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Tu nel mio destino di Santina Bombaci 6-7- 8 parte


di Giusy Carbonaro

Carissimi,

prosegue la storia d’amore tra Peter e kelly, dal Romanzo di Santina Bombaci.
Cosa accadrà di nuovo a i due protagonisti? Lo sapremo solo continuando a leggere. Buona lettura!


Un giorno Peter mentre aspettava Kelly, la vide arrivare in macchina con suo marito che la
stava accompagnando.
  " Forse un guasto alla sua macchina..."Pensò Peter con il cuore gonfio di gelosia.
Era la prima volta che vedeva Kelly in compagnia di suo marito. Tornò a casa con l'anima lacerata.
 " Tutto bene al lavoro? " Gli chiese il suo amico Alex preoccupato, vedendolo stravolto in viso.
 " Si, certo tutto bene. " Peter, rimase fermo, in piedi con la testa bassa, lo sguardo perso nel vuoto.
Lo scatto di collera fu immediato, picchiando il pugno sul tavolo della cucina.
 "Maledizione, oggi l'ho vista con suo marito che le stava appiccicato come un francobollo."
 " Calmati Peter..." gli disse Alex vedendolo agitato. " Scusami Alex, non sono un'ottima compagnia."
E se ne andò in camera da letto sbattendo la porta. Il giorno dopo, svegliandosi, gli tornò subito in mente Kelly. Sentiva il bisogno di sapere tutto di lei, come andava la sua storia con suo marito, se era felice, se lo pensava. Si confidò con Alex. " Lasciala in pace, Peter, pensa alla tua vita."
 " Non posso, non lo capisci..." rispose secco." Farò qualsiasi cosa per riaverla."
 " Peter non é giusto, lei sta cercando di salvare il suo matrimonio, tu non puoi
impedirglielo." Ma Peter non si rassegnava. " Quando lei sarà libera di amare, io sarò lì ad aspettarla."
In occasione del suo compleanno, Ivonne organizzò una festa a casa sua. " Domani sera, ti aspetto a casa mia, ci sarete tu e Louis? " Chiese a Kelly mentre erano in ufficio. La donna sorrise, aveva bisogno di distrarsi e poi chissà, l'atmosfera particolare, l'avrebbe riavvicinata a suo marito.
Così accettò volentieri quell'invito. La sera della festa si vestì con molta cura, indossando una maglietta di seta e una gonna cortissima. Si rendeva conto di essere molto sexy e suo marito la guardò incantato.
Arrivati alla festa, la musica la travolse e il suo ritmo la prese completamente e cominciò a
ballare, muovendo il suo corpo, come fosse in uno stato di trance. Suo marito la guardava, sorpreso di quel suo comportamento e improvvisamente le si avvicinò e la prese tra le braccia stringendola con forza a se, cominciò a baciarle il collo, premendosi sempre di più a lei. Quando si era abbracciato a lei, Kelly aveva provato una profonda emozione. Aveva sollevato gli occhi verso il suo viso, continuando a ballare, si guardavano senza parlare, poi si avvicinò di più, le alzò il mento con due dita e la baciò. " Ho bisogno di te." disse Kelly. " Ripetilo." - La sua voce era un sussurro - " Sai, in questo periodo ho avuto paura che non fosse più vero. Non voglio perderti tesoro." L'atmosfera di quella serata riempì di passione Kelly, spazzando via anni di monotonia e di un rapporto fin troppo prevedibile. Anche Louis, coinvolto da quel fuoco, uscì dal
suo letargo. Quella notte, tornati a casa, Kelly riscoprì nel marito, l'uomo che aveva conosciuto. Louis,
quella sera sembrava un altro e Kelly uscì da quel guscio, trasformandosi in una gatta.
 " Kelly, sei incredibile! " Disse lui, sfinito, quando finirono di fare l'amore. Quella serata travolgente, aveva fatto ritrovare a Kelly la gioia di amare, e sperava che così avrebbe trovato la forza di combattere per salvare il suo matrimonio. Quell'inverno passò lentamente, scandito dai ritmi sereni che la sua vita aveva ripreso.
Kelly non pensò a Peter in quel periodo, o ci pensava di tanto in tanto.
