Cerca nelle notizie:  
Redazione | Disclaimer | Mappa sito | Links | Segnalazioni | Contattaci

 

I primordi del mondo


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Con un articolo sulla nuova metro di Londra (inaugurazione prevista nel 2019), di recente, sono state pubblicate alcune foto spettacolari per i lavori di costruzione del nuovo collegamento sotterraneo tra l’est e l’ovest della capitale. Quelle gallerie di maestosa bellezza, che scendono per centinaia di metri nelle viscere della terra, inducono a un atteggiamento di rispetto verso il Creato e a leggere negli eventi le meraviglie dell’opera di Dio. Sorprendono l’uomo dell’era tecnologica perlopiù abituato a cercare una spiegazione scientifica dei fenomeni naturali.

La secolare controversia sul Diluvio (Genesi, 6,5 – 9,17) tra la verità del testo biblico e la geologia, ci porta a riflettere sui rapporti che intercorrono tra scienza, filosofia e teologia. Una conferma indiretta del carattere universale del Diluvio si trova già nei miti medio-orientali e nella letteratura classica: Esiodo, Ovidio.

Trent’anni dopo l’Eneide di Virgilio, Ovidio, in esilio pubblica le “Metamorfosi” che si aprono con questo famoso incipit: «l’animo mi spinge a cantare le forme mutate / in nuovi corpi. Ispirate i miei progetti / dei che avete mutato anche quelli, e traete il filo / del mio canto ininterrotto, dai primordi del mondo, ai miei tempi». Ovidio risale a prima dell’inizio del mondo, a un Caos primordiale dai confini sfuggenti. La creazione del mondo da parte di un dio provvidenziale mette fine al magma del Caos, che ritorna però non molti versi dopo quando Giove, disgustato dall’empietà e dalla violenza dei primi esseri umani, li travolge in un diluvio di acque. Il Caos, quindi, è uno stato potenziale, mai superato: incombe sugli uomini come suprema espressione di un disordine interno, di una instabilità intrinseca alla materia.

Tertulliano (209 d.C.) scrive: «la terra intera, una volta tutta sommersa dalle acque, mutò; ancora vagano sui monti conchiglie marine e buccine». Un dato accolto come sicuro e fondato anche dal religioso Ristoro d’Arezzo (1282) e da Buridano, certamente il più illustre studioso medievale della terra. Leonardo da Vinci (1452-1519), al contrario, rigetta le teorie precedenti, affermando: «movesi qui un dubbio, se il diluvio venuto al tempo di Noè fu universale o no, e qui parrà di no per le ragioni che si assegneranno». Niccolò Stenone (1669) e Robert Hooke (1705) non contestano il racconto biblico. Tra il Sei-Settecento si registrerà un gran numero di teorie riguardanti la genesi della terra, seguendo l’opera di Cartesio (Principia philosophiae – 1644).

La validità delle teorie diluvianiste sarà messa in dubbio tra i secoli XVIII-XIX in seguito a un maggiore senso critico e alle nuove osservazioni degli studiosi di scienze naturali, mentre F. Ellenberger, nel 1978, confortato dal favore dei geologi per la Teoria delle placche, affermerà: «Diluvio e Placche, il modo di procedere è lo stesso». La storiografia contemporanea, infatti, guarda con occhio più distaccato e comprensivo alla questione del diluvio e al suo coinvolgimento nelle scienze geologiche, in quanto le componenti teologiche, filosofiche, ideologiche, psicologiche e culturali possono bene inserirsi nell’elaborazione di una teoria, con la quale formare un tutt’uno.

 

 

 


 
19/09/2022 - Moderni paradigmi nelle previsioni meteo -
26/08/2022 - E’ boom di reati informatici, anche in Puglia -
01/07/2022 - Viaggiatori o turisti? -
03/06/2022 - Uno skyline dell’agire comunicativo -
04/05/2022 - Emozioni in gioco -
11/04/2022 - I GIORNI SANTI -
28/03/2022 - Contemporaneità, alcune considerazioni -
27/02/2022 - Parole e fatti nell’universo femminile -
04/02/2022 - Sulla felicità del pianeta -
09/01/2022 - Scheda di un bene ambientale -

[Guarda tutto l'archivio     

 

Google
BING Search
TORNA INDIETRO| Stampa questa notizia | Invia in email questa notizia || VAI AD INIZIO PAGINA 
Il primo quotidiano di informazione on-line di Capitanata.
Stampa Sud: Reg. Trib.di Foggia - R.P. 7/74. Tutti i Diritti Riservati
Direzione e Redazione: Via Luigi Rovelli, 41 - 71100 Foggia. Tel e Fax +39.0881.744812
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni :

 

Web Publishing ®2005 - www.stampasud.it - All right Reserved
E' vietata la riproduzione anche parziale. Disclaimer
 
developed by