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Torniamo ad essere terrestri

 

Ci sono notizie interessanti sul fronte natura; la pandemia ha costretto l’umanità a fermarsi e l’effetto lockdown ha prodotto risultati positivi sull’ambiente naturale. In Italia le emissioni di Co2 hanno registrato un calo record dell’8% (ai livelli minimi dal 1990) per la minore domanda di carbone, petrolio e gas, e nel mare la flora e la fauna tendono a riprendersi il loro spazio con un sostanziale aumento. Giusto per citare qualche esempio che ci permetta di scoprire l’attuale stato del globo terracqueo.

Torniamo, quindi, gradualmente alla normalità, rispettando lo spirito della natura, che avevamo considerato pura materia da affrontare. L’appello può apparire singolare, ma torna utile per ribadire concetti che, prima dell’epidemia, erano stati alquanto accentuati. Fatalmente il progresso porta con sé, ben lo sappiamo, innumerevoli aspetti negativi, che condizionano pesantemente la vita stessa dell’uomo sulla terra. Per questo motivo lo cogliamo come segno di cambiamento estremamente utile in questa epoca che si vuol far sembrare priva di valori basati sulla solidarietà, sul mutuo soccorso, sul rispetto della vita, mentre tanti si muovono attivamente nel bene e raramente vengono nominati. Abbiamo riconosciuto persone che anonimamente hanno offerto il proprio tempo, le competenze, l’abnegazione senza chiedere in cambio nulla, se non la soddisfazione di aver fatto ciò che la coscienza aveva dettato loro.

Nel corso di questi mesi ci siamo resi conto, inoltre, della nostra estrema piccolezza nei confronti dell’universo sterminato e, come se non bastasse, che in quel microcosmo incertezze, contraddizioni, ripensamenti sono all’ordine del giorno, in un equilibrio generalmente instabile che può diventare addirittura fragile: l’uomo dimentica troppo spesso di essere una particella minuscola nel poderoso gioco della forza del Creato. Il libro “Viviamo da cinque secondi” - Le meraviglie dell’universo, della terra, dell’uomo e dell’atomo (G. Popp - H. Pleticha) dà un’immagine complessiva, oggettiva e chiara dell’universo. Presenta la nostra terra, ne illustra l’origine e descrive l’evoluzione del mondo vegetale e animale. Chiarisce quali enormi energie siano racchiuse negli atomi e quale incalcolabile importanza abbiano per il futuro dell’umanità. Assegna all’uomo, quale creatura più eminente, il posto particolare che gli spetta, mostrandone i limiti, ma anche l’eccellenza delle prestazioni in ogni campo.

 Allo stesso modo “Il cammino dell’uomo” (Anton Trstenjak) è una risposta al quesito “che cos’è l’uomo”, tramite un’approfondita meditazione in funzione della storia del pensiero e dei contributi in paleontologia e antropologia. I testi devono essere “occhi sul mondo”, capaci di affinare l’immaginazione, aiutare a scoprire la complessità delle esperienze umane, permettere di vivere situazioni problematiche grazie al gioco d’identificazione simbolica, porre domande e dare risposte, renderci meno insicuri attraverso il confronto con l’esperienza degli altri.  

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

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