Quando suo marito rientrava dal lavoro, lei era contenta di vederlo e soprattutto di aver ritrovato lo stesso amore di sempre. Si sentiva di nuovo vicina a suo marito e un giorno ne parlò con Ivonne.
 " Sai, ho ritrovato con Louis, quell'amore che ci ha fatto sposare."
 " Come puoi dirmi che i tuoi sentimenti per tuo marito non sono cambiati? "
Rispose Ivonne che la guardava sempre più preoccupata.
Erano sedute in un bar, per un aperitivo.
 " Ti vedo sai, non sei più la stessa, tu stai fingendo." Continuò l'amica conoscendola molto bene.
 " E' la verità, io non ho mai smesso di amarlo. Peter é stato solo un intermezzo, anche se in due giorni mi ha dato molto di più di quanto mi abbia dato Louis in tutti questi anni, ma lui é mio marito, non posso abbandonarlo." " Dici così perchè sai di non potergli fare un torto e perchè credi nel matrimonio, ma
non fingere persino a te stessa, tu non sei felice." Quel pomeriggio Kelly fu tormentata dalle frasi della sua amica. E se fosse vero? Possibile che credeva così fortemente al suo matrimonio tanto da convincere se stessa che adesso andava tutto bene? Era amore o soltanto affetto? Suo marito era cambiato, da quel periodo di crisi che avevano attraversato. Si era accorto che la stava perdendo e il suo comportamento era più dolce, più gentile, come da tempo non era più. Ascoltava attentamente ogni sua parola.
Adesso lui spiava e intuiva ogni suo piccolo cambiamento d'umore e questo a lei faceva
piacere, si sentiva nuovamente amata. Louis un giorno le aveva detto che considerava scontato che lei esistesse sempre nella sua vita, e che non aveva considerato la possibilità di poterla perdere ed é per
questo che il loro sentimento era diventato più opaco, si era intiepidito il suo desiderio nei confronti della moglie, ma tutto ciò si era risvegliato con l'allontanamento di Kelly. Lui aveva riflettuto sul fatto che un rapporto deve essere coltivato e arricchito giorno dopo giorno. Così si era reso conto di non aver curato e nutrito il loro amore. Aveva riconosciuto che Kelly per molto tempo aveva cercato di rendere il loro legame
sempre più profondo. Ma il suo disinteressamento aveva smorzato i suoi slanci. Ora Kelly si chiedeva:
 " Ma tutto ciò é arrivato in tempo? O forse é già troppo tardi! " Quella sera Kelly cadde in uno stato d'angoscia. Certo che la sua amica le aveva confuso le idee. Ma sapeva che in fondo aveva un pò di ragione. Lei aveva raggiunto la tranquillità e credeva di tornare all'amore di un tempo, ma non era così perchè lei e Louis conoscevano soltanto quella parte che si manifestava attraverso il vivere quotidiano, ma non era veramente riuscita a svelare interamente il segreto delle proprie intime emozioni. Soltanto con Peter era riuscita ad essere se stessa e quindi esternare quello che lei voleva dall'amore. Quando arrivò Louis, notò che sua moglie era diversa. Per un attimo nei suoi occhi vide un'espressione che non riusciva a decifrare. Ebbe l'impressione che volesse dirgli qualcosa, ma Kelly gli sorrise dandogli un bacio leggero sulla guancia, era ovvio che quel sorriso le costava fatica ma non voleva turbare suo marito con i suoi pensieri. Entrò in bagno per fare una doccia e soprattutto per non far notare a Louis il suo turbamento. Sotto il getto dell'acqua Kelly ripassava la sua vita con Louis, all'inizio si sono amati per molti anni, prima con grande passione ed entusiasmo, in seguito con dolce quiete come in un porto sicuro, poi lei incontra un altro e riscopre l'amore, ritorna a vivere, ma vuole ancora bene a suo marito e deve quindi tenere a bada
quella passione. Uscì dalla doccia e, rivestendosi in fretta, raggiunse suo marito in soggiorno dove stava
guardando la televisione. Si sedette accanto a lui, suo marito l'attirò a sè e le propose di andare a mangiare una pizza. Un pizza, era l'ideale per non essere costretta a fingere uno stato d'animo che
non provava. Così in un luogo pubblico era molto più facile mostrarsi a lui disinvolta. Accettò d'istinto.
