontà nella Scuola “L. Tempesta” in via Labriola a Foggia.

In considerazione del tema delicato, il senso più profondo della vita di una donna dalla fanciullezza alla maturità, il premio si distingue per la sua natura unica di grande evento di aggregazione che travalica e unisce diverse generazioni.

Da evidenziare l’apporto determinante che la scuola può offrire. Essa, infatti, è il mezzo ideale per la trasmissione di saperi e valori. I promotori della manifestazione continuano a sostenere e a tramandare il loro progetto, mantenendo vivi gli intenti iniziali. I vincitori di questo anno sono stati: Bruno Vanessa per il settore Junior, Nicoletta Ingelido per il settore Majior e Luisa Pia Cavotta per il settore Senior.
    Di seguito è  riportato lo scritto autobiografico dell'insegnante Luisa Pia Cavotta, dal quale si evince tutto l'amore profuso verso gli alunni diversamente abili e la gratitudine per quanto ricevuto da questi piccoli allievi.

5 febbraio 2015

     “Ai miei alunni, esili fiori che il sole non ha mai visto sbocciare in tutto il loro splendore, nel verde prato della speranza, ma non per questo meno belli degli altri”.

                                                                       
 
La  maestra Luisa

 

Caro diario

stasera, mentre una nuova notte sta per scendere sulla città, sola nel mio studio, seduta alla mia solita scrivania, compagna fedele di tutta la mia carriera scolastica, mi sorprende ancora una volta a meditare sulla mia decisione di andare in pensione. Improvvisamente, ricordi ed emozioni s’impadroniscono della mia mente e del mio cuore. Mi ritrovo così catapultata col pensiero nel lontano 1980, anno in cui, come docente, facevo il mio ingresso nella scuola “elementare”,

Dal 1980 ad oggi è trascorso un arco di tempo lungo 35 anni, di cui ben 33 dedicati all’educazione e all’insegnamento dei bambini diversabili, inimitabili nel dimostrare e donare il loro amore, puro ed incondizionato.

E ripenso così ai “miei” alunni, i veri protagonisti della mia carriera scolastica!

Rivedo i loro volti sfilare davanti ai miei occhi, umidi per la commozione. Volti sorridenti, tristi, assenti, rigati di pianto, enigmatici. Volti di bambini da amare, con un percorso di vita “diverso”, ma pur sempre un percorso di vita.

I miei alunni! Sono stati davvero bravi! Mi hanno insegnato tanto e, indubbiamente sostenuto, nelle situazioni più avverse e problematiche, con la loro tacita e palese richiesta di aiuto, stimolandomi a continuare con la fiducia e l’entusiasmo di sempre e per questo li ringrazio. Si, voglio proprio ringraziarli, dedicando loro queste poche pagine del mio diario, custode fidato di tutte le mie vittorie, faticose da conquistare, ma altamente gratificanti.

A questo punto, mi accorgo che il mio cuore è diventato la mia penna e che indipendentemente dalla mia volontà, decide di scrivere ciò che sente:

Grazie Antonietta,

per esserci stata quando ho dovuto affrontare un momento difficile della mia vita, sostenendomi, pur non avendo le parole, con la forza dei tuoi abbracci e con il tuo dolce sorriso.

Grazie Matteo,

per tutte le volte che hai cercato la mia mano per attingere la forza di sopportare la sofferenza e il disagio della tua consapevole disabilità senza sapere che eri tu, invece, a darmi la forza di rendere meno penoso il tuo faticoso percorso di crescita.

Grazie Stefano,

per la grande emozione che mi hai fatto provare quando, dopo infiniti e, fino ad allora, vani tentativi, i nostri occhi si sono incrociati per la prima volta in uno sguardo, che pur se sfuggente, in quel momento ha parlato al mio “cuore”, comunicandomi tutta la sofferenza del tuo piccolo “cuore” per il nostro mondo a te sconosciuto.

Grazie Mariaelena,

per ricordarti sempre di me. Quando mi giunge inaspettata una tua telefonata, il tuo interloquire, sempre lo stesso, nonostante i tuoi ventisei anni, mi rende felice, ma soprattutto sempre più consapevole che, nel cuore di ciascuno, anche se il tempo scorre inesorabilmente, restano ancorati l’affetto e il ricordo per le persone care.

Grazie anche a voi:

Eleonora, Anna. A., Giuseppe, Michele, Liberiana, Gina, Giovanni, Anna F., Antonio D. I., Anna U., Francesco, Luigi S., Antonio V., Luigi P., Giusy, Gianmarco, Lorenzo

Per aver accettato di percorrere con me, seppur a passi incerti e faticosi, un cammino di crescita che vi ha reso meno fragili e in parte consapevoli del mondo circostante, in cui oggi vivete da adulti, ma sempre da bambini dentro di me.

L’improvviso ed inopportuno squillo del telefono interrompe la mia penna e i miei ricordi, facendomi ritrovare, sola nel mio studio, seduta alla mia solita scrivania a raccontare di me.

Grazie, amico diario, per avermi ascoltato pazientemente anche questa sera.

A domani.


 
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