Cerca nelle notizie:  
Redazione | Disclaimer | Mappa sito | Links | Segnalazioni | Contattaci

 

Padre Pio, l'amato da Dio...
Il frate di Petrlleina consacrandosi al divin Maestro Gesù, senza alcun lamento, abbracciò la croce


di Francesco Traversi

Torino, 26 marzo 2016.

I Profeti annunciarono la venuta del Messia, che sarebbe stato “consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi e, dopo averlo flagellato, lo avrebbero ucciso”.
Gesù, pur essendo figlio di Dio, per la nostra salvezza, non si é sottratto al martirio, di morte in croce.
Gesù, con l’ultima cena, ha affidato all’apostolo - sacerdote il compito di diffondere e di alimentare il fuoco divino della carità e lo ha unito a sé rendendolo partecipe del suo sacerdozio eterno Padre Pio, consacrandosi al divin Maestro Gesù, senza alcun lamento, abbracciò la croce e patì gravi pene fisiche e morali, per deliberazione di alcuni religiosi, asserviti a vizi più sfrenati contro ogni creatura e contro Dio, adoratori dell’altro dio manipolatore, del falso intelletto, per governare nel mondo.
Padre Pio, dalla tenera età, patì gravi forme di malattie e continuò a soffrire fino alla morte.
Padre Pio, chiamato per svolgere il servizio militare, matricola 2094/25, ottenne licenza illimitata, in quanto in grave pericolo di vita e al successivo controllo sanitario venne congedato, in quanto affetto da una calcolosi renale grave, con coliche frequenti e bronchite asmatica.
Padre Pio, donandosi a Dio, ebbe il dono della fede, della speranza e carità e il giorno 22 gennaio 1904, nel Convento di Morcone, dopo aver indossato il Saio di sorella povertà, fece l’atto di professione: “ Io Padre Pio, faccio voto e prometto a Dio Onnipotente, alla Beata Maria, sempre vergine, al Beato Padre San Francesco, a tutti i Santi, e a te Padre, per tutto il tempo della mia vita, di osservare la Regola e la Vita del Frati Minori, per il
Signor Papa Onorio confermata, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità.”
Padre Pio, con profonda umiltà, quotidianamente incarnava l’anima della ubbidienza, della povertà e della castità. Dio lo segnò con le stigmate ( 20 settembre 1918) « In mezzo al palmo delle mani e nei piedi è apparso un foro, e nel costato si era formato uno squarcio che sanguinava». Dio si era manifestato in Padre Pio, per divenire strumento di misericordia per ogni creatura.
Gesù disse a Padre Pio: “dovrai salire il calvario fino alla vetta e berrai il calice ed esalerai l’ultimo respiro abbandonato da tutto e da tutti”.
Lunghe code al confessionale, gli uomini venivano istruiti alla preghiera per amare ed essere amati da Dio, le conversioni si moltiplicavano, gli uomini parlavano del frate di San Giovanni Rotondo, il quale si era reso strumento di grazie.
Alcuni religiosi, ai vertici del Vaticano, in particolare del cosiddetto Sant’ Uffizio, diedero inizio alla prima persecuzione, asservendosi del frate Agostino Gemelli, il quale di famiglia atea – massone, già medico, nell’anno 1906 presso l’Ospedale militare di Napoli, a seguito della lettura di un libro sulla vita di San Francesco, si convertì al cristianesimo.
Frate Agostino Gemelli, senza aver ottenuto incarico dai prelati del Sant’ Uffizio, covo di vipere e satanassi, in data 18 aprile 1920, si presentò nel Convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, accompagnato dalla segretaria Signorina Armida Barelli.
Nella mattinata del 19 aprile 1920, in sacrestia, frate Agostino Gemelli si avvicinò a Padre Pio e gli disse che intendeva visionare le ferite. Padre Pio gli chiese se era in possesso dell’autorizzazione del Ministro Provinciale dei frati Cappuccini, alla risposta negativa, invitò frate Agostino Gemelli ad allontanarsi, in quanto non gli avrebbe consentito di esaminare le ferite.
Frate Agostino Gemelli, unitamente alla segretaria Signorina Armida Barelli, fece rientro a Roma e nel mese di Giugno 1920 trasmise una relazione al Sant’ Uffizio con la quale, pur non avendo esaminato le stigmate, falsamente, sosteneva si trattasse di "un bluff.. che Padre Pio aveva tutte le caratteristiche somatiche dell'isterico e dello psicopatico". In sostanza riteneva che Padre Pio si procurasse le ferite con l'acido fenico.
Il Sant’ Uffizio, con la permissione del Papa Pio XI, amico di frate Agostino Gemelli, dal mese di luglio 1922 al mese di maggio 1931, sfornò dei decreti con i quali limitavano l’attività sacerdotale di Padre Pio, il quale per due anni e due mesi, venne interdetto a celebrare la Santa messa alla presenza dei fedeli, egli poteva uscire dalla sua cella, attraversare il corridoio di un metro e trenta e entrare nella cappella di clausura.