Andò in camera da letto per prepararsi, lui la raggiunse.  " Perché non indossi quel vestito nero, che ti dona molto! "Le disse mentre Kelly, davanti all'armadio aperto, era indecisa su cosa indossare.
Lei tentennò, poi sfilò il vestito dall'armadio e si vestì. Anche Louis fece una rapida doccia, si vestì e uscirono di casa. In macchina Kelly guardava il volto di suo marito e pensava che il passato per lei era
molto forte, forse più del presente, ed era forse per questo che lei non riusciva a lasciarlo, non era giusto che lei dimenticasse tutto quello che aveva costruito con lui, non poteva cancellarlo.
Arrivati al ristorante, parcheggiarono e scesero dalla macchina. Louis guardò l'orologio e, vedendo che era ancora presto, chiese a Kelly:" Preferisci che facciamo quattro passi o che andiamo direttamente a mangiare?"  " Sì d’accordo, passeggiamo, se per te va bene. Ho talmente poche occasioni per
passeggiare e respirare un pò all'aria aperta..." " Sì certo, passeggiamo." Rispose lui.
Nonostante l'aria fredda, era bello camminare e rilassarsi un pò. Si sentiva molto tesa e
percepiva ogni nervo del proprio corpo, con una tensione quasi dolorosa. Era bellissima, con quel suo vestito nero, Louis la guardava e si domandava perchè era così triste.
Fermandosi accese una sigaretta, ne aspirò una lunga boccata, non sapeva cosa dire, dentro
di sè era arrabbiato, per quei cambiamenti di sua moglie, aveva paura a farle
" quella domanda " che lo torturava ormai da parecchio tempo, aveva
paura che se avesse parlato, l'avrebbe persa. Erano rimasti per molto tempo fermi nel buio di quel viale.
Lei, con espressione interrogativa, aspettava che suo marito le chiedesse qualcosa perchè si era fermato di scatto. Lui continuava a guardarla, ad un tratto, buttando la sigaretta nervosamente, le aveva preso
il viso tra le mani, a lei quasi veniva da piangere e, con una voce che non gli aveva mai sentito, perchè mai lo aveva visto piangere, le aveva detto: " Chi è lui?  Ma non era una domanda, solo il bisogno di farle sapere che aveva capito e forse non voleva nemmeno una risposta. Ma non era una domanda, solo il bisogno di farle sapere che aveva capito e forse non voleva nemmeno una risposta. Era sul punto di dirgli tutto, ma gli occhi di Louis, colmi di lacrime la fermarono e, rassicurandolo, gli aveva risposto:  " Non dire sciocchezze, come può esserci un altro, se sto sempre con te."Lui ebbe un sospiro di sollievo, anche se non ci credeva del tutto, nutriva una speranza che fosse vero e così l'aveva stretta forte a sè, ripetendo più volte il suo nome e pentendosi di averla trascurata negli ultimi anni, sapeva che la colpa era sua, ma voleva rimediare, anche se in parte l'aveva perduta, questo lo sentiva; ricacciò via quei pensieri, stringendola sempre di più.


Lei lo abbracciava, per rassicurarlo, anche se avrebbe voluto svincolarsi da quelle braccia, da quelle mani che l'accarezzavano senza farla tremare più. Non riusciva a capire se stessa, eppure c'erano momenti che riusciva ad abbandonarsi a suo marito, altri che le era del tutto indifferente. Ma come poteva provare questi cambiamenti, che le rendevano difficile la convivenza con suo marito? Non pensava più a Peter, ma questo non toglieva il fatto che lei si sentiva sola. Aver conosciuto Peter le aveva fatto capire che l'amore per suo marito era forse finito? Lei non era triste per la mancanza di quell'amore che aveva vissuto come un sogno, ma lo era perchè non si sentiva più appagata con suo marito. L'incontro con Peter l'aveva fatta maturare,
non era pentita di quello che aveva scoperto con lui. Quella sera lei era così disperata, e forse non era un caso che lui fosse lì, in quello stesso albergo, era stato il destino a farglielo incontrare. Quella sera lei
si addormentò con il pensiero di Peter, lui non immaginava quanto l'aveva aiutata, in quei giorni passati insieme. Sognò sua nonna, il suo viso le sorrideva, ma ad un tratto, dal viso di sua nonna, si sovrapponeva quello di Peter, ed entrambi le sorridevano. Si svegliò di soprassalto, non capiva il perchè di quel sogno, che significato aveva? Rimase a ricordare il viso di sua nonna, confuso a quello di Peter, non capiva perchè
adesso sua nonna le sorrideva, cosa voleva dirle? e perchè il viso di Peter si alternava a quello di sua nonna?
