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L'orologio malato e il Semaforo stanco


di Giusy Carbonaro

Carissimi,

con piacere torno a parlarvi della scrittrice Santina Bombaci. Dopo “TU NEL MIO DESTINO” della stessa autrice ho letto delle fiabe simpatiche e accattivanti, e dopo averle sottoposte e  lette a un gruppo di bambini (quale pubblico migliore)  che ne sono rimasti entusiasti, mi sono detta: <<Perché non aprire una parentesi anche per loro nell’ANFRATTO DEI LIBRI?>>. Così  ho deciso di pubblicarne qualcuna. Mi auguro che tutti quelli che seguono la mia rubrica le leggano ai loro bambini.

L'orologio malato

Luisa, portò il suo orologio dal medico."Lo può aggiustare, va sempre indietro." L'uomo guardò l'orologio, poi prese uno stetoscopio e lo visitò. "E' malato?" Chiese ansiosa Luisa."No, è solo un pò debole, ha la tosse e, ogni volta che tossisce perde un minuto, per questo va indietro."
Prese poi dall'armadietto uno sciroppo e gliene diede un cucchiaino. Il giorno dopo l'orologio guarì: adesso era precisissimo. Passarono alcuni mesi che l'orologio si ammalò ancora: adesso andava avanti, e Luisa arrivava in anticipo a scuola. Così lo riportò dal medico. "Sta di nuovo male, va sempre avanti" gli disse. Il medico lo visitò, gli mise il termometro. "Ha 39, ha una brutta influenza, per questo i suoi battiti sono accelerati e va avanti." Poi prese dall'armadietto una pastiglia e gliela dette. Per alcuni mesi l'orologio fu precisissimo. Ma un giorno si fermò. Elisa corse dal medico che lo visitò immediatamente, gli fece dei massaggi per farlo battere di nuovo, provò anche la rianimazione. Ma non c'era più niente da fare: era morto.
Elisa pianse molto. I genitori le comprarono un orologio nuovo, ma non gli volle mai un bene come all'altro.


Il semaforo stanco


Un giorno un semaforo si era stancato di accendere sempre gli stessi colori. Decise così di fare a modo suo.
Cominciò ad accendere i più svariati colori e, per giunta, a tenerli accesi il tempo che piaceva a lui.All'inizio gli autisti e i pedoni, litigarono, poi per sbloccare l'ingorgo, decisero
di mettersi d'accordo. Con il rosa passavano le donne, con l'azzurro gli uomini, con il grigio le persone  anziane, con il viola le auto e con il nero i pullman e gli autocarri.
Mai quell'incrocio era stato così divertente. Anche il semaforo finalmente ritornò allegro.

 




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