Padre Pio, detenuto nel convento.
Brunatto Emanuele, figlio spirituale di Padre Pio, a sue spese, scriveva il libro “ Gli Anti Cristi nella Chiesa di Cristo”, e trasmetteva 100 copie alla segreteria del Vaticano, nel
quale si leggeva l’indicazione di nomi e cognomi di religiosi, vescovi, cardinali, amanti dei vizi più sfrenati, dediti alla pedofilia, sodomia et altre porcherie.
Brunatto Emanuele si riservava di pubblicare detto libro, in assenza della immediata restituzione alla vita sacerdotale dell’amato Padre Pio.
I persecutori di Padre Pio, del Sant’ Uffizio, colsero l’occasione dell’Anno Santo, revocarono parte delle restrizioni religiose e consentirono a Padre Pio dal 16 luglio 1933, di celebrare la santa Messa alla presenza dei fedeli, permanendo il divieto della confessione, che per gli uomini venne revocata dopo alcuni mesi e per le donne dopo oltre un anno.
Con l’avvento del Papa Pio XII, Eugenio Pacelli, Padre Pio divenne strumento di misericordia per ogni uomo, che lo avvicinava nel confessionale e con la preghiera. Fatti straordinari avvenivano a San Giovanni Rotondo, la gente con la coroncina del rosario tra le mani, debellata la violenza, il paradiso era tra gli uomini.
Il tempo della Grazie volgeva a tempesta e con la morte del Papa Pio XII, il male prevalse sul molto bene che era fatto da Dio.
Alcuni religiosi, avendo necessità di denaro, si presentavano a San Giovanni Rotondo e lo pretendevano da Padre Pio: Don Umberto Terenzi si recò da Padre Pio e pretese il finanziamento per l’edificazione del Santuario del Divino Amore, alle porte di Roma, e al rifiuto, egli si precipitò nei sacri palazzi del Sant’Uffizio, ove incontrò i suoi amici, ai quali strepitando e ingiuriandolo, concorse alla seconda persecuzione di Padre Pio.
Giovanbattista Giuffrè, il cosiddetto banchiere di Dio, il quale si era attribuito la qualità di essere il moltiplicatore del denaro, dopo aver illuso gran parte dei vescovi delle diocesi d’Italia e l’Ordine dei Francescani di Foggia, il cui ministro provinciale, dopo aver investito centinaia di milioni, voleva obbligare Padre Pio ad imitarlo, usando anche l’intimazione di essere tenuto all’obbedienza.
Padre Pio, ribadiva, che le offerte dei fedeli erano destinate ad opere di carità.
Mons. Girolamo Bortignon, vescovo di Padova, un fariseo, uomo senza Dio, ambizioso e lussurioso, aveva ceduto alle lusinghe di altri vescovi e cardinali, consegnava nelle mani di Giovanbattista Giuffrè il molto denaro dato dai fedeli in deposito, con l’aspettativa di ottenere la moltiplicazione del denaro consegnato.
Il banchiere Giovanbattista Giuffrè, a decorrere dal mese di Giugno 1958, non era più in grado di restituire il denaro riscosso, la notizia divenne di dominio pubblico, le persone si precipitavano dal loro vescovo e pretendevano la restituzione del denaro a lui consegnato a titolo di deposito fiduciario.
Da protesta locale divenne protesta nazionale, per tale causa il Papa Pio XII dispose che i vescovi delle diocesi dovevano restituire tutte le somme.
Mons. Girolamo Bortignon, alle due di notte, si presentò nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, e pretese di parlare con Padre Pio, il quale si
presentò all’incontro nel refettorio. Il vescovo informò Padre Pio della causa dell’incontro e gli chiese di consegnargli le somme necessarie da restituire ai fedeli della diocesi di Padova.
Padre Pio rispose che egli era tenuto al vincolo della povertà, per tale causa egli non era nelle condizioni di soddisfare alcuna richiesta. Il vescovo, con violenza verbale, replicò che egli era tenuto all’obbedienza, per tale causa doveva consegnargli tutte le somme a sua disposizione.
Padre Pio, con umiltà, replicò che le offerte ricevute erano destinate a realizzare opere di carità necessarie per la popolazione.
Mons. Girolamo Bortignon, irritato per tale replica, nel cuore della notte, ordinò all’autista di ripartire per Padova.
Mons. Girolamo Bortignon, nel corso del sinodo dei sacerdoti del Veneto, argomentò che a San Giovanni Rotondo era tutto fanatismo, c’era lo scisma, del falso misticismo, Padre Pio doveva essere distrutto per prevenire danni alla Chiesa. Dispose il divieto assoluto per religiosi e fedeli della diocesi di Padova di recarsi a San Giovanni Rotondo, nonchè di partecipare ai gruppi di preghiera di Padre Pio.
Mons. Girolamo Bortignon, a seguito di detto divieto, aggredì e fece morire di crepacuore San Leopoldo Mantic, il quale si era macchiato del crimine di aver fatto pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e di aver parlato con Padre Pio.
