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Mentre al Comune si litiga, la città sta morendo
Il segretario cittadino dell’Udc Niglio punta il dito sulla gestione Mongelli


di Gerardo Leone

Foggia, 2 aprile 2013.

“Il teatrino messo in scena nei giorni scorsi dal sindaco e dal commissario cittadino di un partito di maggioranza al Comune di Foggia rappresenta l’istantanea di un ente bloccato da quattro anni da una cattiva gestione della cosa pubblica”. È quanto afferma il segretario cittadino dell’Unione di Centro, Francesco Niglio, in merito allo scambio di accuse tra il primo cittadino e l’ex assessore comunale al Bilancio. “Tanto l’uno quanto l’altro sono responsabili del degrado in cui è piombata la città - spiega Niglio -. Negli ultimi quattro anni i due forse erano troppo impegnati a discutere di poltrone e prebende per potersi rendere conto del disagio in cui versano molte famiglie foggiane, su cui sono ricadute le conseguenze di un governo cittadino che non ha saputo dare le giuste risposte ai bisogni della comunità, e che oggi si trova a pagare le conseguenze di anni contraddistinti da becero clientelismo e decisioni insensate, sotto forma di aumenti della tassa sui rifiuti, dell’Imu, dei parcheggi a pagamento e in ultimo dei servizi a domanda individuale per coprire le voragini nei bilanci comunali generati da quello stesso centrosinistra che oggi continua a litigare a distanza di 9 anni”. L’analisi politico-amministrativa del segretario cittadino dell’Udc evidenzia il diffuso malcontento che serpeggia tra la cittadinanza “che a giusta ragione non si sente più rappresentata da questa Amministrazione comunale, per la chiusura dei teatri e di molti impianti sportivi, per la pessima gestione del problema rifiuti e del verde cittadino, fino allo stato pietose delle strade, con una esecutivo tecnico che sta cercando, senza peraltro riuscirvi, di colmare le numerose magagne lasciate in eredità dalla politica. Risulta tardivo, maldestro ed incomprensibile - conclude Francesco Niglio - il tentativo del partito di maggioranza relativa al Comune di Foggia di prendere le distanze da una Amministrazione in cui tuttora ha un ruolo attivo e determinante. Al contrario, sarebbe stato più corretto assumersi per intero le proprie responsabilità e la paternità del disastro economico, sociale e politico che ha fatto del capoluogo dauno la peggiore città italiana del 2012”.

 

 


 
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