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Troia. La minoranza denuncia il sindaco
In una lettera al Prefetto i consiglieri di minoranza hanno denunciato le irregolarità di Cavalieri


di Gerardo Leone

Troia, 8 gennaio 2015.

La misura è colma. Dopo mesi di irregolarità, i consiglieri di minoranza hanno deciso di prendere carta e penna e hanno scritto al Prefetto per denunciare tutte le violazioni di statuti e regolamenti compiute in questi mesi dal sindaco Leonardo Cavalieri. Una lettera nella quale le minoranze chiedono un incontro al prefetto per fare chiarezza su quanto sta accadendo a Troia.

Già nei giorni scorsi tutti i consiglieri comunali di minoranza avevano deciso di non partecipare ai lavori dell’ultimo consiglio comunale in segno di protesta verso i comportamenti arroganti e antidemocratici del sindaco. Una assenza di protesta, la nostra, annunciata in modo palese e trasparente nell’aula consiliare prima dell’inizio del consiglio comunale. Il vero “assente” in questi mesi, tuttavia, è stato proprio il sindaco. È assente quando si tratta di rispondere alle interrogazioni, assente quando bisogna rispondere alle istanze, alle proposte e ai tanti emendamenti presentati in questi mesi dai consiglieri, assente quando si tratta di garantire luoghi di confronto democratico alle minoranze. Richieste che restano costantemente senza risposta. È assente, soprattutto, quando bisogna rispondere di una grave lesione della libertà democratica che ha avuto luogo in questi giorni a Palazzo D’Avalos dove è stata di fatto impedita la pubblicazione di un manifesto prodotto da una parte della minoranza. Invece di rispondere nel merito alle questioni poste, qualcuno preferisce che la città non venga a conoscenza di quelle stesse questioni.  Un comportamento che ha decisamente poco di “democratico”. 

Inoltre il sindaco, di fronte ad una protesta forte come l’abbandono dell’aula consiliare, di fronte all’imbarazzo per un bilancio che aumenta le tasse in modo spropositato (dopo aver vinto le elezioni promettendo “Meno Tasse”) e di fronte ad una denuncia al prefetto, non trova niente di meglio da fare che attaccare a mezzo stampa la protesta delle minoranze facendola passare come banale disinteresse ai lavori consiliari. Ci vuole un bel coraggio. È chiaro a tutti che non è così. Sin dalla prima seduta del consiglio la minoranza ha presentato decine di emendamenti che non sono stati degnati neanche di una discussione. Pur di bocciarli “a prescindere” si è arrivati all’assurdità di contemplare nelle linee programmatiche perfino figure abolite per legge (il Difensore Civico). In questi mesi sono state avanzate proposte di commissioni consiliari sulla discarica abusiva di Giardinetto, proposte di miglioramenti del piano del traffico e del servizio di trasporto scolastico, proposte sul Bilancio, sulla TARI e sull'IMU. Non ci sono risposte. Né quando sarebbero auspicabili per un sano confronto democratico, né quando sono dovute per legge.

In verità il vero disinteresse verso i lavori consiliari è del sindaco che continua a convocare gli organi in modo irregolare o a non convocarli affatto, che continua a ignorare le proposte, che continua a fornire documenti all’ultimo minuto non consentendo, di fatto, un adeguato confronto democratico. Il disinteresse ai lavori consiliari è del sindaco che da due mesi non risponde alle interrogazioni (cosa già accaduta ripetutamente nei passati sei mesi). Il disinteresse è del sindaco che “dimentica” di inserire nell’ordine del giorno del consiglio comunale le proposte della minoranza.  Per tutte queste ragioni siamo stati costretti a scrivere al prefetto.

Ci auguriamo, intanto, che il sindaco si scusi con il consiglio comunale e con la cittadinanza per aver violato statuti e regolamenti e per aver preteso il “controllo preventivo” sui manifesti politici che non gli spetta e che ci ricorda periodi bui della nostra storia. Ci auguriamo che si ripristini presto una situazione di normalità. Perché il rispetto delle regole democratiche vale per tutti. Nessuno escluso.

Giuseppe Beccia
Consigliere Comunale
Lista “Facciamo Fiorire la Prima Vera”


 
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