Rimase turbata, si alzò e accese una sigaretta, andò in soggiorno e prese un vecchio album, dove c'erano le foto di sua nonna. " Oh nonnina mia, cosa mi vuoi dire? "  Nel silenzio della notte, sentiva forte la presenza di sua nonna, e stranamente le dava una sensazione di pace interiore, posò l'album, spense la sigaretta e tornò a letto. Suo marito dormiva e cercò di fare piano, spense la luce e si addormentò.  La sognò ancora, e questa volta le sussurrò qualcosa, ma la sua voce si sentiva molto lontana, cercò di capire, si avvicinò di più a lei, adesso era lì che le accarezzava i capelli. Kelly si sentiva protetta e nel sonno chiese: " Nonna ho bisogno di te, non mi lasciare più." La nonna sorrise e rispose: " Qualcuno ti darà la felicità, forse tu l'hai già trovato." E così dicendo le diede un bacio e andò via. Kelly, la mattina dopo, si svegliò serena. Adesso era sicura che sua nonna non l'aveva abbandonata. Pensava alle sue parole, ma non capiva il suo messaggio.
Lo sapeva che i sogni sono solo sogni, e non credeva nemmeno alle premonizioni, però lei si sentiva bene, e non sapeva il perchè. Quella mattina, quando aveva fatto colazione, aveva mangiato con gusto, consapevole ad un tratto di essere affamata. Lo stato di grazia in cui si trovava, le aveva fatto tornare l'appetito.
Uscì di casa per andare in ufficio. Lungo la strada, in auto, la radio trasmetteva una canzone trascinante, una melodia euforica. Si accese una sigaretta e alzò il volume. Si sentiva riposa e molto più serena, e  pronta ad affrontare una giornata di lavoro. Infatti la giornata andò bene e si sentì gratificata ritrovando la stima di se stessa. Kelly spense il computer e si diresse verso casa. In macchina pensava ad una serata particolare con Louis, era parecchio che non passavano una serata piena d'amore. Pensava a sua nonna che le aveva detto che l'amore l'aveva accanto: " Era forse questo il suo messaggio ", doveva pensare di più a suo marito.
Guardava lontano e pensava che nessuno mai avrebbe potuto prendere il posto di suo marito; chissà, forse non se ne sarebbe resa conto senza l'intervento di quel sogno, di sua nonna.
La nonna, quanto bene le aveva voluto. Non credeva ancora di averla perduta. Era stata come una mamma per lei, aveva perduto i suoi genitori in un incidente d'auto. Quindi fu la nonna a prendersi cura di lei quando aveva appena sette anni, lei, i genitori non se li ricordava nemmeno, ed era la nonna il suo punto di riferimento. Non credeva di perderla, anche perchè quando si ama davvero qualcuno il più delle volte si
tende a comportarsi come se fosse immortale. Si dà per scontato che per quella persona non arrivi mai la fine. E' il troppo amore che induce a respingere questo pensiero. Ma per lei, sua nonna non smetteva di esistere perchè sarebbe stata sempre nel suo cuore. Una volta a casa, si immerse nella vasca da bagno, lasciando che la schiuma l'avvolgesse tutta. Aveva programmato una serata piena d'amore con Louis, questo le avrebbe dato la possibilità di pensare solo a loro due e di recuperare il tempo perduto.
Anche se dentro non si sentiva completamente convinta, era comunque determinata a fare del suo
meglio, in nome dell'affetto che la univa a lui. Si asciugò i capelli, poi indossò qualcosa di provocante e si sdraiò nel letto ad aspettarlo. Il cuore le batteva all'impazzata, era eccitata all'idea di passare una serata d'amore con Louis e questo le faceva bene. Correva alla finestra ogni volta che sentiva avvicinarsi un auto.