La morte del Papa Pio XII nell’Ottobre 1958 e la nomina del nuovo Papa Giovanni XXIII, fu causa della nuova persecuzione nei confronti di Padre Pio, reo di idolatria e di falso misticismo locale.
Il nuovo Papa, su richiesta di don Umberto Terenzi, Mons. Girolamo Bortignon e altri mistificatori della verità, avendo libero accesso alle cosiddette sacre stanze, nel mese di Giugno 1960, incaricò Mons. Carlo Maccari di eseguire, con prudenza, un accertamento apostolico.
Il Mons. Carlo Maccari aveva sulla coscienza la morte di un militare: nel mese di Aprile 1945, avendo rifiutato di dare ospitalità ad un militare tedesco, inseguito dai partigiani, questo venne ucciso.
Mons. Carlo Maccari, a fine del mese di Luglio 1960, prese alloggio nel Convento di Santa Maria delle Grazie, e assunse la veste dell’inquisitore dispotico, umiliò Padre Pio, con accuse farneticanti e deliranti. Diede delle somme a tale Serritelli Elisa, affinché accusasse Padre Pio di aver avuto rapporti sessuali dal 1920;
Venne utilizzato il registratore fonico nel confessionale e nella cella di Padre Pio, il tutto al fine di obbligare a sottoscrivere testamento, redatto il 4 ottobre 1960, con il quale il Vaticano e il Papa Giovanni XXIII, venivano designati eredi universali, nonché a trasferire ogni bene mobile et immobile al Papa.
Il Sant’Uffizio, su istigazione dell’inquisitore, dispose il divieto nei confronti di Padre Pio, ad essere avvicinato, da vescovi, da religiosi, di confessare i fedeli, di essere avvicinato dalle figlie spirituali, la celebrazione della messa doveva essere contenuta in 30 minuti e veniva negata l’assistenza alla sua persona.
Il Sant’Uffizio ignorò la protesta di milioni di fedeli affinché fosse restituito a Padre Pio di svolgere funzioni sacerdotali.
Brunatto Emanuele nel 1962 tornò a Roma dove incontrò il segretario di Stato, cardinale Ottaviani. Il Vaticano fu irremovibile nel suo atteggiamento. Anni burrascosi nel rapporto tra Santa Sede e convento di San Giovanni Rotondo.
Papa Giovanni XXIII, il 3 giugno del 1963 muore.
In quel periodo BRUNATTO Emanuele, il fedele custode di Padre Pio, stava preparando un dossier segreto contro il Vaticano e nel mese di giugno del 1963 pubblicò “Il libro bianco”, con il quale Brunatto sosteneva l’assoluta estraneità di Padre Pio dalle vicende che lo vedevano implicato e che la finalità delle accuse contro il cappuccino, era di accaparrarsi i soldi che le opere del frate facevano giungere a San Giovanni Rotondo.
Consegnò migliaia di copie de “Il libro bianco”, ai consiglieri dell’ O.N.U, con il quale denunciava le vessazioni nei confronti di Padre Pio e le nefandezze di alcuni uomini che sporcavano il volto Santo della Chiesa.
Il nuovo Papa Paolo VI, in data 30 luglio del 1964, fece comunicare alla comunità dei Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo, che a Padre Pio era restituita ogni libertà nel suo ministero. Concesse l’indulto per continuare a celebrare, anche pubblicamente. Quale il prezzo per la completa libertà di Padre Pio?
Padre Pio venne obbligato a sottoscrivere, in data 11 maggio 1964, due nuovi testamenti a favore del nuovo Papa Paolo VI e del Vaticano, quali eredi universali della Casa Sollievo della Sofferenza, di tutti i beni mobili ed immobili ad essa riconducibili, nonché le attività finanziarie gestite dal cappuccino con le stigmate passarono alla Santa Sede.
La sera del 9 febbraio 1965, Emanuele Brunatto, telefona ad un vecchio amico di Roma pregandolo di andarlo a trovare nel suo appartamento di Via Nazionale. All’amico chiede di prendere in consegna una grande quantità di materiale – tra cui documenti e bobine – e di celarlo in un luogo sicuro. L’interlocutore chiese una notte di tempo per recuperare un’automobile, che dovrà servire per il trasporto dell’ingente quantità di documentazione.
La mattina del 10 febbraio 1965, alle ore 9:00, Emanuele Brunatto è trovato morto nel suo appartamento dalla donna delle pulizie. La versione ufficiale della polizia affermava che Brunatto è stato stroncato da infarto. In realtà era stato avvelenato con della stricnina.
Il giorno 11 febbraio 1965, nella mattinata, Padre Pio ebbe la visita del segretario di stato del Vaticano, il quale portava una desiderata del Papa Paolo VI, con la quale veniva esonerato dall’obbligo dell’obbedienza.
Padre Pio, nella notte del 23 settembre 1968, alle ore 2.30, pronunciò le ultime parole, chiedendo perdono ai confratelli per il disturbo arrecato e dopo avere nominato il nome di Gesù e Maria spirò.
Padre Pio, l’amato di Dio, con San Pietro, si é posto sulla porta del Paradiso ad attendere ciascuno di noi, per prenderci per mano ed accompagnarci al cospetto di Dio.


