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Tu nel mio destino di Santina Bombaci,ultime parti


di Giusy Carbonaro

Tu nel mio destino di Santina Bombaci

                         12-13-14 parte

 

 

Carissimi,

 

 

eccoci arrivati alla fine di questa tormentata storia d’amore. Riuscirà kelly a fare la scelta giusta?



Chissà, forse andando da un consulente matrimoniale Kelly avrebbe finalmente trovato il
coraggio di raccontargli tutto. Non avevano parlato mai apertamente, ma Louis aveva la certezza che c'era stato un altro uomo nella sua vita. Era però altrettanto certo che non era stato l'incontro con l'altro ad allontanarla da lui. Tutto era cominciato già molto tempo prima e per causa sua. Louis si era chiesto se quel non voler vedere, quel non voler sapere, quell'adattarsi alla nuova situazione, senza reagire in alcun modo, non fosse stato da parte sua una forma di vigliaccheria, la paura segreta di scoprire che qualcosa era effettivamente cambiato e che quel qualcosa era già molto di più di una minaccia.
Alcune volte aveva cercato di parlarne con Kelly, ma lei era stata sfuggente, e lui non aveva insistito per paura, per debolezza. Adesso però aveva trovato il coraggio di parlarne apertamente a Kelly, sperando nell'aiuto del consulente, e lei aveva accettato. Questo gli aveva dato un gran sollievo perchè era stato come se anche lei non avesse aspettato altro, come se anche lei vivesse male in quella situazione.
Adesso non c'era da fare altro che affrontare la cosa insieme. Louis alimentava ancora una speranza, ma in cuor suo sapeva che ormai era tardi e qualcosa si era veramente spezzato, forse per sempre.
Nel suo cuore, in quello di Kelly, nel loro vivere insieme. Era stato un buon marito? Fino ad un
certo punto si, aveva amato veramente Kelly, ma in seguito aveva fallito. Doveva sicuramente esserci stato un momento in cui era stato proprio lui il primo ad allontanarsi, a chiudersi in se stesso, a trascurare in qualche modo Kelly e il loro rapporto, e quando se ne era reso conto era ormai troppo tardi. Kelly aveva
sicuramente incontrato un altro; era troppo giovane e vitale per accontentarsi di un unione senza slanci vitali, fantasia. Sicuramente in quel periodo era innamorata, era facile intuirlo, soprattutto dal suo modo di fare, da una certa irrequietezza che traspariva dai suoi comportamenti. " Meglio non pensarci ", si disse, almeno fino al giorno che ne avrebbero parlato insieme con il consulente. E arrivò il momento tanto atteso: l'incontro con il consulente. L'uomo ascoltava con molta attenzione e Kelly non provava alcun imbarazzo a raccontare di sè: " Come le ho già detto, mi capita ogni tanto di provare il desiderio di stare sola, di fare qualcosa che é solo mia. Una volta invece mi aggrappavo molto a Louis, ma lui era molto preso dalla sua professione, era spesso stanco, e mi sentivo molto sola. Quando tornava a casa, più di una volta gli dicevo che dovevamo parlarne, non potevamo lasciare che tutto quello che avevamo costruito se ne andava in rovina. Ma poi, c'erano i suoi amici, i suoi interessi, le serate in cui andava via, oppure semplicemente la stanchezza..." Louis ascoltava quello che sua moglie diceva, ad un tratto le disse:
 " Non sono disposto a continuare, a trascinare un matrimonio che non é più tale da moltissimo tempo. Eppure se solo ci fosse una possibilità la sfrutterei, credimi. Adesso puoi dirlo: c'é stato un altro nella tua vita in quel periodo? "Kelly non rispose subito, non poteva più tergiversare, sarebbe stato disonesto nei confronti di Louis. " C'è stato, non posso negarlo, così come non posso negare che per me é stato molto importante, anche se la nostra storia é durata solo due giorni, mi dispiace davvero, credimi Louis. Era passato troppo tempo, senza neppure tentare di spiegarci, di cercare di capire che cosa ci stesse accadendo. Finchè un giorno ho conosciuto un uomo dal quale mi sono sentita subito attratta e allora ho capito che se in me che ero stata sempre fedele, c'era la disponibilità verso un'altra persona, forse allora non c'erano più molte speranze per noi. Ma nonostante tutto, ho tentato poi di salvare quello che era rimasto del nostro matrimonio, ma passavo da un'euforia da ragazzina