E quando arrivò, fu una sorpresa per lui. Le si avvicinò e la guardò negli occhi. " Baciami Louis, ti prego."
Aveva bisogno di verificare quello che provava nei suoi confronti. " Sto sognando..." ,sussurrò Louis.
Le loro bocche si unirono e fu come se una scarica elettrica colpisse entrambi all'improvviso.
La fece alzare e l'attirò a sè, divorandola di baci e accarezzandola attraverso il tessuto sottile della camicia da notte. Il suo corpo si schiacciava prepotente e virile contro quello di lei. Le loro labbra si incontrarono ancora nell'oscurita, si abbracciarono stretti finchè il tutto si trasformò in amore. Improvvisamente Kelly sentì il bisogno di far parte l'uno dell'altra. E quando la loro unione li portò alla vetta del piacere, la donna capì che quello era il suo posto nella vita. Assaporando la totalità della felicità che scaldava il suo cuore.
 " E' bello credere ancora all'amore. Ed io stanotte voglio che sia così."
Chiuse gli occhi e appoggiò la testa nel torace di Louis, aspirò l'odore che emanava lui.
Louis la stringeva a sè, aderendosi a lei sempre di più. Gli parve piccola, quasi una ragazzina, Kelly aveva la qualità di sembrare giovane, lo sguardo innocente con cui a volte lo guardava, con quei suoi occhi dorati.
Come se avesse percepito i suoi pensieri, Kelly alzò lo sguardo su di lui: c'era sensualità, desiderio sfrenato, sicurezza di se stessa. Louis la osservava, un momento prima gli era parsa una bambina che proteggeva fra le sue braccia, adesso con quel modo di guardarlo era una donna istintiva e superba, ma con quella piccola ingenuità che lo affascinavano e lo eccitavano ancora di più. " Ti amo da morire, Kelly." Sussurrò Louis.
 " Anch'io." Rispose la donna e in quel momento era sincera.  " Kelly, speravo ancora che tu mi amassi così." Disse l'uomo, stringendola forte a sè. Kelly si abbandonò a quell'abbraccio, allora Louis si avvicinò alle sue labbra e la baciò con passione, la sentì rispondere con un'intensità della quale non la credeva più capace.
La settimana che seguì, Kelly non riusciva a descrivere ancora una volta i sentimenti contrastanti che si agitavano in lei: un momento desiderava Louis al punto che quando andava al lavoro, voleva stare ancora con lui e in quegli attimi era la sua ragione di vita. Poi improvvisamente i suoi sentimenti cambiavano. Non riusciva a risolvere quel mistero o forse neanche voleva farlo.  Almeno il suo lavoro di segretaria procedeva bene, nonostante i suoi sbalzi d'umore. Nel frattempo Peter non la perdeva d'occhio. Una sera la
vide andare in discoteca, la seguì ed entrò pure lui. Sedette in un angolo buio, lei non l'aveva visto anche se erano quasi vicini. Ad un certo punto si alzarono per ballare. Louis cingeva la vita a Kelly, lei sembrò
girarsi nella sua direzione, istintivamente Peter si trasse indietro per non farsi scorgere. Per fortuna lei
non si accorse della sua presenza. Vide Kelly abbracciare forte suo marito, Peter studiava il suo comportamento, lei appariva innamorata di Louis. Il sorriso di Kelly, quegli occhi incantati a quelli di lui.
