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TU NEL MIO DESTINO di Santina Bombaci - 2e3 parte


di Giusy Carbonaro

Carissimi,

Eccovi la seconda e la terza parte del  romanzo d’amore della brava scrittrice siciliana, Santina Bombaci.
Una storia sempre più appassionante.       

      Per Louis la loro storia era davvero la migliore delle vite possibili? Eppure una volta erano inseparabili.
Si erano conosciuti all'università e si erano subito amati. Per Kelly era stato il suo primo amore ed era completamente presa da lui. La prima volta fecero l'amore in una maniera dolce e appassionata, tra le lenzuola del suo letto, abbracciata al suo corpo aveva raggiunto velocemente un piacere inebriante; sentiva il corpo di Louis vibrare come non mai, ed era caduto In una passione irrefrenabile, perdendo il senso del tempo, della ragione. Louis era felice come lei, lo si vedeva dai suoi occhi; lo sentiva da come l'accarezzava, dalla sua bollente forza giovane che rovesciava su Kelly, percuotendo ogni fibra del suo corpo. Poi volle ricominciare di nuovo, e questa volta avvenne tutto con più calma, con studiata lentezza, ma fu ancora bello, forse di più. Kelly era felice in quel momento, l'universo stesso si era ristretto in quella stanza, su quel letto.
         Viveva un emozione così travolgente, coinvolgente. Lo amava per quello che era, per ogni gesto che faceva, per ogni sua risata e parola. Come avrebbe fatto a vivere senza di lui? Si rese così conto che il suo cuore era a pezzi. Aveva amato moltissimo suo marito e pensava che potesse bastarle quello che le dava. Non aveva mai chiesto nulla. Pensò ad un tratto alla sua dolcissima nonna che non c'era più da qualche mese.
        Quando morì aveva capito di aver perso l'unica persona che credeva in lei. Le voleva bene sul serio, le era rimasta nel cuore quasi come la fata delle favole. Sapeva essere comprensiva e dolce e riusciva a capirla al volo. Il periodo vissuto con lei é avvolto quasi da una nebbia dentro la quale si trovava la parte migliore
della sua bellissima infanzia. Ai funerali della nonna, Kelly singhiozzò disperatamente; lei sapeva che senza sua nonna sarebbe stato tutto più difficile. Adesso quella nonna era il suo Angelo azzurro che sognava ogni notte, regalandole un senso di pace e di conforto. La sera che conobbe Peter ebbe la stessa sensazione di conforto, e il suo sguardo sembrava leggerle dentro come se la conoscesse intimamente, percependo su quell'uomo che non le avrebbe fatto mai del male.  "Scusami, posso offrirti qualcosa al bar? " chiese lui.
       " Grazie, un aperitivo! " fu la risposta di lei. Prendendola sottobraccio l'accompagnò al bar. Si ritrovarono a parlare della loro vita e fu un'immediata sintonia. Per Kelly fu facile aprirsi con quell'uomo, parlargli del suo lavoro, della perdita di sua nonna, delle sue ambizioni e delle sue frustrazioni. Erano subito arrivati al cuore dei problemi o forse era meglio dire che si erano subito parlati con il cuore. Decisero di continuare il discorso in camera. Quando furono dentro, lui si avvicinò e con naturalezza l'abbracciò. Kelly si staccò da quell'abbraccio, come se quel contatto le facesse male o la imbarazzasse. Peter provò uno struggente senso di perdita. Il suo calore, il profumo dei suoi lunghi capelli biondi gli parvero l'unica cosa importante in quel momento, ma lei represse l'irresistibile impulso di stringersi ancora di più a lui. Fuori il temporale non cessava, il cielo ancora nero era attraversato da lampi e il susseguirsi del tuono fece sussultare Kelly .
          " Perché sei così terrorizzata, qualcuno ti ha fatto del male? " Kelly gli voltò le spalle, senza rispondere. Peter provò un disperato desiderio di proteggerla, di cancellare dai suoi stupendi occhi quell'ombra di paura.
          Quella donna, sconosciuta, così bella, irruente che sembrava offrirsi e subito dopo si negava bruscamente era un affascinante enigma. Si accorse che tremava pure lui e si avvicinò alla donna, cominciò a sfiorarle le labbra con dolcezza, lentamente, come se avesse paura di sciupare quel dolcissimo momento. Kelly non lo respinse: era inutile negare l'attrazione che provava per lui, sentiva le sue braccia intorno a se, il suo respiro, e le pareva di essere al sicuro. Come due naufraghi che cercavano conforto aggrappandosi l'una all'altro.
Si strinsero nel calore rassicurante di un abbraccio dove credevano di trovare un pò di sollievo alla solitudine.
