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“Puglia km 0”
approvata all’unanimità in IV commissione pdl per promuovere e valorizzare prodotti agroalimentari


di Redazione

Bari, 27 novembre 2017.

"Approvata all’unanimità dalla IV Commissione consiliare, presieduta da Donato Pentassuglia, la proposta di legge, da me presentata, che punta a valorizzare e promuovere i prodotti agricoli e agroalimentari “a chilometro zero”, istituendo anche un apposito segno distintivo.
Una articolata proposta presentata circa sei mesi fa, dopo una lunga fase di elaborazione e a seguito di una proficua interlocuzione con organizzazioni del mondo agricolo, in particolare con la Coldiretti Puglia che ringrazio per gli argomenti e gli spunti di riflessione forniti.
Nel corso della seduta di oggi sono state completate le audizioni che avevo chiesto al fine di favorire un ampio coinvolgimento dei soggetti interessati. Dopo aver ascoltato nella precedente seduta le organizzazioni del settore del commercio (Confcommercio, Confesercenti), l’audizione odierna ha visto la partecipazione del Presidente di ANCI Puglia, Sindaco Domenico Vitto, nonchè dei rappresentanti regionali di Coldiretti e CIA.
Tutti i soggetti auditi hanno manifestato grande attenzione e pieno sostegno all’iniziativa legislativa, come pure tale sostegno si è registrato da parte di tutti i rappresentanti in commissione dei gruppi consiliari, sia di maggioranza che di minoranza, che ringrazio per aver consentito di concludere positivamente e in tempi contenuti l’esame del testo.
Ai lavori della commissione hanno preso parte anche gli Assessori allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, e all’Agricoltura, Leo Di Gioia, che hanno confermato il supporto del Governo regionale a questa proposta.
L’obiettivo dell’intervento normativo è, per un verso, quello di valorizzare e promuovere le produzioni di qualità e a basso impatto ambientale e, per l’altro, di promuovere la loro diffusione e commercializzazione, favorendo altresì la vendita diretta da parte degli stessi produttori agricoli.
Negli ultimi decenni si sono consolidate le cosiddette “filiere lunghe”, modalità di distribuzione dominate da imprese di grandi dimensioni che operano su mercati globali. Tale processo ha condotto all’omologazione delle colture agricole, all’impoverimento della diversità biologica e culturale, nonché di gusti e consumi, e all’incremento dei costi ambientali (dovuto ai molteplici passaggi intermedi della distribuzione). Ha inoltre decisamente ridimensionato la possibilità per il cittadino-consumatore di esercitare un effettivo controllo sull’origine e sulle modalità di produzione di ciò che acquista e consuma.
Tuttavia, in anni recenti, numerose iniziative hanno cercato di ricondurre i prodotti agroalimentari al loro luogo di origine e di restituire visibilità e dignità al lavoro dei produttori, secondo un modello di «filiera corta», radicata cioè nel territorio in cui il prodotto è coltivato e quindi legata alle sue risorse naturali, culturali e sociali. Un approccio che consente anche di salvaguardare l’ambiente. Si stima infatti che un pasto medio percorre oltre 1.900 chilometri su camion, navi o aerei prima di arrivare sulla tavola. Consumare prodotti di filiera corta, originari del territorio e quindi a «chilometro zero», significa ridurre considerevolmente le emissioni in atmosfera di gas nocivi (in termini di emissioni annue una tonnellata di anidride carbonica per famiglia), i numerosi passaggi di imballaggio e confezionamento, oltre che promuovere modelli virtuosi ed ecocompatibili di sviluppo economico.
La proposta di legge regionale punta a valorizzare nel territorio regionale i prodotti agricoli e agroalimentari «a chilometro zero», ossia quelli che soddisfano congiuntamente requisiti di sostenibilità ambientale (meno di 25 kg di anidride carbonica equivalente per tonnellata prodotta per il trasporto dal luogo di produzione a quello presumibile di consumo) e di qualità alimentare (prodotti di qualità certificata, di aree protette, di risorse genetiche autoctone, a marchio collettivo, ecc.), promuovendone l’acquisto e il consumo da parte delle pubbliche amministrazioni e da operatori commerciali privati, garantendo ai consumatori una informazione trasparente, puntuale ed efficace in ordine alla tracciabilità dei prodotti.
Diversi gli interventi previsti:
- disposizioni per favorire l’utilizzo di prodotti a “Km 0” nell’ambito dei servizi di ristorazione collettiva e nelle forniture di prodotti alimentari gestiti da enti pubblici;
- disciplina della vendita diretta da parte dei produttori;
- disposizioni in ordine alla diffusione e commercializzazione di tali prodotti, con la previsione di incentivi a favore degli operatori del settore della ristorazione, della ricettività e della distribuzione che assicurino soglie minime di prodotti a “Km 0”;
- previsioni indirizzate ai Comuni nella programmazione dei mercati finalizzate a riservare una quota di posteggi per la vendita diretta e la vendita di prodotti a “Km 0”;
- creazione di un marchio «Puglia Km 0», un segno distintivo destinato a certificare la provenienza dei prodotti oltre che delle attività che ne fanno uso;
- disposizioni dirette a garantire ai cittadini, anche attraverso una specifica sezione del portale web della regione, le informazioni sulle iniziative regionali di promozione dei prodotti a “Km 0” e l'elenco delle imprese che assicurano la vendita o l’utilizzo di tali prodotti.
Con tali misure si intende sostenere sul territorio regionale nuovi modelli di distribuzione e vendita, valorizzando il lavoro delle piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare.
Ora la proposta dovrà essere esaminata dall’aula. Auspico il sostegno di tutti i gruppi consiliari così come è avvenuto in commissione. Sarà importante, inoltre, in sede di definizione del bilancio di previsione, individuare risorse che garantiscano una adeguata e necessaria dotazione finanziaria a supporto delle misure contemplate dalla proposta di legge".



 
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