alla depressione, con crisi di pianto pazzesche. Mi sentivo in colpa, mi vergognavo di quella passione e non sapevo come dirtelo, con te ero in gabbia, con lui invece sono tornata a vivere, ma non sapevo cosa fare, perchè ti volevo ancora bene. Nasce per questo il desiderio di restare sola, perchè tu captavi al volo quel segnale di non disponibilità che, più o meno consapevolmente, davo." Louis capiva che non poteva rimproverarla, non era stato l'incontro con l'altro la causa dell'allontanamento di Kelly, lui stesso riconosceva che cosa era successo al loro matrimonio, lui era il primo responsabile di tutto ciò. Poi le disse: " Perché hai accettato di venire quì allora? "
 " Mi sembrava giusto farlo." - Rispose Kelly. - " A casa con te, avrei esitato ancora e rimandato e non volevo
farlo più." Il loro matrimonio era finito, Louis se ne sarebbe andato, adesso la sua vita sarebbe cambiata totalmente. Lei doveva pensare a se stessa, separarsi da Louis non la faceva soffrire, si sentiva libera. Certo c'erano le abitudini, quelle che avvicinavano e davano sicurezza, ma era cessata qualsiasi intimità che le sembrava di separarsi da un fratello più che da un marito. Raccolse la borsa, la giacca e tese la mano al consulente. Anche Louis salutò l'uomo e seguì Kelly. " Torniamo a casa insieme? " Chiese lui e subito si pentì. Poi continuò: " Se per te é insopportabile che io rimanga, andrò via questa sera stessa."
" Per me é la stessa cosa." Rispose Kelly. Tutto sommato si rendeva conto che era giusto così. Quanto ci aveva messo a capire che alla fine non bastava che Louis l'adorasse, che facesse di tutto per amarla, ormai era troppo tardi e lei non poteva più ricambiarlo. Ultimamente la sua vita con Louis le era parsa triste, squallida, anche ogni volta che si spogliava per lui. Si voltò di scatto e vide Louis che la guardava con gli occhi pieni d'amore. - " Vorrei poter ricambiare il tuo amore, ho fatto di tutto per volere tutto ciò, ma non ci riesco, adesso vorrei che tu non mi amassi più, per non ferirti così." Disse Kelly. Louis chinò il capo sprofondando in una muta disperazione.  " Mi dispiace Louis. Mi dispiace tanto." Lo salutò e raggiunse la propria macchina. La sua vita stava cambiando e non poteva che prenderne atto. Tutto quello che voleva Kelly in quel momento era ritrovarsi sola, nella tranquillità della sua casa, per poter finalmente riflettere con calma. Riflettere su quella che era stata la sua vita fino ad allora, su quella che sarebbe stata la sua vita da quel momento in avanti. Si sentiva bene, lucida, padrona di se stessa. Quando si ritrovò nella sua casa, si lasciò andare, esausta, sul divano. Certo Louis le mancava, ma nonostante tutto non provava dolore, ma un senso di fallimento si. Era come se non sapesse più chi era, in realtà, ma il loro matrimonio era diventato una vita a due nel silenzio, per cui era giusto così. Lei voleva ancora bene a suo marito, di questo ne era certa, ma si era innamorata di un altro, sicuramente tutto ciò era accaduto perchè c'é un tempo per ogni cosa, quando aveva conosciuto Louis era una ragazza, mentre era una donna quando aveva incontrato Peter. Due modi diversi di amare. Era l'alba, una sottile luce rosata cominciava a schiarire l'oscurità della camera da letto di Kelly. La donna, era sprofondata solo da poche ore in un sonno agitato. Era la prima volta che dormiva nella sua casa senza Louis. Era l'alba, una sottile luce rosata cominciava a schiarire l'oscurità della camera da letto di Kelly. La donna, era sprofondata solo da poche ore in un sonno agitato. Era la prima volta che dormiva nella sua casa senza Louis. Piano piano, emerse dalla nebbia del sonno alla realtà. Per un attimo si sentì confusa, ma improvvisamente mise a fuoco gli avvenimenti del giorno prima, il consulente, la sua separazione. Accese la luce sul comodino: le sei. Soltanto! Cercò di riaddormentarsi, invano.
Lo sguardo al soffitto, provava una sensazione di gelo, subito seguita da una strana ebbrezza. Aveva di fronte la libertà. Poteva andare e venire come le piaceva, senza rendere conto a nessuno. Libera.
Dopo anni di matrimonio le sembrava eccitante. Si alzò, fece una doccia e, dopo aver fatto colazione, andò a vestirsi. Alle otto uscì di casa, in ufficio non disse a nessuno della sua separazione. Non era facile.
