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Compagne di classe e di giochi - seconda parte


di Rosanna De Carlo

Seconda parte

Antonio mostra i libri, perfettamente conservati, e le dice che puo’ considerarli un regalo. Non deve preoccuparsi di restituirglieli in quanto anche a lui sono stati donati, non prestati.

Daniela non sa come ringraziare ed Antonio le viene incontro facendosi promettere che, al primo nuovo rientro in Italia sarà ospite a casa sua.

Anche Gianna comunica che sta arrivando e chiede se ci sono novità. Marika le parla di una sorpresa.

Antonio preferisce andar via e conferma  la certezza del saluto al giorno seguente con un caffè al volo da prendere in stazione, al rientro da Catania.

Si salutano velocemente e continuano la discussione Daniela e Marika.

Marika dice che lo studio va bene, i clienti non mancano e non hanno subito crisi economica, soprattutto perché Gianna pretende sempre un acconto all’inizio di ogni lavoro. I clienti, di solito, pur di averla come Avvocato, non discutono assolutamente sulla questione.

Lei, attualmente, sotto il profilo sentimentale è sufficientemente felice. Il ragazzo con cui si frequenta abita fuori ma scende da lei ogni due settimane e si trattiene tre giorni. Stanno bene insieme. Si sentono per il buongiorno del mattino e per la buona notte della sera, due momenti magici in cui si rinnovano le promesse dell’amore sincero e dei sogni in comune; di giorno usano whatsapp durante le pause lavorative ma sono sempre informati delle cose principali quotidiane che li riguardano. Il suo ragazzo, inoltre, ama sua madre e, ogni volta che scende a Napoli, le porta fuori, vicino Castel dell’Ovo a mangiare spaghetti ai frutti di mare di cui la mamma è ghiotta.

Daniela, invece, nel mentre è felice per Marika, dispiaciuta per se le confida che forse il suo amore non è piu’ tale. Luca, forse è innamorato di un’altra. Dalla fine di agosto si comporta in strano modo.

DANIELA: Inizio’ col rimproverarmi di avergli mandato Gianna e di avergli chiesto di farle compagnia. Mi disse che non avrebbe mai immaginato che io potessi essere amica di una persona del genere. Gianna, in compagnia sa stare, anzi, esagera anche inventandosi ogni volta sorrisi e partecipazioni ai progressi degli altri di cui se ne sbatte letteralmente. La cosa mi meraviglio’, non era da lui, ma successivamente altre cose sono andate storte. Mi fa piacere chiamarlo e, quando lo faccio, non trovo piu’ la persona che ho conosciuto e con cui ho condiviso davvero tanto, dai dolori alle gioie, ai giochi adolescenziali, anche se provati a questa età. Lo scorso anno gli ho regalato un accappatoio rosso con un cuore bianco ricamato; per esempio ogni volta che ci sentivamo diceva che lo metteva per sentirmi vicina. Bene, da qualche mese non l’ha detto piu’ e, quando gli ho chiesto se qualche volta lo fa, mi ha risposto semplicemente che lo odia. Non so che pensare. Approfitterò per chiedere a Gianna come l’ha visto lei quando è andata a trovarlo, chissà che possa illuminarmi prima di affrontare la faccenda con lui direttamente.

A proposito Marika, come mai non rispondete piu’ al numero di cellulare che avevi in dotazione tu per l’ufficio? Quando compongo il numero suona ma nessuno risponde. Avevo pensato che l’aveste eliminato ma non è cosi’. Ho dovuto chiamare in ufficio, infatti.

MARIKA:  In effetti abbiamo un altro numero, ti do un bigliettino cosi’ te lo segni, questo I Phone qui.

Ad onor del vero non so che fine abbia fatto quel cellulare. So solo che Gianna l’ha preso prima di andare ad Ischia. Ha avvisato tutti i clienti dello studio di non chiamare piu’ a quel numero ed ha fatto registrar loro questo numero nuovo. A me ha riferito di averlo perso ma non ci credo, né tantomeno è la tipa che dona qualcosa in beneficenza…….

Questa è un’altra delle sue stranezze. Pare che il mese di agosto le abbia dato alla testa.

Litigo’ con Giulio, lo sai vero? Stavano assieme per un pelo ma una sera, al mare, Giulio discuteva con un amico e lei inizio’ a chiedere con insistenza di accompagnarla da altra parte…. cosi’ il pelo si ruppe.

Avevo creduto che ci tenesse a lui ma ogni volta che mi contattava per essere informata di cio’ che succedeva qui in studio era sempre allegra, per cui forse mi sbagliavo. Non l’avevo mai sentita tanto tranquilla qui a Napoli, anzi……..

Aspetta, mi sono ricordata di una cosa. Mi disse che Giulio,  ragazzo bello ed intelligente quanto poteva essere, non valeva piu’ la pena neanche di una scommessa per cui lei puntava su un altro puledro che avrebbe domato. La sua amica Annabella complice. Aspetta, se non sbaglio dovrei ancora avere alcune foto che mi ha inviato proprio su whatsapp…….. Lui pare spaesato e gentile con un sorriso inebetito forse dalla circostanza e lei supersorridente.  Forse il puledro, come l’ha chiamato, fa parte della stessa compagnia di Giulio, la compagnia che hai sempre frequentato tu da ragazzina…….. se è così dovresti conoscerlo e sapere anche che tipo sia.

