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Le mascherine “sospese”…
Il “dono” di mascherine all’Associazione “Fratelli della Stazione”

 

Foggia. 4 aprile 2020.

Laddove il coronavirus esaspera momenti di isolamento e segregazione ci sono, anche a Foggia, storie di stra-ordinaria dimensione che ci fanno assaporare la bellezza collaterale delle coordinate della nostra vita: spazio e tempo. È l’esperienza della C.R.A.P. (Comunità Riabilitativa e di Assistenza Psichiatrica) “Nuova Dimensione” di Foggia, gestita dalla Cooperativa Sociale “ANTEO” che ha realizzato e donato mascherine in tessuto, riutilizzabili all’Associazione “Fratelli della Stazione”.
Il tempo “sospeso” ci permette di inventare o re-inventare nuove storie e nuovi progetti e lo spazio, oggigiorno, separa e allo stesso tempo unisce in questa distanza sociale, per creare il ponte dell’amore, dell’altruismo e della speranza.
È questa la cornice di resilienza entro cui è dipinto il grande gesto di solidarietà, vicinanza e condivisione della C.R.A.P. “Nuova Dimensione” che ospita 14 persone con disagio psichico. La C.R.A.P. si occupa di ri-abilitazione di persone con disabilità psichica attraverso percorsi di inclusione sociale, economica e lavorativa e promuove azioni di sensibilizzazione alle tematiche della salute mentale e di lotta allo stigma.
Dal tempo sospeso nasce dunque un’opportunità: stava frequentando il laboratorio di sartoria attivato dal Centro Diurno “Il Dono” di Via Petrone (gestito dall’Associazione “Fratelli della Stazione” ed i cui laboratori sono stati finanziati dalla Fondazione Vodafone Italia) Sufu, giovane donna di nazionalità Eritrea ospite della Comunità “Nuova Dimensione” la quale ha riempito alcuni momenti delle giornate in Comunità realizzando, grazie alle piccole tecniche di sartoria apprese, delle mascherine copriviso. Inizia a germogliare, quindi, il seme gettato dal Centro Diurno il “Dono” rispetto all’obiettivo di offrire attraverso i laboratori attivati (sartoria, giornalismo, informatica di base, lingua italiana e arteterapia) una possibilità di riscatto sociale.
Tutte le attività del Centro Diurno “Il Dono”, a seguito delle disposizioni dei vari D.P.C.M, sono sospese ma la forza d’animo di Sufu, la riconoscenza per le tecniche di sartoria apprese durante i laboratori, la voglia di sperimentarsi in C.R.A.P. nella realizzazione di mascherine di protezione in tessuto, lavabili e riutilizzabili, ha permesso questo grande gesto di solidarietà e altruismo. Una modalità resiliente di ripartire guardando al futuro, quella di Sufu e delle operatrici della Comunità “Nuova Dimensione” che hanno realizzato, con stoffe di risulta, simpatiche mascherine in tessuto colorato per rendere un po' più variopinti i tristi colori di questi giorni e contribuire alla tutela della propria e altrui salute.
Ed è alla propria e altrui salute che questa iniziativa guarda: un piccolo contributo che può aiutare anche i volontari dell’Associazione “Fratelli della Stazione” e i senza fissa dimora che non hanno la possibilità di #restareacasa, e si proteggono, come possono,dal virus trovando ospitalità nel Dormitorio attivato c/ola Parrocchia S. Alfonso de’ Liguori.
Proviamo tutti ad isolarci dal virus ma non possiamo isolarci dalle relazioni del cuore, motore dei cambia-menti sociali che stiamo vivendo.
Un gesto, dunque, quello della CRAP “Nuova Dimensione” che accoglie la “dimensione” del diverso e che legge nella diversità una storia, un valore e un significato da accogliere, ascoltare e comprendere.
Ad accogliere l’iniziativa e a contribuire a questa maratona di solidarietà anche l’Azienda “Velò” che ha provveduto alla consegna, su pedali, delle mascherine c/o la sede delDormitorio. Anche al corriere “Velò” gli utenti della Comunità “Nuova Dimensione” hanno pensato di donare mascherine protettive in cambio della collaborazione per la consegna. Un servizio di consegne a domicilio ecosostenibile, quello di Velò, che trasporta e consegna velocemente e senza emissioni di Co2 utilizzando bici e zaino impermeabile in spalla (per consegne fino a 5 kg o bici cargo per consegne fino ad 80 kg). Una Velò-pedalata a colori,dunque, in questi giorni in cui anche la città echeggia di nuovi suoni che sanno di silenzio e di quiete, che ha accompagnato la missione di solidarietà della Comunità “Nuova Dimensione”.
Il diverso spesso fa paura; oggi il “diverso” è questo virus silente cheha eretto il muro della paura e dell’isolamento ma che spinge anche a questi gesti di solidarietà, solidarietà che si sostanzia nelle forme di un diverso che rende simili….diversità che crea, unisce e consolida la rete delle relazioni e delle collaborazioni tra i Servizi.
La rete di associazioni, di professionisti e di cittadini che vivono il territorio, può diventare produttiva anche a distanza e realizzare, con un fare comune, una nuova narrazione della nostra Città.
…Siamo la forza che può cambiare il mondo e tutti possiamo essere risorsa perché, anche se diversi e lontani fisicamente, possiamo essere uguali e vicini emotivamente.
Affinchél’esperienzadel Covid-19, molto faticosa e dolorosa per tutti, possa diventare fonte di apprendimento, spunto di feconda riflessione e possa trasformarsi in risorsa generatrice dove tutti dovremo ricostruire i legami e i nostri percorsi di vita.