Solo dopo qualche giorno informò la sua amica Ivonne, che si mostrò incredula. Sistemò l'appartamento in modo diverso, scoprì di provare piacere nel sistemare le cose in un ordine diverso dal solito. Le sembrava di scoprire un mondo nuovo, ignoto e di non sapere che cosa sarebbe accaduto di lì a un ora. All'improvviso si sentì meglio, forte e decisa e in quel momento decise: sarebbe partita.  Quasi freneticamente riempì una borsa da viaggio con le cose che potevano servirle per un soggiorno che avrebbe potuto essere anche non molto breve, indossò un paio di jeans e una comoda maglietta. Finalmente tutto era pronto. Kelly uscì di casa, caricò le sue cose in macchina e partì. L'indomani avrebbe telefonato a Ivonne. Si sentiva un pò colpevole nei confronti dell'amica, ma se le avesse detto che intendeva partire, lei avrebbe cercato di dissuaderla, si sarebbe preoccupata per lei o le avrebbe proposto di accompagnarla. Ma Kelly voleva essere sola, capirsi a fondo. Andò nella sua casa al mare, con un profondo senso di pace, lì avrebbe ritrovato se stessa, dopo la fine del suo matrimonio. Arrivata lì, l'aria era più fresca, il posto le appariva diverso, in realtà era lei diversa, non più quella di un tempo. Sistemò le sue cose, indossò il costume e scese sulla spiaggia. Si distese sulla sabbia, a scaldare piacevolmente il corpo al sole. A quell'ora non c'era molta gente, solo le grida di bambini che giocavano a palla in acqua. Sorrideva cullata dalla pace che lentamente l'avvolgeva e dalla presenza allegra di quel gruppo spensierato. Si accorse così dei privilegi che offre la solitudine. Aveva finito per dimenticare quanto le mancassero le abitudini e i piaceri cui, per quieto vivere, aveva rinunciato. Ma l'essere lì le aveva restituito la scoperta di poter dare tutto il tempo di cui aveva bisogno per mettere a fuoco chi era, che cosa desiderava dalla vita, che cosa sentiva. Durante la sera, si era concessa una lunga passeggiata in riva al mare, lasciando che la mente vagasse dove più le piaceva, alla ricerca dei nodi che non era riuscita a sciogliere. Comprese, allora, che ogni evento importante della sua esistenza, sia positivo, sia negativo si era distinto per la velocità: fulmineo l'innamoramento con Louis, fugace l'incontro con Peter, improvvisa la morte di sua nonna e adesso la separazione. Si era trovata in certe situazioni senza avere mai il tempo di esserne pienamente consapevole. Come se la vita
si divertisse a sorprenderla e spiazzarla ogni volta. Quella sera andò a letto presto, finchè il sogno della nonna dopo molto tempo ritornò. Kelly camminava in una villa piena di fiori bianchi. C'era una luce strana e non capiva da dove arrivasse. Udiva un suono molto dolce provenire da lontano. Poi aveva riconosciuto la casa dov'era vissuta con lei. Sulla soglia era comparsa la nonna: era lei che cantava.  Kelly si era avvicinata e l'aveva vista felice. La nonna le era venuta incontro con le braccia aperte, e anche lei gliele aveva spalancate. Avvertiva le sue carezze sul capo e si sentiva, per la prima volta dopo tanto tempo, serena e felice, ad un tratto le sussurrò:  " Ha fatto la cosa giusta." Quando Kelly si svegliò ebbe l'impressione di sentirsi davvero bene. Ripensava al sogno, alla calda protezione delle sue braccia, alle sue carezze sul suo capo, proprio come faceva quando era piccola. Lei entrava nei suoi sogni per proteggerla e aiutarla, sapeva che le era sempre vicina: e questo suo amore era per Kelly di grande conforto. Nel sogno la nonna le aveva detto di aver fatto la cosa giusta, e per Kelly questo era molto importante. Adesso, dopo alcuni anni della separazione, Kelly era lì di fronte a Peter. Da quando lui era comparso, era diventata più bella, più luminosa. Si era trasformata, solo un cieco non se ne sarebbe accorto. Quando Peter si voltò a guardarla, vide il suo sguardo e capì. Gli fu facile adesso approfittare di quello stato d'animo un pò particolare, i ricordi le