Un lampo d'ira, di umiliazione, di dolore stava per soffocarlo, d'istinto corse verso l'uscita. Prima di infilare la porta si voltò: Kelly lo aveva finalmente visto e lo stava fissando stupita, a bocca aperta, troppo sorpresa per reagire. Per un istante i loro sguardi s'incontrarono, poi lui si girò di scatto e scappò via fuori, s'infilò in auto, accelerando al massimo, finchè non svanì del tutto, disperato. Intanto Kelly era rimasta pietrificata, stava per corrergli dietro, ma tornando in sè frenò il suo istinto. Per un istante i loro sguardi s'incontrarono, poi lui si girò di scatto e scappò via fuori, s'infilò in auto, accelerando al massimo, finchè non svanì del tutto,
disperato. Intanto Kelly era rimasta pietrificata, stava per corrergli dietro, ma tornando in sè frenò
il suo istinto. " Kelly!" Esclamò Louis vedendo il suo comportamento. "Scusami Louis, ho avuto un capogiro...." e tornò al suo tavolo turbata. " La mia storia è finita, morta." - Pensò Peter, mentre guidava come un pazzo nel cuore della notte.- " Forse proprio perchè era stata troppo bella." A questo punto,
decise di partire e tornare di nuovo nella sua città. Arrivato a casa preparò le sue cose, l'indomani avrebbe chiesto trasferimento. Sdraiato nel letto, pensava alla sua storia, d'improvviso, trovò tutto così assurdo, dentro di lui quel senso doloroso di infelicità e smarrimento, il vuoto che era seguito a quell'orribile serata: Kelly abbracciata forte a suo marito; si sentiva colmo di una rabbia frustrata, tormentato da un sordo dolore: ne era sicuro, ormai l'aveva perduta. Perduta ancora prima di averla. Lui che l'amava così tanto, lui che l'aveva amata sempre. Voleva urlarle il suo amore, gliel'avrebbe portata via, questo era il suo scopo, mentre gli occhi gli si riempirono di lacrime, ma come poteva farlo, se lei si era dimostrata così innamorata di suo marito. Si! Partire era la cosa migliore, poi il destino avrebbe deciso. Kelly con la scusa del capogiro, tornò a casa. Ma anche quando si era ritrovata a casa, il ricordo di quell'incontro aveva continuato a turbarla.
Louis le si era avvicinato, le aveva preso il viso tra le mani e l'aveva fissata negli occhi.
 " Che cosa é successo, Kelly? " - Le aveva chiesto. - " Mi sembri turbata. Vuoi parlarmene? "
 " Non è successo niente." - Si era affrettata a rispondere. - " Niente di cui tu ti debba preoccupare."
Lo aveva abbracciato e da quel momento tutto sembrava tornare come prima. Eppure qualcosa si era incrinato tra loro. Si era creata una tensione, leggera ma percepibile. Più di una volta, Louis aveva sorpreso Kelly con lo sguardo malinconico. Kelly invece aveva voglia di dimenticare quell'incontro breve.
Era evidente che l'incontro con Peter l'aveva turbata più di quanto volesse ammettere. Dopo un anno credeva di averlo dimenticato, senza sentirlo, vederlo.  Ma rivederlo, invece era stato come ricevere un colpo al cuore, non poteva negarlo, così come non poteva negare che da quel momento non aveva fatto altro che chiedersi se era giusto rivelare a Louis la verità, ma a quel punto sarebbe servito soltanto a sconvolgere il loro matrimonio. Quella notte Kelly fu assalita dai ricordi di quei due giorni. Pensava a Peter e si chiedeva come aveva fatto a trovarla! Una sottile disperazione le scompigliava sentimenti e pensieri.
Louis, sentendola sveglia, accese la luce e rimase a guardarla, con la schiena appoggiata al letto.
 " Allora? " - Domandò in tono brusco. - " Ho capito che c'é qualcosa di strano, non sono tanto stupido sai! "
E continuando con voce stanca: " Ti sei innamorata, vero? Tu vuoi lasciarmi..." " No!
" - Rispose Kelly. - " No! " Continuò. " Lo so che non mi ami più...." disse lui, come se non l'avesse sentita.
 " Ho sbagliato tutto." - Sussurrò piano. - " In un modo o nell'altro ho sempre sbagliato tutto con te! Se solo non fosse troppo tardi..." Era colpevole e lo stava ammettendo. Ma poteva un uomo accettare di perdere la sola donna al mondo che lo aveva amato tanto, per avere vissuto da cieco un amore meraviglioso come quello? Ripercorse gli ultimi anni della loro vita e si rese conto di non aver curato e nutrito il loro amore, era doloroso riconoscere che invece Kelly, per molto tempo aveva fatto la sua parte, aveva cercato di rendere il loro legame sempre più profondo. La sua tiepidezza e il suo disinteresse l'avevano poi allontanata da lui. Adesso era più facile capire il suo comportamento. A pensarci ora, nel lento fluire del tempo in quella notte che sembrava eterna, adesso tutto quello che voleva dalla vita era l'amore di Kelly, riavere per lui il suo sorriso, recuperare il loro rapporto senza quegli alti e bassi che si alternavano nel comportamento di
Kelly. Improvvisamente ogni altra cosa perdeva importanza, mentre angoscia e dolore si dilagavano
dentro. L'uomo sentì una morsa serrargli il cuore, e se fosse veramente innamorata?
