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Quando il suono diventa rumore


di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

Nel nostro mondo assordante e assetato di silenzio, esiste un altro tipo d’inquinamento, molto più subdolo di quello atmosferico, definito con il termine d’inquinamento acustico. Parliamo della vita caotica e spesso stressante imposta soprattutto agli abitanti delle grandi città dalla civiltà moderna; un’esistenza che rischia di renderci del tutto insensibili ai veri valori della convivenza civile.

I livelli di rumore presenti nella nostra vita quotidiana (luogo di lavoro, traffico, discoteche, condomini . . .) sono mediamente superiori ai limiti stabiliti. Autorevoli studi hanno evidenziato quanto e come tali livelli d’inquinamento acustico possano provocare numerosi disturbi a carico di vari organi e apparati; disturbi psicosomatici, che poi diventano organici con irrequietezza, perdita di attenzione, riduzione della capacità lavorativa, alterazione della condotta sociale, attacchi d’ira e aggressività. E’ dunque un fuoco di fila continuo, che agisce su noi adulti e ancor più sui ragazzi. Dovremmo dare maggiore legittimità, anche scolastica, alle forme di sapere che sono proprie degli spazi acustici, investendo in primo luogo sull’ascolto, inteso come espressione di un modo diretto e partecipato di stare in rapporto con le cose.

Relativamente ai rumori è d’obbligo la conoscenza della natura e delle caratteristiche del suono e delle modalità di rappresentazione grafica. Tutte le volte che le oscillazioni e le vibrazione si possono rappresentare graficamente in funzione del tempo, con una semplice sinusoide, si ha un suono puro. Nelle maggior parte dei casi, però, il nostro orecchio percepisce sovrapposizione complesse, incoerenti, disordinate di suoni per altezza e intensità rapidamente variabili: i rumori.

Secondo la sua origine, un rumore contiene una maggiore o minore proporzione di suoni gravi o di suoni acuti ed è più o meno intenso; difatti è tanto più fastidioso quanto è più intenso. Il decibel è l’unità di misura con la quale è possibile confrontare i livelli di rumore. Si comincia col più debole livello sonoro, che un orecchio normale può percepire, che corrisponde alla soglia d’udibilità 0 decibel (dB), per andare al livello massimo, soglia del dolore (130 dB): conversazione al telefono (40 dB), pianto di bambino (70 dB), radio-altoparlante (80 dB), motorini (120 dB), motori d’aereo (130 dB) . . . A tal proposito ritengo riportare, quale forma di civile attenzione da parte dell’uomo nei confronti del mondo animale, la notizia che la Federal Aviation Authority statunitense ha deciso di riprogrammare le rotte degli aerei in quanto potrebbero disturbare 35 mila trichechi (un raduno record - conseguenza del cambiamento climatico e dello scioglimento dei ghiacci) ammassati su una spiaggia a otto chilometri da Point Lay, in Alaska.

Insieme e in contesti diversi, quindi, si possono programmare e realizzare progetti per favorire il cambiamento del quadro concettuale attuale: cultura esasperata della mobilità, della competizione e del profitto personale, utilizzo incontrollato della moderna tecnologia. Il risultato potrebbe condurci alla partecipazione attiva con la ricerca di soluzioni che, in quanto condivise, possano dar luogo a nuovi e duraturi comportamenti nella direzione della sostenibilità ambientale e della prevenzione per la salute.


 
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