avevano addolcito il viso e quindi resa più disponibile. Le prese il volto tra le mani, senza dir nulla e la baciò. Complici quegli occhi teneri e innamorati, le spiazzò completamente ogni sua resistenza e si lasciò andare fra le sue braccia, affondando poi il viso nella sua giacca. " Peter..." lo chiamò piano. Era innamorata come non era stata mai, vibrante, viva. Peter la strinse contro il petto. Avvertiva il battito del suo cuore e il suo respiro farsi più veloci per l'emozione. L'unica cosa al mondo che voleva era stare con lei.  " Io ti amo Kelly."
Le disse tremando fra le sue braccia. Per un momento Kelly chiuse gli occhi, stordita dal suono del suo nome sulle labbra dell'uomo " Che strana era la vita..." - pensò Kelly. - " .... e che scherzi gioca il cuore! Ci sono vibrazioni che avevo dimenticato, perdute, sepolte, che poi divorano così, all'improvviso, come in quel giorno qualunque di sette anni prima, con un uomo qualunque, capitato per caso, senza che l'abbia cercato. O
forse no, forse era il destino e allora Peter era davvero un uomo speciale, destinato a me, che possedeva le chiavi del mio cuore e che, adesso, ho ritrovato." Ad un tratto gli disse: " Il destino ci ha fatto incontrare un'altra volta."  " Veramente non é proprio un caso se ci siamo incontrati oggi, speravo di poterti incontrare..." - rispose l'uomo. - " Non avevo certezze di trovarti, ma solo pallide speranze coltivate più dal cuore che dalla ragione, tempo fa ho saputo che ti sei separata già da qualche anno." Gli occhi di
Peter avevano un velo di malinconia, poi continuando:  " Ti ricordi quella sera in discoteca, non era l'unica volta, ti avevo già vista, molte volte." I battiti del cuore di Kelly accelerarono di colpo.  " Mi ero fatto trasferire dopo qualche mese che ci eravamo incontrati, non riuscivo a vivere la mia vita senza di te. Ogni giorno per mesi, venivo sotto casa tua, o mi piazzavo al bar di fronte al tuo ufficio e fissavo il portone, senza mai perderlo di vista, per aspettarti, con il cuore in gola ogni volta che uscivi, e ogni volta mi dicevo che doveva essere l'ultima..."  " Allora mi hai spiato? " - Quasi gridò Kelly. - " Mi hai seguito di nascosto?
Chissà quante volte mentre andavo in ufficio, mi muovevo con naturalezza, compivo i miei gesti di ogni giorno credendomi sola e invece i tuoi occhi erano fissi su di me! " Con un gesto pieno di rabbia gli mollò una sberla gridando: " Non mi piace tutto ciò. E' sleale, ti avevo detto di non cercarmi."
 " Era ovvio che cercassi di rintracciarti...." rispose l'uomo, le prese le mani e, con uno scatto improvviso, che non le diede il tempo di reagire, l'attirò a se e la baciò. Kelly perse il controllo, rispose per istinto a quel bacio. Solo per una frazione di secondo, poi lo respinse e corse via verso la macchina. Peter le andò dietro e, mentre lei cercava di aprire la macchina, l'abbracciò e, tenendola ferma contro l'auto, le sussurrò:
 " Mi sono innamorato di te dal primo giorno. Dio quante volte ti ho pensato, e penso ancora a te. Sei diventata la mia ossessione. Non ti lascerò scappare di nuovo, Kelly! Adesso so che cosa provi! Dimmi! Quante volte hai pensato a me in questi anni? Io ti ho pensato ogni giorno, per questo ti ho seguita di
nascosto." I battiti del cuore di Kelly accelerarono ancora.  " Mille volte ho maledetto quella sera, quell'incontro, Kelly se adesso ti chiedessi di entrare nella tua vita, cosa mi risponderesti? Io se non ti avessi
incontrata oggi, ti avrei cercata, ti voglio..." Un altro bacio divorante, che la fece vacillare. Poi le disse:
" Dammi le chiavi dell'auto, ti porto a casa, credo che dobbiamo parlare con calma." Arrivati a casa
Peter continuò il discorso: " Ho vissuto per sette anni nella solitudine e nel dolore. Ho evitato di proposito
qualsiasi relazione. E' difficile spiegare come mi sentissi male, ogni volta che pensavo anche solo di sfuggita di trovare un altra. In questi ultimi anni sono diventato un eremita disperato. Ogni volta che guardavo il sole, pensavo che sorgesse e tramontasse per te." Kelly commossa, si avvicinò, lo prese tra le braccia: la sensualità delle sue labbra era quasi disarmante, e cominciò a baciarlo, prima teneramente, poi con una furia selvaggia, con una fame per troppo tempo insoddisfatta. " E' solo te che voglio..." le sussurrò Peter staccando un'attimo le labbra dalla sua bocca. Poi continuò: " Finalmente, sapessi quanto mi sei mancata.