Marika scorre le immagini, una per una e alla fine, soddisfatta,  le mostra la prima.

Un comune accappatoio rosso, sottosopra, da cui escono quattro piedi, chiaramente due maschili e due femminili ed una sola testa, quella di Gianna che ride spietata.

La seconda riprende un ragazzo seduto su una sedia da regista. Evidenti sono due mani vicino ad un secchio che tirano una corda immersa nel liquido lì contenuto; le gambe sono coperte di sabbia  ma il busto è nascosto sempre da Gianna che, stavolta, strizza l’occhiolino.

La terza è un selfie, Gianna guancia a guancia con…… il puledro dall’accappatoio rosso.

DANIELA: O Dio, ma questo è Luca, non posso crederci……. Mi sento male, non è possibile…..

L’accappatoio, rosso, vedi, con la scritta bianca, la scritta, il suo nome, glie l’ho regalato io…… balbetta e non riesce a frenare il suo dolore, il suo disorientamento, il suo star male e non se ne cura perché è la dimostrazione di quanto lei sappia amare.

Luca, Luca, Luca mi riprese per avergli mandato Gianna. L’ha definita pazza e mi ha messo in grosso imbarazzo perché io, da cretina che sono, ho ritenuto positivo farli conoscere.

Scusa, ma da quale telefono ti ha inviato queste foto?

MARIKA: da quello che dice di aver perso.

DANIELA: forse è tutto chiaro……. Luca ha quel telefono…… Normale che non risponde se chiamo io…..

Oh Marika, forse sarebbe stato meglio per me non affrontare questo viaggio, lasciar perdere tutto senza spiegazioni….. Non vorrei vederla Gianna, ora come ora, mi sento confusa, stupida…….. chissà quante risate si sara’ fatta alle mie spalle ma non è questo a rattristarmi, bastava dirmelo, niente di piu’ semplice….. Non avrebbe neanche dovuto essere lei a parlarmene, forse sarebbero state piu’ bugie che verità ma Luca, Luca con cui ho diviso i sogni migliori, Luca, di cui mi sono fidata, Luca in cui ho creduto e che in questo momento sta distruggendo la mia intera esistenza. E poi quell’accappatoio, acquistato con i risparmi dell’ultimo anno cui aggiunsi il ricavato della vendita dell’anello della mia prima comunione, solo per renderlo felice: mi aveva chiesto qualcosa che potesse accarezzare quotidianamente per sentirmi vicina ed abbandonarsi a sognare.

MARIKA: Daniela, non sono la migliore consigliera ma Gianna sta arrivando e vorrei suggerirti di far finta di nulla non solo per me, per te stessa. Sonda il terreno, puo’ darsi che sia la sua ennesima cattiveria. Io non mi fiderei.

DANIELA: Hai ragione, quanto hai ragione….. Mi rilavo il viso così sarà piu’ semplice tranquillizzarmi un attimo. Sto male. Rinuncio a vederlo? Catania doveva essere un trampolino di lancio verso una verità ma Napoli lo è stato verso la mia morte.

I miei impegni morali, non ci posso credere. I miei impegni morali…..costruiti da me medesima come muri a limitare la mia liberta’, a sua difesa……… “ Chi ha cuore per gli altri, il suo lo mangiano i cani” diceva mia nonna e forse mai tanta verità si è celata dietro le cose, scusami, scusami, sto diventando logorroica, non vorrei crearti fastidio ma mi sento scoppiare, Marika, comprendimi, non odiarmi…..

MARIKA: Daniela cara, sono impotente. In momenti come questi non si sa cosa dire e come comportarsi e non sono idonea a darti consigli. Se non vuoi piu’ partire puoi restare a casa mia. Sai che la cosa mi farebbe piacere e poi stasera mia madre gioca con le amiche quindi a Luca puoi telefonare in tutta tranquillità e, cosi’, forse, avrai stesso da lui i necessari chiarimenti. Non vorrei vederti partire cosi’ anche perché saresti davvero sola ad affrontare una situazione non facile. Sta a te decidere ma qualunque cosa vorrai fare sappi che ti voglio bene, sei una persona semplice, generosa e speciale e sono felice di averti conosciuta ed averti tra le mie amicizie migliori.

Daniela va a lavarsi il viso e lo tampona con un asciugamani bagnato da acqua del frigo. Fa mente locale su tante cose che passano dalla sua mente come lampi, senza soffermarsi come immagini su nulla ma raggruppa tutto, tanto, in una sequenza disordinata. Lei che ha sempre valutato attentamente i comportamenti umani per non sbagliare in frettolosi giudizi, lei che, nella sua tesi di laurea aveva scritto:

“A volte la bugia non è uno sfizio, un passatempo inutile ma diventa uno stile di vita. Altre volte, invece, quando diventa falsa testimonianza, beh, allora si che c’è da temere. Il bambino che recita la parte della maestra non mente, recita, recita la parte di qualcuno da cui prende esempio. Recita anche colui che imita un modello non proprio imitabile, ma solo se incosciente di farlo. Ci sono persone, invece, che, certe di non valere il massimo, si inventato risultati mai ottenuti, riconoscimenti superiori alle loro reali capacità; si inventano amori esistenti sollo nelle loro teste, situazioni economiche da sogno. E poi ci sono quelle per le quali le bugie sono vere opere d’arte……..”

Forse quella tesi doveva segnarle praticamente la vita


 
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