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Nuove soluzioni per la Net Neutrality


di Gerardo Antonio Cavaliere

Il tema della net neutrality, ovvero la neutralità della Rete, è dibattuto ormai da diversi anni negli Usa e non solo.

Il concetto di net neutrality (letteralmente, neutralità della Rete) fa riferimento alla libertà di ciascun navigatore di poter utilizzare il mezzo di trasmissione (nello specifico, Internet) senza alcuna limitazione, che ne possa pregiudicare velocità, accesso ai contenuti, libertà di visualizzazione, ecc. In base alla totale libertà concessa al navigatore, questi non può essere vincolato dal proprio provider per raggiungere un sito web, piuttosto che un altro.

 

Il controverso regolamento della Fcc

 

Di recente la Fcc (Federal Communications Commission) aveva rilasciato un testo, noto come Open Internet Order, in cui sono state modificate le regole di accesso universale alle risorse della Rete.

Questa decisione ha agitato i vertici dei provider statunitensi (come Verizon), che si sono scagliati contro quelle regole, che – a loro dire – restringerebbero in maniera drammatica le attività di gestione della Rete da parte dei fornitori di connettività.

 

Le controversie giuridiche e la sentenza della Corte di Appello negli Usa

 

Dopo questo regolamento, dunque, sono cominciati a fioccare le prime azioni giudiziarie nei confronti della Fcc.

A gennaio scorso, da ultimo, la Corte di Appello del District of Columbia, ha dato ragione al provider Verizon (insieme al carrier mobile MetroPcs), stabilendo che è invalida la parte di quel regolamento in cui la Fcc ha deciso di non classificare i vari fornitori di connettività come operatori di telecomunicazioni, identificandoli, invece, come servizi di informazione. Questa operazione è risultata più agevole per la Fcc, poiché sarebbe stato più semplice applicare le regole anti-blocco e anti-discriminazione del traffico.

 

Cosa propongono le aziende Ict

 

Oggi un gruppo di oltre cento aziende che operano nel settore Ict ha scritto una lettera alla Fcc, chiedendo in maniera esplicita che quest'ultima termini di elaborare proposte pericolose per la libertà della Rete.

Un'altra proposta interessante, di disarmante semplicità, è quella avanzata dalla Mozilla Foundation, che risolverebbe la vicenda senza alcun bagno di sangue. Mozilla ha chiesto di valutare una suddivisione dei rapporti nel senso di distinguere da un lato Isp/utenti e dall'altro Isp/altri fornitori di servizi. In questo modo, la relazione Isp/altri fornitori di servizi verrebbe considerata come un servizio di telecomunicazioni e, in quanto tale, regolamentato dal Titolo II del Communications Act. Si supererebbe, dunque, l'impasse giuridica che ha visto soccombere la Fcc nel Distretto della Columbia, tutelando comunque la libertà di navigazione degli utenti della Rete.


 
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