 Oh quanto disperatamente ti ho voluta, sognata, chiamata." " Oh Peter."  " Mi sembra un sogno, non può essere vero." " Andiamo di là." Gli disse lei maliziosamente." Di là dove? "  " Non hai ancora visto la mia camera da letto! "  " Se é per questo non ho visto niente della tua casa, questo posto mi sembra incantevole, forse perchè ci sei tu! "La camera da letto era raccolta e intima. Poi lei dolcemente senza dire una parola, lo fece sdraiare sul letto.  " Come sei bella, non mi stancherei mai di guardarti."
Mormorò Peter con la voce soffocata dall'emozione. Dolcemente la spogliò. Poi, prima lentamente, e via via sempre convulsamente cominciò a baciarla dalla testa fino ai piedi, non trascurando un centimetro della sua pelle. Con gli occhi appannati dalle lacrime, Kelly sussurrò: " Oh Peter. Nessuno mi ha mai amato così..."
Quello che amava in lui era quella capacità di rendere gioioso l'amore in ogni sua espressione. Con nessun
altro stava bene come con lui, si sentiva soggetto e non oggetto. Si stavano accarezzando frementi, nudi sul letto. Lui l'afferrò per i fianchi e l'amò con passione e dolcezza allo stesso tempo. La teneva tra le sue braccia, sfiorando leggerissimo il suo collo con le labbra. Le sue mani che l'accarezzavano lievemente, divennero sempre più forti di desiderio, insinuandosi ovunque. " Peter cosa ci sta succedendo? " Esclamò Kelly. Lui le prese il viso tra le mani e sussurrò: " Quello che avrebbe dovuto succedere molto tempo fa, finalmente stai scoprendo ciò che io ho sempre saputo: noi ci apparteniamo." E le sue braccia la strinsero forte contro il petto. Lentamente ruotò in quell'abbraccio, eccitandosi al contatto del suo corpo, Kelly si abbandonò completamente a lui, e l'amore li travolse come un uragano.  La donna si rannicchiò contro di lui e gli chiese: " Perché hai aspettato così tanto a venirmi a cercare? "" Credo di aver avuto paura, forse mi avevi completamente dimenticato, o forse ti saresti messa a ridere vedendomi..." rispose l'uomo. Poi continuò: " Ti amo Kelly. E questo amore non ha niente a che vedere con il tuo matrimonio." Pensando a Louis, Kelly avvertì una fitta al cuore, e si liberò improvvisamente dal suo abbraccio. Si rivestì in fretta, e
con un filo di voce disse: " Per favore Peter, vattene via." " Kelly, che cosa ti é successo, che cosa ti ho detto di sbagliato? " Rispose l'uomo con la voce che gli tremava. Dopo l'esperienza vissuta con Louis, l'idea di un'altra relazione le faceva paura, anche se Peter era così innamorato. Lo sentì alzarsi, prendere i vestiti e rivestirsi. " Kelly, ti prego non fare così..." " Peter per favore lasciami sola.... non sono ancora pronta per una relazione." " Non voglio forzarti..." - Le disse con voce rotta dall'emozione. - " Ti lascio tutto il tempo di cui avrai bisogno. Ma ti prego non escludermi più dalla