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PADRE PIO - L’EREDITA’ DEPREDATA
Venne forgiato all’incontro con Dio e quando il Suo animo fu pronto inviò il suo messaggero


di Francesco Traversi

Torino, 21 settembre 2012.

Padre Pio venne forgiato all’incontro con Dio e quando il Suo animo fu pronto il Signore inviò il suo messaggero.
Era il giorno 5 agosto 1918, il messaggero celeste aveva in mano un arnese simile ad una lunghissima lamina di ferro, con una punta ben affilata, dalla quale usciva fuoco.
Detta lamina venne scagliata nell’anima di Padre Pio (transverberatio), egli emise un lamento, il suo corpo era dolente per la grande sofferenza, che perdurò senza interruzione fino al mattino del giorno seguente.
Padre Pio, da quel giorno, si sentiva ferito a morte, la ferita sempre aperta lo faceva spasimare assiduamente; sofferenza che cessò il 23 settembre 1968 con il suo transito al cielo.
Padre Pio, nella mattina di venerdì 20 settembre 1918, dopo la celebrazione della Santa Messa,  in preghiera dinanzi al Crocifisso, venne colto da un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni e le stesse facoltà della sua anima si trovarono in stato di quiete, silenzio assoluto intorno e dentro di lui; subentrò una gran pace ed abbandono. Padre Pio rivide dinanzi a se il personaggio celeste, simile a quello visto la sera del 5 agosto, aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano di sangue. Nel mentre il personaggio celeste scompariva, Padre Pio si avvide che le sue mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue.
Dio, a mezzo di Padre Pio, risaliva sul calvario e rinnovava l’offerta ad ogni uomo, la via della salvezza. Padre Pio e Dio divenivano ciò che è anima e spirito in ogni creatura.
L’uomo Padre Pio sperimentava nel suo corpo la sofferenza dell’umanità, la ferita del cuore gettava continuamente del sangue. Dolore e sofferenza erano lo strazio quotidiano di Padre Pio: “Mio Dio, che confusione e che umiliazione che io provo nel dover manifestare ciò che tu hai operato in questa tua meschina creatura.”
Padre Pio divenne ed é il Santo più amato per l’umanità, perché aveva preso sulle sue spalle la sofferenza e si era reso docile strumento a servizio di persone ammalate nel corpo e nello spirito.
Egli si propose di essere “un povero frate che prega” nella sua cella, sull’altare, in confessionale e diveniva per ogni persona motivo di speranza e di gioia.
Le persone beneficate per la preghiera di Padre Pio, gli rimettevano offerte in danaro, beni mobili ed immobili, che egli provvedeva a ridistribuire alle famiglie più bisognose; finanziò l’apertura di una scuola di Arti e Mestieri in San Giovanni Rotondo, attualmente ancora attiva; provvide al versamento di somme alla Congrega della Carità per l’asilo di mendicità, per la riattivazione del locale del Monte, nonchè continui sussidi al ricreativo degli orfani di guerra.
Padre Pio, continuamente, faceva fornire di aiuto materiale (medicine, vitto, vestiario, fitto di case) tutti i poveri e bisognosi della locale città di San Giovanni Rotondo; faceva erogare aiuti economici ai Conventi di altre Province.
Padre Pio chiedeva ed otteneva il collocamento in Istituti Religiosi di giovani donne povere, sole, abbandonate, facendo fornire a loro i corredi; provvedeva a richiedere occupazione lavorativa per i disoccupati e i nullafacenti.
Padre Pio, poiché San Giovanni Rotondo era sprovvisto di sede sanitaria locale dal 1862, finanziò la costruzione di un piccolo Ospedale, successivamente denominato “Ospedaletto Civile San Francesco”, comprensivo di due sale operatorie e di ventiquattro posti letto per la degenza, che venne inaugurato nel mese di Gennaio 1925.
L’Ospedaletto Civile San Francesco, nell’anno 1937, a seguito di una scossa di terremoto, subì gravi danni e per l’incuria dell’amministrazione comunale non venne più utilizzato (attualmente è ancora in stato di abbandono).
Padre Pio, con la collaborazione di menti eccellenti (dottor Guglielmo SANGUINETTI,  dottor Mario SANVICO, dottor Carlo KISVARDAY, dott.ssa Ida SEITZ), in data 9 gennaio 1941, costituì un Comitato per la costruzione della “ Casa Sollievo della Sofferenza”, a San Giovanni Rotondo, che, posta la prima pietra in data 19 maggio 1947, venne inaugurata il giorno 5 maggio 1956.
Padre Pio chiese ad ogni collaboratore della “Casa Sollievo della Sofferenza” “dolcezza con i pazienti e la santa umiltà con Dio”.
Padre Pio fu oggetto dell’invidia di piccoli uomini che vestono gli abiti della Chiesa, sacerdoti, monsignori, vescovi, cardinali ed alcuni frati, autori di reati abominevoli, pedofilia et altro, i quali idearono di depredarlo di ogni bene, denaro- mobili- immobili, riconducibili alla sua persona.
