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Foggia: Pseudoparchi lettera aperta ambientalisti
Realizzazione di mega strutture pseudo turistico/acquatico/balneari/ricettive/commerciali


di Enzo Cripezzi

Foggia, 25 settembre 2013.

Riceviano e pubblichiamo una  nota congiunta di Legambiente, LIPU e VAS nei confronti dell'Amministrazione Comunale di Foggia, in relazione ai cosidetti "parchi" turistico/commerciali previsti sull'agro comunale tra cui la recente, nuova proposta di un insediamento su quasi 100 ettari di territorio agrario di cui si è appresa notizia dai media.
Le sottoscritte Associazioni ambientaliste hanno appreso di recente dagli organi di stampa che codesta spett.le Amministrazione Comunale è prossima ad avviare le procedure per autorizzare la realizzazione di mega strutture pseudo turistico/acquatico/balneari/ricettive/commerciali/residenziali uno dei quali da edificare nei paraggi dell’attuale svincolo autostradale ubicato sulla Foggia – Manfredonia, che si aggiunge a quello in realizzazione nei pressi del costruendo svincolo autostradale ubicato in prossimità dell’area industriale di Borgo Incoronata. 
   Legambiente, LIPU e VAS ritengono del tutto fuori luogo e fuorviante  la realizzazione di impianti del genere che vengono illusoriamente presentati come occasioni di sviluppo territoriale per i posti di lavoro offerti al mercato locale, oltre che come elementi di attrazione dinamica per un territorio ad economia depressa come il nostro che viceversa è a vocazione agricola.
   La città di Foggia, purtroppo, già da decenni è sottoposta ad un massiccio e caotico assalto edilizio speculativo che di fatto ha alterato e snaturato quasi irrimediabilmente il naturale tessuto sociale ed economico cittadino; oltre ad aver prodotto alloggi in numero eccessivo rispetto alle reali necessità.
   Tali interventi edilizi, oltretutto non regolati e non previsti nel piano regolatore vigente (il cosiddetto “Piano Benevolo”), di fatto hanno dato vita allo sfilacciamento urbano e rappresentano l’esempio tipico di “Sprawl Urbano” o di “città diffusa e disgregata” o di “dispersione urbana”; e non sono certo sufficienti le manifestazioni di intrattenimento estive per rivitalizzare i tanti quartieri centrali e periferici oggi abbandonati alla malavita organizzata e non.
   Nell’insieme l’idea che emerge da questo caos edilizio, di cui è evidente l’assenza di una visione strategica o di un indirizzo politico univoco, è quella della città incompiuta prossima alla desertificazione sociale; infatti già oggi si hanno molte attività commerciali di vicinato che chiudono, attività terziarie che si disperdono, spazi sociali comuni abbandonati alla malavita, spazi di aggregazione e di socializzazione scadenti e dequalificati oltre che pericolosi.
   Se a tutto questo aggiungiamo i centri commerciali esistenti e quelli in corso di costruzione oltre l’estrema periferia, all’inutile consumo di suolo agricolo produttivo per decine di ettari e all’assenza dei vari portatori di interesse nelle scelte urbane che, per l’appunto,  si operano in maniera disinvolta, approssimativa e rabberciata, si ha il “non luogo” urbano elevato a propria immagine; i corridoi freschi, illuminati, luccicanti, anonimi, unificanti e massificanti dei centri commerciali, quali contemporanei luoghi di aggregazione urbana e sociale  in sostituzione dell’antica “agorà”, della piazza e del mercato rionale.
   Ad una situazione urbanistica complessiva, di fatto già frantumata nell’aspetto visivo e sociale, aggiungere altri poli economici esterni di disturbo ed estemporanei che altrove (in Italia e in altre parti del mondo) si sono dimostrati fallimentari sia per gli investitori che per le popolazioni locali, significa soltanto chiudere le residue attività commerciali presenti in città ed aumentare la disoccupazione a favore della sottoccupazione delle fasce più deboli.
   E’ oramai accertato che il ruolo svolto da questi mostri fantasmagorici, effimeri e vani prodotti dalla cultura edonistica, globalizzata, imperante, antagonista e contrapposta a qualunque norma e/o forma di tutela del paesaggio ambientale e agrario, è quello di “inghiottitoi di economie locali”; operazione diretta e a vantaggio di multinazionali anonime e spesso anche perverse.
   A riprova di ciò vi sono le varie inchieste avviate dalla magistratura italiana finalizzate ad individuare le centrali di riciclaggio di denaro di provenienza illecita e le destinazioni finali.
   Alla luce anche dei dibattiti in corso sulla necessità di rivitalizzare i nuclei urbani consolidati e sulla opportunità di riqualificare i quartieri fatiscenti, non si capisce con quale spirito si  possano partorire tali iniziative/mostro che oltretutto e come sempre sono valutate nel chiuso delle stanze del potere senza alcuna partecipazione ed eventualmente condivisione con le associazioni di categoria interessate.  
   Pertanto le sottoscritte Associazioni ambientaliste esprimono il proprio dissenso su tali iniziative estemporanee, inutili e rischiose per la collettività foggiana (economica e non), iniziative che non apporterebbero alcun vantaggio per lo sviluppo territoriale ed urbano di lunga durata, diffuso e popolare, introducendo per contro pesanti effetti paesaggistici e ambientali. 
   Certi di essere convocati al più presto in merito a quanto su riportato.

Legambiente, Circolo “Gaia” Foggia – LIPU, Sez. di Capitanata – V.A.S.,  Sez. di Foggia.


 
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