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La scoperta del cioccolato


di Giusy Carbonaro

 LA SCOPERTA DEL CIOCCOLATO
di JAMES RUNCIE

Un romanzo d’amore e d’avventura, un viaggio nei desideri del cuore
e in quelli della gola.

Carissimi,

mettetevi comodi e rilassatevi, magari assaporando una barretta di cioccolato amaro,
che addolcisce e fa sognare, perche’ il libro che presento oggi lo propone, oserei dire lo pretende.
Due grandi fili conduttori lo animano: l’amore e il cioccolato.
Un viaggio intriso di storia e amore, pieno di scoperte e di sorprese, attraverso la narrazione
di importanti episodi storici che vengono presentati magistralmente dallo scrittore.
Ma il libro presenta anche una serie di personaggi, di cui molti effettivamente vissuti come
Hernan Cortes e  il marchese De Sade. Geniale l’inserimento all’interno del romanzo di Freud.
Se c’è una cosa che non si può dire su questo romanzo è che gli manchi l’originalità.
James Runcie infatti, mischia con sapienza storia, gusto e amore, ricreando cosi’ un
appassionante inseguimento che dura nei secoli. Far partire la narrazione con un evento storico
come la conquista del Messico da parte di Cortes e dei conquistadores è una cosa
       alquanto  eccellente. Nella storia viene ricreata l’epopea di questa conquista e narrato lo spaccato
       di una civiltà completamente diversa da quella europea con usi, costumi e modi di vivere totalmente
       inediti agli occhi degli spagnoli conquistatori. Ed e’ in questa conquista che compare anche quello
       che sarà uno degli ingredienti più apprezzati al mondo: ovvero il cioccolato.
       In tutto il romanzo si percepisce il legame che il protagonista crea tra questi due elementi.
       Per Diego la scoperta di questo sapore nuovo  e la conoscenza di Ignazia sono messi sullo stesso
       livello, ma è indubbio che nel proseguo della narrazione è proprio il cioccolato ad avere la parte
       maggiore perché in ogni luogo raggiunto dal nostro spagnolo apprenderemo nuovi modi
       per utilizzare questo ingrediente e nuove scoperte che lo riguardano. Infatti sara’ proprio Diego che
       involontariamente creera’  la prima torta Sacher. Runcie descrive questi episodi culinari in un modo
       eccellente che, anche il lettore più a dieta sentirà lo stomaco brontolare e l’acquolina farsi
       abbondante in bocca per il desiderio di poter assaggiare tali prelibatezze. Coinvolgente anche la
       continua ricerca da parte del protagonista della sua innamorata. Chi non cercherebbe di ritrovare
       il grande amore della sua vita? Sotto questa spinta emotiva alla fine della storia mi sono ritrovata
       a pensare: l’amore è una cosa meravigliosa ed è davvero fortunato chi trova la sua anima gemella.

La storia

Siamo a ridosso degli anni venti del XVI° secolo. Il Nuovo Mondo, scoperto da appena
una trentina d’anni, è divenuto una meta per spagnoli in cerca di avventura, guadagni o per
cominciare una nuova e più fortunata vita rispetto alle condizioni presenti nel
Vecchio Continente. A Diego de Godoy, gentiluomo spagnolo, mai sarebbe venuto in mente
di seguire questi uomini se non fosse per una promesse stipulata con la sua innamorata, Isabella.
Ella infatti, essendo di una classe sociale superiore, non poteva permettersi il fidanzamento
 con Diego, a meno che lui non le avesse portato qualcosa di inestimabile
 dal Nuovo Mondo, un qualcosa che solo lei avrebbe potuto sfoggiare e possedere.
Per nulla convinto, ma completamente irretito dalla bella Isabella, Diego parte così
 per il Nuovo Mondo e una volta giunto là, grazie alle sue doti di letterato, trova subito posto
come segretario al seguito della imminente spedizione organizzata da Herman Cortes.
 Obbiettivo dichiarato: esplorare le coste dello Yucatan e del Messico.
 Obbiettivo voluto da Cortes: riuscire a scovare un impero che si trovava nell’entroterra
 e che si diceva possedesse ricchezze inimmaginabili. Lo chiamavano l’impero degli Aztechi.
E così, nel 1519, la spedizione salpa da Cuba e si dirige verso le coste messicane.
 Diego assiste da questo momento ad una serie di avvenimenti di cui pochi altri uomini
 potranno fregiarsi. Partecipa a battaglie contro decine di migliaia di guerrieri aztechi,
assiste a terribili massacri compiuti dagli spagnoli, vede una civiltà completamente nuova
 per un europeo e un popolo dalle radici sociali, culturali e religiose assolutamente diverse da
 quelle conosciute. E infine giunge a Tenochtitlan, Città del Messico, la capitale
dell’impero azteco. E a Tenochtitlan, mentre Cortes si districava nei meandri della politica
 per cercare di prendere pacificamente il potere avendo tra le mani l’imperatore azteco
 Montezuma II, Diego conosce due cose che gli cambieranno la vita: il cioccolato ed Ignacia.
Il cioccolato pare al suo palato la quint’essenza del gusto, l’ambrosia creata dagli dei.
 Ignacia è una bella e giovane azteca che crea per l’appunto questo cioccolato dai semi di cacao
 e la sua vista fa immediatamente scomparire dai suoi pensieri la pretenziosa Isabella.
Diego vive quindi dei giorni assolutamente fuori dal tempo con Ignacia, giorni dove conosce
 le delizie del cioccolato e della carne, del gusto e dell’amore. Mentre la guerra continua Diego
 viene inviato a portare notizia degli eventi in Spagna. Con sé porta una cassa di semi di cacao
 per Isabella, nel suo cuore oramai esiste solo la bella Ignacia che la guerra l’ha costretto ad
abbandonare, ma ha pur sempre un onore ed un orgoglio da difendere ed è sicuro di recare il dono più
inestimabile e sconosciuto al vecchio mondo: il cioccolato. Ma il ritorno in Spagna non sarà
che la prima tappa di un girovagare che porterà Diego de Godoyin giro per il mondo e per
 le epoche. Sì perché Ignacia, al momento di lasciare il suo innamorato, gli donò un magico filtro
 da bere e solo molto più tardi Diego avrebbe realizzato che si trattava di un elisir che allungava a dismisura
 la vita. Una vita semieterna che passerà alla ricerca del suo amore e a raffinare le sue conoscenze sul cioccolato..

Dal libro

La cioccolata divenne il mio modo di ricordarla, il tepore dell’aroma non mancava mai di riportarmi
alla felicità che avevamo assaporato nella piantagione.

“Non devi temere la morte. Un giorno capirai che veniamo al mondo per sognare”

 

 

 




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