tua vita. Ti amo così tanto che non sono neppure in grado di descrivere i sentimenti che provo per te, tanto sono intensi." " Io io ho bisogno di tempo." Rispose la donna. " Pensaci Kelly. Avevo paura di tornare, paura di un tuo rifiuto. Non lo potrei sopportare. Quanto ho sofferto. Non ti vedevo da anni, eppure ho continuato ad amarti. Non lo capisci che c'é tra noi qualcosa in sospeso che ci lega come una vita passata insieme? " Le scrisse velocemente il suo indirizzo, poi afferrò la giacca e andò via. Lasciandola con la sua ansia, la sua indecisione. Quella notte il sonno tardò a giungere.
Kelly continuò per un tempo infinito a voltarsi e rigirarsi nel letto. Quando si addormentò, sognò ancora sua nonna: si trovava in un posto pieno di nebbia, poi dalla nebbia vide una luce.  Udì una voce che la chiamava.
 " Kelly! Kelly!"  " Nonna? " Domandò. Allora la nonna le venne vicino. " Oh Kelly. Peter ha bisogno di te. Devi andare da lui, é lui il tuo destino." E con quelle frasi si voltò e si allontanò, così come era venuta. Allora Kelly si svegliò di colpo. Adesso aveva capito, era arrivato il suo presente, la sua realtà, adulta e serena. Mai come quella notte si rese conto che questo secondo amore non era secondo a niente, era grande e forte e non voleva nè nostalgie nè rimpianti. Aveva deciso, piano piano, con prudenza. Senza colpi di testa. Mettendo in preventivo anche un possibile errore, un fallimento, una sconfitta. Finchè non avesse tentato, non avrebbe potuto saperlo, adesso si sentiva pronta per tornare a credere a se stessa e a questo suo secondo amore. Peter, che di amore nella vita ne aveva avuto poco e adesso si sentiva in diritto di chiedere, se non di pretendere. Aveva avuto sempre difficoltà a chiedere, ma con lei era abbastanza sicuro di sè per capire che ogni essere umano può farlo senza per questo calpestare il proprio orgoglio. L'amore per Kelly lo aveva indebolito, privato della sua autonomia, e lo aveva reso dipendente da lei. Andò a cercarlo e, quando Peter aprì la porta, lo vide: occhi quasi febbrili, viso segnato. La guardava senza capire: " Perché sei venuta? "Gli tremava la voce. Dalla stanza sentì una musica che Peter da solo stava ascoltando: il loro disco, le dolci note di GHOST. Quella musica agì da potente propulsore, fu una forza di coesione titanica che la spinse anima e corpo verso di lui. Poi un abbraccio soffocante e un bacio. Tanti baci, le loro mani ad accarezzare i loro visi, per scoprirsi, per ritrovarsi, per non lasciarsi più. Gesti silenziosi con le lacrime. Gesti che valevano più di mille parole. Per le scuse, per il perdono, per una nuova vita.

                                                                                                                                               FINE

 




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