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Crisi economica artigiani e commercianti
Le dichiarazioni del dirigente regionale della lega Luigi Miranda

 

Foggia, 6 maggio 2020.

«Lavoro e sicurezza sono due facce della stessa medaglia. Due esigenze che vanno coniugate. In questa fase esiste però l’urgenza di dimostrare più vicinanza e più sostegno all’universo degli artigiani e ai titolari degli esercizi commerciali messi in ginocchio dalla crisi economica. Serve fare di più. E occorre farlo velocemente, poiché le difficoltà sono drammatiche e le prospettive, purtroppo, appaiono ancora fosche.
La provincia di Foggia ha sofferto e continuerà a soffrire. E la politica, soprattutto in questo frangente, ha il dovere di praticare serietà e responsabilità nelle scelte e nelle decisioni. È improbabile lasciarsi alle spalle rapidamente questa situazione. Motivo per il quale è strategico puntare su azioni concrete, non su slogan o promesse senza fondamento. Da un lato è opportuno pensare ad una riapertura nel più breve tempo possibile per tutte quelle attività commerciali effettivamente in grado di garantire le misure di sicurezza, dall’altro è necessario che Governo e Regione puntino su interventi che scongiurino un salasso fiscale che artigiani e commercianti non meritano e che li costringerebbe ad abbassare definitivamente le saracinesche.
L’unica via è un grande piano di “pace fiscale” – a tutti i livelli – per coloro i quali sono stati colpiti con violenza dalla crisi. Una vera e propria cancellazione delle imposte riferite al periodo del “lockdown” o, in subordine, uno slittamento dei pagamenti per un periodo molto più lungo di quello che è stato immaginato. Perché verosimilmente nei prossimi mesi le difficoltà cresceranno e non diminuiranno. Non c’è altra strada, se non quella di veder scomparire, un passo alla volta, uno degli assi portanti del sistema economico del nostro territorio. Proprio per questo alla leva fiscale va affiancata una robusta decurtazione sugli affitti per quegli esercizi commerciali rimasti chiusi per mesi e contributi economici a fondo perduto più significativi nella loro entità, veri e non presunti, certi e immediati nella loro erogazione e senza complicanze o lungaggini burocratiche. Seguendo l’esempio di ciò che altri Paesi europei che hanno vissuto e vivono il nostro stesso dramma hanno fatto per piccole imprese e lavoratori.
Oggi è in gioco la tenuta del nostro sistema, il destino di centinaia e centinaia di esercizi commerciali della nostra provincia, il futuro di tanti onesti imprenditori e l’occupazione legata a questo settore. Contrastare questa bufera è possibile. Ma c’è bisogno di più coraggio e più determinazione».
 

di L.M.

 

 

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