Padre Pio, indotto dal monsignor Carlo MACCARI, inquisitore apostolico designato dalla cricca degli inquisitori del Vaticano, il giorno 4 ottobre 1960, venne obbligato a sottoscrivere testamento, con il quale istituiva eredi universali di ogni bene il Vaticano, a favore del Papa pro tempore, ovvero Papa Giovanni XXIII.
Padre Pio, venne spogliato di ogni donazione ricevuta dai fedeli a decorrere dall’anno 1918 e, a titolo premiale, venne sottoposto ad una vigilanza – senza assistenza: non poteva celebrare la Santa Messa, non poteva confessare, non poteva incontrare i suoi figli spirituali, in sostanza venne spogliato dal poter esercitare le sue funzioni ecclesiastiche.
A Padre Pio era negata l’assistenza, in quanto, avendo i segni della crocifissione nel suo corpo, non riusciva  a pulirsi il viso e/o il corpo con le sue mani.
In alcune occasioni, Padre Pio, a causa delle sue sofferenze fisiche, cadeva rovinosamente per terra; vi erano alcuni Frati del Convento ( maggiormente interessati al  vile denaro, che ha la virtù di inquinare e corrompere l’anima dell’uomo) che, con disprezzo nei confronti del Padre, si rifiutavano di aiutarlo a sollevarsi da terra.
Alcuni ecclesiastici del Vaticano ritennero necessario che Padre Pio sottoscrivesse nuovo testamento, al fine di prevenire contestazioni dai congiunti del Santo e in data 10 maggio 1964 gli sottoposero due nuovi testamenti, con l’invito a Padre Pio di scegliere quale dei due volesse firmare.
Padre Pio, in data 11 maggio 1964, sottoscrisse entrambi i testamenti, con i quali venivano istituiti eredi universali di ogni bene il Vaticano e il Papa pro tempore, e chiedeva che la scelta venisse rimessa ai beneficiati.
Il segretario di stato del Vaticano, in data 10 febbraio 1965, su richiesta del Papa Paolo VI, liberava Padre Pio dal voto francescano dell’obbedienza, della povertà e della castità (non vi era più nulla da depredare da parte dei carnefici con gli abiti ecclesiastici).
Gli ecclesiastici ( Frati, sacerdoti, vescovi e cardinali) ritennero che il tempo della vita terrena di Padre Pio fosse compiuta; pertanto, era necessario preparare il tempo della morte, con ogni strumento che fosse ritenuto necessario.
Capitò occasione, che fra Modestino fece visita a Padre Pio nella sua cella, e notò che sul tavolino vi era una scodella di brodo. Padre Pio gli disse al confratello di berlo.
Fra Modestino, a seguito del primo assaggio, vomitò quanto sorseggiò ed esclamò, questa bevanda è velenosa. Padre Pio replicò: é quello che mi danno tutti i giorni.
Nella notte del 23 settembre 1968, alle ore 2.30, chiuse i suoi occhi e dagli Angeli, similmente a San Francesco D’Assisi, venne accompagnato al cospetto di Dio.
Dopo la morte, molti fedeli e figli spirituali scorgevano il suo volto dietro delle finestre, con il fazzoletto bianco nella mano ci salutava.
Padre Pio incise il suo volto amorevole nella Cripta del Convento di Santa Maria delle Grazie, nelle facciate delle case, sulla roccia, per dirci che possiamo contare sulla sua benevolenza.
Padre Pio è stato messaggero della misericordia di Dio e ogni pellegrino che si recava nel Convento di Santa Maria delle Grazie veniva purificato da ogni sua colpa e faceva ritorno alla vita ordinaria con la gioia nel cuore e nell’anima.
Oggi, il pellegrino che si reca nel Convento di Santa Maria delle Grazie, con la speranza di incontrare misericordia e perdono, non trova alcuna anima pia che possa dargli conforto ed aiuto a riconciliarsi con i fratelli e con Dio.
I Frati del Convento di Santa Maria delle Grazie sono impegnati in questioni che non hanno alcuna riconducibilità a Dio, sono solo presenti in processione nel corso della celebrazione della Santa Messa, dopo scompaiono.
La loro condotta è causa della desertificazione del pellegrinaggio in detto luogo: da circa otto milioni di pellegrini all’anno, il numero si è ridotto a poche centinaia di migliaia di persone, che si recano in detto luogo per gita locale.
I pensieri degli attuali Frati del luogo sono volti ai modesti incassi per le vendite di oggetti e alle poche offerte ricevute, le quali non sono più sufficienti per il pagamento degli stipendi ai dipendenti, che al tempo della vita di Padre Pio prestavano la loro opera gratis.
I Santi insegnano, che la preghiera apre il cuore e commuove Dio, noi gli chiediamo di purificare la sua casa allontanando dalla Chiesa i Frati e i religiosi che sono causa di scandalo per i piccoli.
Padre Pio  voglia continuare a vegliare con benevolenza su ciascuno di noi.

 


 
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