         Peter cercò ancora la sua bocca, sfiorandole il volto con le mani, sentiva un desiderio prepotente di lei che lo colpì all'improvviso. Affondò il viso nei suoi capelli e ne aspirò il fresco profumo. Le sue labbra si impadronirono ancora di quelli di Kelly con impaziente tenerezza, ripetendo più volte il suo nome e dicendo che aveva bisogno di lei. Le mani di Kelly si intrecciarono intorno alla nuca di Peter, poi scesero ad accarezzargli il corpo, esplorandolo centimetro dopo centimetro; con un gemito Peter si lasciò scivolare sul letto sopra di lei. Lentamente i suoi baci divennero più insistenti e passionali. Scivolarono sul tappeto, gambe
e braccia erano aggrovigliate, liberandosi freneticamente dei vestiti. " Ti amo tesoro, ti amo così tanto...." mormorò Peter. " Ti amo anch'io...." rispose dolcemente lei.
       " Ho bisogno di vederti ancora, ne ho tanto bisogno. Non ho mai incontrato una donna come te, non posso perderti ora che ti ho conosciuto, non riuscirei mai a dimenticarti." Kelly chiuse gli occhi e una lacrima le rigò il viso " Cos'è che ti fa piangere? "  " Non è niente " rispose lei. " E' stato solo un attimo di malinconia."
       La sua mano strinse quella di Kelly. Quando si era così felice si viveva un momento di struggimento. Kelly si strinse ancora più forte a lui. Le sembrava di vivere un momento magico, mentre le calde braccia di lui la stringevano in un abbraccio che sembrava non volesse mai finire; e lei, dopo tanti anni di solitudine, si sentì protetta e sicura, donna e  bambina; Kelly lo stringeva forte a se, aspirava l'eccitante odore di lui." Questa pelle ha un sapore inebriante” pensò, per troppo tempo ho aspettato un uomo così! " E ricominciarono ancora a fare l'amore, affamati e insaziabili non si stancavano mai di accarezzarsi e di baciarsi. Peter l'amò in tutti i modi possibili e si trovò a imparare tanto da lei prendendo ogni volta qualcosa di nuovo. " Non potrò mai fare a meno di te, Kelly. " Ed io, mai più nella vita potrò amare così. Non riuscirei con nessuno ad essere come sono stata stanotte, se non con te. "
       Kelly chiuse gli occhi e Peter, incantato da quella visione, pensò: " Dio non me la togliere, ti prego non portarmela via. E' la mia stessa anima, fa che sia mia, per sempre! " Kelly, come nel sentire i suoi pensieri, l'abbracciò, le sue mani lo toccarono,ora dolcemente, ora stringendolo fino a graffiargli le spalle, mentre la sua bocca si offriva ai baci di lui che sembrava volerla consumare. La bocca di Peter affondava il collo di lei quasi a non respirare, dopo Kelly sentì un meraviglioso senso di liberazione facendola urlare. Continuarono  stanchi e spossati ad accarezzarsi ancora, quei due corpi abbandonati e i lunghi capelli biondi di Kelly erano sparsi sul corpo di lui. Così all'alba si addormentarono abbracciati. Verso mezzogiorno, tra la veglia e il sonno, Kelly si stava svegliando, tornando così alla realtà, girando la testa, accanto a lei osservò Peter che dormiva ancora. Chiuse gli occhi e cercò di rivivere la notte precedente. Non riusciva ad alzarsi anche se
doveva avvertire al lavoro per l'appuntamento mancato dovuto al contrattempo della sera prima.
Stava per alzarsi sebbene controvoglia, quando la mano di Peter la sfiorò, trattenendola ancora a letto.
        " Dove vai, non andare via! " " E' tardi, devo fare una telefonata.  " No, aspetta." quasi la implorò.
Peter poi la prese tra le braccia e se la strinse forte a sè, baciandola nuovamente, Kelly non ebbe più la forza di alzarsi e si abbandonò a quell'abbraccio, aderendosi sempre più forte a lui. Peter, quasi con disperazione, la stringeva, come se qualcuno volesse portargliela via; lei si staccò a malincuore da quell'abbraccio, ormai s'era fatto tardi, giusto il tempo per una doccia. Quando fu sotto il getto dell'acqua, lui la raggiunse. Quell'acqua calda che scorreva lungo la schiena di Kelly, le provocò dei brividi di piacere. Lui la osservava, Kelly aveva gli occhi chiusi e quando li riaprì vide Peter che la stava fissando. Un espressione incantata era dipinta sul viso di lui, provocando in lei un leggero imbarazzo. " Perché sei arrossita? Non ti vergognare delle tue sensazioni! Non lo fare, non con me almeno. Sii sempre te stessa. "Kelly sorrise,e con un gesto repentino prese l'asciugamano e lo avvolse intorno al suo corpo. Lui l'aiutò ad asciugarsi, affondando il suo sguardo negli occhi dorati di lei. Peter se ne era perdutamente innamorato. Kelly pensava a quella notte, come quell'uomo sconosciuto le aveva fatto vivere quei momenti così felici, e non sapeva trovare le parole giuste per esprimergli quello che provava anche perchè tutto era successo in pochissimo tempo. Un filo di malinconia la invase." Non ti conosco neppure " mormorò sotto l'assalto dei suoi baci."
