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Lucera: “Incontri con gli Autori”
Organizzati da Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera, in collaborazione con il Circolo Unione


di Stefano Amoroso

Lucera, 24 settembre 2012.

Il Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera, in collaborazione con il Circolo Unione ed il Rotaract di Lucera,hanno organizzato  gli “Incontri con gli Autori” che avranno luogo nel Salone di Rappresentanza del Circolo Unione di Lucera il 28 e il 29 settembre 2012, con inizio alle ore 19, secondo il seguente programma:

Venerdì 28 settembre, ore 19: presentazione del libro di Giuseppe Di Giovine, già magistrato e docente universitario, "La mia Daunia" (Catapano Libreria Editrice 2012)
Saluti:
- On. Vincenzo Bizzarri, Presidente del Circolo Unione di Lucera.
- Avv. Pietro Agnusdei, Vicepresidente Vicario della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO.
- Dott. Sergio De Peppo, Presidente del Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera.
Introduce il Dott. Antonio Petrone, storico dell’arte e socio giovane del Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera.
Intervento dell’Autore.
Dibattito.

C’è un periodo della vita in cui l’immagine immediata della realtà tende ad affievolirsi, mentre il passato appare con i contorni più netti e ci regala l’emozione del già vissuto, arricchito dall’esperienza e dalla ricerca di riferimenti e stimoli culturali. E’ in tal modo che il magistrato Giuseppe Di Giovine, dopo la felice fanciullezza trascorsa a Lucera e i lunghi anni vissuti lontano dalla sua terra di origine, rende omaggio alla sua “patria”, narrando ricordi ed emozioni, sollevando interrogativi e proponendo iniziative di risveglio culturale che prendono spunto da una considerazione di fondo: la produzione letteraria sulla Daunia, ed in particolare quella su Lucera, è caratterizzata sempre più dall’incontro fra la cultura europea e quella mediorientale. Ma perché la Daunia e perché Lucera ? Perché il Gargano e la grande pianura del Tavoliere, i Monti dauni, la costa o l’arcipelago delle Diomedee ? La risposta a questo interrogativo apre grandi orizzonti e ci offre l’opportunità di intraprendere un viaggio sentimentale nei luoghi “dello spirito” , dove è possibile trovare un tesoro smarrito, uno “scrigno” che ci fa discostare dagli “ingranaggi dei movimenti” di massa e che ci porta ad apprezzare le meraviglie di una realtà ancora a misura d’uomo. Una realtà dove è ancora possibile sognare.

Sabato 29 settembre, ore 19: presentazione del libro di Alessandro Forte, economista e consulente finanziario, "La Londra degli Italiani" (Aliberti Editore 2012)
Saluti:
- Dott. Sergio De Peppo, Presidente del Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera.
- Marco Brancaccio, Presidente del Rotaract di Lucera.
Introduce il prof. Mario Tibelli, dirigente scolastico e segretario del Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera.
Intervento dell’Autore.
Dibattito.
Nel corso della serata il mezzosoprano Roberta Pia Sollazzo eseguirà tre romanze musicate a Londra da Francesco Paolo Tosti: " 'A vucchella. Arietta di Posillipo” (versi di G. D’Annunzio), "Malia" (versi di R.E. Pagliara) e  "L'Ultima canzone" (versi di F. Cimmino).

I numeri parlano chiaro: Londra è un pezzo d’Italia: 70.635 residenti, altro che ‘Little Italy’, molto più delle nostre piccole province, 200.643 nel Regno Unito. Alessandro Forte è uno di questi, uno dei tanti “cervelli” in fuga dall’Italia che a Londra lavora da giovane banchiere e che dal cuore della City ci ricorda che sono almeno due secoli che la capitale del Regno Unito accoglie gli italiani “respinti” dallo Stivale, dando vita a molte storie che potremmo definire ancora “nostre”. Storie di italiani in cerca di fortuna e di successo: dai poveri e poverissimi che si concentrarono nell’Ottocento a Soho e a Clerkenwell per inventarsi la sopravvivenza, ai ricchi che si insediarono a Kensington; dai sognatori ai reazionari, dai rivoluzionari ai democratici. Operai, gelatai, sarti, artisti, imprenditori, intellettuali: lungo le sponde del Tamigi e all’ombra del Big Ben gli italiani hanno lasciato le loro tracce in ogni angolo e certi eventi londinesi sono entrati nella leggenda grazie al sacrificio e all’entusiasmo degli italiani. Alcune sono storie sconosciute ma importanti, altre sono note ma dimenticate. Non solo quelle di Giuseppe Mazzini, don Sturzo, Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli o Guglielmo Marconi, ma anche quelle del patriota Antonio Panizzi, divenuto il direttore della Biblioteca del British Museum, o del garzone emiliano Dorando Pietri, l’eroe della prima delle tre Olimpiadi londinesi, o quella dell’abruzzese Francesco Paolo Tosti, che la regina volle come insegnante di canto dei suoi figli, o, più di recente, quella di sir Antonio Pappano, beneventano appassionato di canto lirico, cresciuto senza frequentare il conservatorio ma nominato nel 2002 direttore musicale del Royal Opera House. Ieri come oggi Londra ha sempre premiato e valorizzato il talento e i sacrifici di generazioni di lavoratori e di professionisti, di ragazze e di ragazzi che scappano dal Bel Paese. Non c’è da stupirsi, come ci spiega il “nostro” Alessandro Forte, se ancora oggi gli italiani amano Londra, un città giovane, dove vivono 400 mila universitari di ogni continente e dove il numero degli studenti italiani è in crescente aumento, come quello dei professori e dei ricercatori: tremila docenti tenuti alla larga dai baroni di casa nostra ma rispettati a Londra. Come ha scritto Fabio Cavalera sul Corriere della Sera del 27 luglio, una verità è certa: “se Londra non esistesse gli italiani dovrebbero inventarsela uguale a quella che già c’è”.

Sulla scia degli incontri organizzati in occasione del ‘Maggio dei Libri’ 2012 nell’ambito della campagna di promozione della lettura ‘Leggere fa crescere’, con questo secondo ciclo di appuntamenti il Club UNESCO di Lucera, in linea con i principi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite specializzata nella diffusione dell’Educazione, della Scienza e della Cultura, vuole ribadire l’importanza che la scrittura e la lettura rivestono nella trasmissione della conoscenza e della capacità critica degli individui.


 
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