Gli sembrò di annaspare in una grande disperazione. Tornò ancora indietro con il tempo, aveva cominciato a fare carriera, era sempre più impegnato e la sera era troppo stanco per ascoltare i suoi problemi, e se si
lamentava perchè la lasciava troppo sola, lui si irritava, troppo preso da se stesso. Avevano così cominciato a litigare per questo e poi, alla fine non avevano litigato più. Così fra loro due era subentrato il silenzio.
Forse se lui fosse stato più sensibile, tutto sarebbe stato più facile. Adesso l'amava disperatamente e la rivoleva. Forse per questo, aveva incontrato qualcuno che aveva catturato il suo interesse.
Adesso con lo sguardo perso nel vuoto, Louis pensò ad un altro episodio, quando una mattina
si stava preparando per andare in ufficio, Kelly gli chiese se fosse soddisfatto della loro intesa, ma lui non volle neppure ascoltarla, le aveva risposto in modo sbrigativo:  " Tesoro accade a tutti, col tempo di non provare più il trasporto di una volta."  " Ma Louis, non ti accorgi che non esiste più quell'intesa che c'era fra di noi? " Aveva protestato lei.  " Noi abbiamo un matrimonio che molti vorrebbero avere, non rovinare tutto. Sì, ci sono degli alti e bassi, ma é normale in una coppia." Aveva replicato l'uomo e, senza fare caso alla sua solitudine, l'aveva salutata con un bacio ed era andato via. Aveva sicuramente fatto del male a Kelly e l'aveva perduta, questo lo faceva soffrire enormemente, perchè aveva bisogno di lei. Peter, chiuse gli occhi e scosse la testa, come se ciò potesse aiutarlo a scacciar via quel pensiero doloroso. Doveva distrarsi, pensare ad altro, se si fosse lasciato andare ai ricordi, avrebbe finito per agitarsi. Di ritorno nella sua città, aveva affittato un monolocale. Arrivato lì, si sentì molto solo. No. Non doveva pensare a lei. Doveva resistere.
" Malato d'amore." Quante volte ne aveva sentito parlare e non lo credeva possibile. Ma era così: finchè non si prova sulla propria pelle, non si riesce a crederci. E ora era triste. Quella notte Peter si addormentò con molta difficoltà. Si era allontanato per sempre da lei, tornava alla sua grigia quotidianità. Di nuovo nella sua città, con il lavoro in ufficio, con tutto il grigiore che lo attanagliava senza scampo. Il tempo passava, ogni giorno spariva in quello successivo, le ore lente, monotone nel lavoro e l'inutile scorrere del tempo, quando niente riesce a consolarti, farti sentire vivo. I giorni che seguirono furono fra lavoro,casa, casa,lavoro.
Ma una sera, la ditta per cui lavorava Peter, dette un piccolo party, per tutti i suoi collaboratori.
Si ritrovò in una bella villa di campagna, affittata per l'occasione. Fu lì che gli presentarono Susie, una ragazza alta e slanciata. Indossava un vestito rosso molto corto, aveva capelli neri raccolti alla nuca da una grossa treccia. Peter, dopo aver scambiato qualche frase di cortesia, con una scusa si era allontanato da
lei. Susie rimase colpita da quell'uomo, lo vedeva perso nei suoi pensieri, ora messo in disparte; pur non conoscendolo, le sembrava di capire che quell'uomo stesse soffrendo, in un modo quasi intollerabile.
Chiuso nel suo mondo, non sapeva come fare per riportarlo alla realtà. Quella realtà di cui adesso lei faceva parte, anche se lui la ignorava… CONTINUA

 




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