       Imparerai a conoscermi. Adesso ti basta sapere che ti desidero come non ho mai desiderato nessuna donna. Non sto scherzando. " Il suo tocco la fece vibrare e capì in quel momento che da parte di Peter non si trattava di un'avventura. Lo intuì dal modo in cui portò il suo corpo al massimo dell'eccitazione e poi la possedette con passione ma anche con tenero rispetto. Kelly, dopo essersi vestita, chiamò Ivonne, la sua collega e migliore amica, le raccontò tutto, informandola che si sarebbe fermata un altro giorno. Il loro rapporto si stava facendo sempre più profondo. Rimasero in silenzio, Kelly sentì la necessità di indagare nei suoi sentimenti nei confronti del marito, prima di incontrare Peter riteneva il suo matrimonio come   tanti, sebbene le vertigini dei primi tempi erano ormai un ricordo, anche se consapevole che la passione non duri in eterno, nonostante il motivo per cui lei si trovava lì, era appunto per una crisi matrimoniale.
nonostante il motivo per cui lei si trovava lì, era appunto per una crisi matrimoniale. Non aveva
niente da rimproverargli, ma l'amore che aveva provato per lui, piano piano, senza che se ne accorgesse, era svanito. La passione, lo slancio, la gioia di stare insieme, tutto questo non c'era più. Kelly si sentiva terribilmente vuota. Che cosa avrebbe potuto fare ora che tutto le era chiaro? La sua vita le sembrava priva di significato. Ma non poteva lasciare Louis, le aveva dato tanto, non riusciva a infliggergli quello che per lui sarebbe stata una pugnalata. Con la morte nel cuore si disse che doveva accontentarsi della bellissima, appassionata e dolce storia d'amore vissuta e tornare al fianco di Louis. Peter si avvicinò a Kelly, la prese tra le braccia e le baciò delicatamente la fronte, poi la guancia, poi scese lungo il collo." Peter..." mormorò con un filo di voce. Peter si fermò e la guardò negli occhi. Le prese le mani e gliele baciò. " Kelly,io ti amo, non ho mai provato un sentimento così forte, ti prego non mi escludere dalla tua vita! "  " Peter io...." Lui le baciò ancora le labbra. " Non dire niente adesso... non ancora. "
          Lei gli prese il viso tra le mani. Lo attirò a sè, baciandolo dolcemente. Lo strinse e rimasero abbracciati a lungo. " Rivivo ogni attimo che ci ha unito: una stupenda notte e una mattina tanto meravigliosa, mai mi sono sentito così..." " Così completo e appagato, ma allo stesso tempo felice e infelice."  " Kelly
ho paura di perderti, sento un nodo alla gola, é successo tutto così all'improvviso, inaspettatamente."
 " Beh, non ti fare troppe domande, goditi questo momento Peter." Andarono a pranzare insieme, e intanto scoprivano di avere tante cose in comune, lui le disse che non si era mai sentito amato da nessuno, che aveva bisogno di una donna come lei. Si era sentito sempre solo e la sua vita era vuota.
