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Mediterraneo frontiera di pace


di Redazione

Bari 19 febbraio 2020.

Di seguito l’intervento integrale del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in apertura dell’evento “Mediterraneo frontiera di pace” in corso oggi al Castello Svevo di Bari, alla presenza del Cardinale Gualtiero Bassetti presidente della CEI.
 
“Buongiorno e Benvenuti in Puglia, terra di accoglienza.
È con viva emozione che la comunità pugliese accoglie i Vescovi cattolici giunti qui da venti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. È un saluto pieno di gratitudine quello che rivolgo al Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, al nostro Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci, alle autorità religiose e civili e a tutti Voi presenti.
 
Conserverò il ricordo dell’intervento introduttivo pronunciato dal Cardinale Bassetti stasera tra le cose più care del mio mandato, perché ho trovato nel suo discorso molte cose che non riuscivo a esprimere con la stessa forza e la stessa chiarezza.
 
Sentiamo in maniera molto forte l’onore e la responsabilità di ospitare un incontro di rilievo storico, che fa del dialogo il perno dell’architettura di pace nel Mediterraneo.
Oggi darete vita a un percorso di riflessione e spiritualità nel solco tracciato da Papa Francesco, Pastore della Chiesa Universale, uomo di pace, saldo riferimento contro ogni forma di violenza, sopraffazione e degrado morale.
La Puglia, che vi dà il benvenuto e che si appresta ad accogliere il Santo Padre, è una terra di frontiera intesa come finestra aperta sul mondo, un angolo di Europa al centro del Mediterraneo che non rinuncia a essere crocevia di culture differenti, snodo millenario di arrivi e partenze, di emigrazioni e di immigrazioni.
Una Puglia consapevole che la lotta alla povertà non può che incarnarsi in politiche e cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’inviolabilità dei diritti umani.
L’aver scelto Bari quale luogo di riflessione rappresenta per noi il coronamento di un cammino che abbiamo iniziato quindici anni fa. In quegli anni disegnammo il futuro di questa città e demmo un nome a quella visione strategica: la chiamammo Bari Capitale EuroMediterranea della Pace.
Con la Vostra presenza oggi consacrate quella vocazione che ha orientato l’impegno di questi anni. E richiamate noi tutti a una nuova responsabilità: far sì che le nostre azioni e le nostre parole siano sempre rivolte al bene e al superamento di ogni tipo di confine, a cominciare da quelli che ancora dividono gli esseri umani, quei confini che alimentano diseguaglianze e ingiustizie.
Da questo angolo di mare noi vogliamo tessere la trama della nostra storia di uomini e donne che credono nella forza della pace e del dialogo e intendono costruire relazioni feconde con i nostri fratelli e le nostre sorelle dei Balcani, del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Europa, in un processo di crescita reciproca.
 
Nel 1958, quando dava vita ai «Colloqui Mediterranei», Giorgio La Pira scriveva al leader egiziano Nasser: «Il Mediterraneo - nel quale si bagnano le nazioni ed i popoli storicamente, culturalmente e religiosamente più vitali della terra: nazioni a civiltà cristiana, musulmana, ebrea - può diventare, davvero, se pacificato, lo spazio più luminoso della terra!».
Trent'anni dopo questa stessa visione lapiriana era ripresa dal vescovo pugliese Tonino Bello che diceva: «I segni dei tempi ci fanno scorgere nella Puglia un promontorio di pace avanzato nel Mediterraneo».
Da questo angolo di mondo, un vescovo, un figlio del Sud, è riuscito ad incarnare la Chiesa dell’accoglienza e del servizio, è riuscito a far vivere la sua dimensione spirituale nelle pieghe dell’impegno civile quotidiano. Ci ammoniva sul rischio che la pace potesse diventare una parola vuota, priva di significato, se non è coniugata con la giustizia sociale, la solidarietà e la salvaguardia dell’ambiente.
Non sfugge a chi, come me, ha responsabilità istituzionali, che questo grande evento che vede la presenza oggi dei Vescovi di tre continenti, ha in sé un alto valore politico. Dall’impegno condiviso, infatti, un nuovo inizio è possibile.
La Vostra presenza qui a Bari, insieme al Santo Padre, è quindi per noi motivo di speranza. Siete un punto di riferimento per quanti vogliono costruire percorsi d’integrazione tra culture differenti, che rappresentano il vero antidoto ai veleni del fondamentalismo, ai veleni di chi nega al Mediterraneo e ai popoli che vi abitano l’aspirazione a essere un mare di pace.
In una stagione non facile, scandita dal timore verso l’altro e da una drammatica regressione che riguarda la politica e le forme della convivenza in una società sempre più indifferente, il Santo Padre ci incoraggia a non avere paura, a indirizzare i nostri sforzi avendo come bussola la fratellanza tra i popoli.
Il mondo possiamo cambiarlo. Insieme. Ognuno facendo la propria parte. Insieme, per costruire la pace”.


 
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