 
05/12/2021 - CANDELA DA IL VIA AL NATALE - INAUGURATA LA CASA DI BABBO NATALE E I...
02/12/2021 - Una App per salvare le foreste - I ragazzi del Liceo foggiano...
01/12/2021 - Vico, borgo incantato del Natale in Puglia - Dall’8 dicembre, un mese...
01/12/2021 - Servizio Civile Universale - CSV FG “Necessario uno sforzo di...
30/11/2021 - Aiuti alle famiglie di San Severo - contributi di solidarietà...
29/11/2021 - Camera minorile eletta presidente Anna Celentano - “Tredici anni di...
29/11/2021 - La rassegna Musica felix si conclude 1 dicembre - Il violinista...
27/11/2021 - “NATALE, SOTTO LO SGUARDO DELLA VERGINE MARIA” - A Palazzo Dogana la...
25/11/2021 - Giornata internazionale violenza contro le donne -
25/11/2021 - INAUGURAZIONE PANCHINA ROSSA - Cerignola. Per dire no alla violenza...

[Guarda tutto l'archivio     

 

Google
BING Search
TORNA INDIETRO| Stampa questa notizia | Invia in email questa notizia || VAI AD INIZIO PAGINA 
Il primo quotidiano di informazione on-line di Capitanata.
Stampa Sud: Reg. Trib.di Foggia - R.P. 7/74. Tutti i Diritti Riservati
Direzione e Redazione: Via Luigi Rovelli, 41 - 71100 Foggia. Tel e Fax +39.0881.744812
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni :

 

Web Publishing ®2005 - www.stampasud.it - All right Reserved
E' vietata la riproduzione anche parziale. Disclaimer
 
developed by