Un matrimonio alle spalle fallito, perchè non era riuscito ad amare sua moglie, anche perché lei non aveva capito in che modo doveva amarlo. Sua moglie con il pretesto di una lite se n'era andata via, gridandogli che non era più felice con lui, che non voleva fargli da madre, perchè lui, aveva bisogno di una donna che lo guidasse, che gli insegnasse cos'é l'amore. Ma aveva capito anche che questa breve storia d'amore con Kelly, era stato il suo primo vero amore e che quello che c'era stato con sua moglie era soltanto bisogno
d'affetto, che poi alla fine non aveva trovato. " Il mio destino sei tu Kelly..." Le aveva detto con gli occhi colmi di lacrime e con la paura che tutto questo stesse per finire. Questa consapevolezza guidava i suoi gesti appassionati e con grande tenerezza, nei confronti di Kelly. Il volto triste di Peter contagiò Kelly, ma subito dopo si riscosse, non voleva sciupare quella giornata tanto bella. Peter prese la mano di Kelly e, con voce tremante, disse: " La nostra storia é appena cominciata e dovrei accettare che é già finita? Non mi so rassegnare, devo ancora rivederti." Kelly si sentiva confusa, scrutò tutto il suo viso per ricordarlo poi quando sarebbe stata sola, e avrebbe ripensato alla dolcissima intimità di quei momenti. Neanch'io vorrei andarmene, e vorrei tanto rivederti. Perchè le cose belle devono finire così presto? " " Ti mancherò Kelly? "
 " Oh Peter! Già mi manchi...! " Una lacrima scese sul viso di Peter, e con gli occhi bassi si alzò dal tavolo per invitare Kelly a una passeggiata sulla spiaggia. Camminarono a lungo sul bagnasciuga, a piedi nudi con la sabbia bagnata, e l'acqua che le arrivava dolcemente alle caviglie. Mano nella mano, restarono qualche istante in silenzio, era una serata stupenda. Kelly pensava a cosa doveva fare, se lasciare Louis e vivere
con i sensi di colpa. Ma come si faceva a mandare all'aria un matrimonio per un uomo che si conosceva appena?  " A cosa stai pensando? " La voce di Peter la distolse dai suoi pensieri. " Il tuo volto si é oscurato improvvisamente."  " Va tutto bene, non ti preoccupare." Adesso Kelly era di nuovo allegra, chissà cosa l'aveva così turbata poco prima, pensò Peter. Forse il pensiero di suo marito? Una piccola fitta di gelosia colpì il cuore dell'uomo. Amava ancora suo marito? Il fatto che non nè volesse parlare lo preoccupava. Questi pensieri agitavano l'animo di Peter mentre si dirigevano verso la macchina. Durante la guida, Peter le
stringeva la mano, mentre Kelly, nervosamente si toccava i capelli arrotolandone una ciocca intorno al dito.
Pensava a come si era sentita viva dopo tanto tempo. Rimase a fissare il vuoto, mentre una mano le accarezzò le guance che erano bagnate di lacrime: aveva pianto senza accorgersene. Peter asciugò le sue lacrime e con disperazione la strinse forte a se. " Siamo arrivati, é la nostra ultima notte? " Adesso lei si sentì di nuovo sola, senza il suo amore sarebbe morta. Stava atrocemente male.  " Vieni qui accanto a me. " disse Kelly. Lui obbedì docilmente e quando fu vicino lo sentì tremare, così come tremava lei, trascinata dal desiderio, gli disse di rientrare in albergo, voleva fare l'amore. Il pensiero che la stava perdendo, tormentava. Come un ossessione: Kelly, per la quale lui avrebbe dato tutto se stesso. Quella donna ormai faceva parte della sua esistenza, e invece non le sarebbe mai appartenuta, perchè era sposata e amava suo marito. Ad un tratto si rese conto di avere gli occhi pieni di lacrime. Piangeva per amore, in quel momento la sofferenza gli parve intollerabile. " E' tutto assurdo " - si ripeteva lei - " non sono io questa sconosciuta,
io sono innamorata di Louis." Quando furono nella stanza, si sentirono catturati da una passione che sapeva d'infinito. Non ci fu bisogno di parole, il tempo di entrare in camera e il desiderio esplose con la violenza di un vulcano in eruzione, facendo l'amore fino allo sfinimento. " Ti prego Kelly, non lasciarmi, non posso perderti."  " Peter, sai che non sono libera." " Il tuo amore ha sbriciolato la mia falsa sicurezza, un'esistenza in cui pensavo che niente potesse scuotermi, mi sei entrata nel sangue e non potrei dimenticarti." " Non
voglio far soffrire Louis, tiene molto a me, anche se il nostro matrimonio é in crisi, io gli devo tutto." " Lo ami? " Kelly non rispose, il cuore le batteva forte,non lo sapeva più. " Il tuo silenzio dice tutto." "L'amore, anche il più grande, non dura all'infinito e quando finisce può lasciare ferite indelebili" Rispose Kelly, pensando al suo grande amore, alla sua storia con Louis che sentiva finita, morta. Forse proprio perchè era stata troppo bella. Avrebbe certo portato dentro di sè quel senso doloroso di infelicità e smarrimento. Ma il matrimonio era un impegno, una società in cui bisognava dividere il male come pure il bene. Ora toccava a lei essere forte, non voleva rischiare di perdere l'amore di Louis. Non riusciva a capire se amava ancora suo marito, ma non voleva rinunciare a lui per nulla al mondo. Doveva lottare per ritrovare l'amore perduto di un tempo, anche se Peter le aveva regalato due giorni di sogno e aveva riscoperto con lui un amore grande.
Sapeva che a casa, suo marito l'aspettava, il suo posto era lì, e quando sarebbe tornata, Louis avrebbe avuto davanti a sé una nuova moglie. Avrebbero affrontato insieme quel momento così vuoto, così brutto.
Come aveva potuto permettere che accadesse tutto ciò? Forse era stata la paura a farla
arrivare a quel punto…CONTINUA




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