Laddove il coronavirus esaspera momenti di isolamento e segregazione ci sono, anche a Foggia, storie di stra-ordinaria dimensione che ci fanno assaporare la bellezza collaterale delle coordinate della nostra vita: spazio e tempo. È l’esperienza della C.R.A.P. (Comunità Riabilitativa e di Assistenza Psichiatrica) “Nuova Dimensione” di Foggia, gestita dalla Cooperativa Sociale “ANTEO” che ha realizzato e donato mascherine in tessuto, riutilizzabili all’Associazione “Fratelli della Stazione”.
Il tempo “sospeso” ci permette di inventare o re-inventare nuove storie e nuovi progetti e lo spazio, oggigiorno, separa e allo stesso tempo unisce in questa distanza sociale, per creare il ponte dell’amore, dell’altruismo e della speranza.
È questa la cornice di resilienza entro cui è dipinto il grande gesto di solidarietà, vicinanza e condivisione della C.R.A.P. “Nuova Dimensione” che ospita 14 persone con disagio psichico. La C.R.A.P. si occupa di ri-abilitazione di persone con disabilità psichica attraverso percorsi di inclusione sociale, economica e lavorativa e promuove azioni di sensibilizzazione alle tematiche della salute mentale e di lotta allo stigma.
Dal tempo sospeso nasce dunque un’opportunità: stava frequentando il laboratorio di sartoria attivato dal Centro Diurno “Il Dono” di Via Petrone (gestito dall’Associazione “Fratelli della Stazione” ed i cui laboratori sono stati finanziati dalla Fondazione Vodafone Italia) Sufu, giovane donna di nazionalità Eritrea ospite della Comunità “Nuova Dimensione” la quale ha riempito alcuni momenti delle giornate in Comunità realizzando, grazie alle piccole tecniche di sartoria apprese, delle mascherine copriviso. Inizia a germogliare, quindi, il seme gettato dal Centro Diurno il “Dono” rispetto all’obiettivo di offrire attraverso i laboratori attivati (sartoria, giornalismo, informatica di base, lingua italiana e arteterapia) una possibilità di riscatto sociale.
Tutte le attività del Centro Diurno “Il Dono”, a seguito delle disposizioni dei vari D.P.C.M, sono sospese ma la forza d’animo di Sufu, la riconoscenza per le tecniche di sartoria apprese durante i laboratori, la voglia di sperimentarsi in C.R.A.P. nella realizzazione di mascherine di protezione in tessuto, lavabili e riutilizzabili, ha permesso questo grande gesto di solidarietà e altruismo. Una modalità resiliente di ripartire guardando al futuro, quella di Sufu e delle operatrici della Comunità “Nuova Dimensione” che hanno realizzato, con stoffe di risulta, simpatiche mascherine in tessuto colorato per rendere un po' più variopinti i tristi colori di questi giorni e contribuire alla tutela della propria e altrui salute.
Ed è alla propria e altrui salute che questa iniziativa guarda: un piccolo contributo che può aiutare anche i volontari dell’Associazione “Fratelli della Stazione” e i senza fissa dimora che non hanno la possibilità di #restareacasa, e si proteggono, come possono,  dal virus trovando ospitalità nel Dormitorio attivato c/ola Parrocchia S. Alfonso de’ Liguori.
Proviamo tutti ad isolarci dal virus ma non possiamo isolarci dalle relazioni del cuore, motore dei cambia-menti sociali che stiamo vivendo.
Un gesto, dunque, quello della CRAP “Nuova Dimensione” che accoglie la “dimensione” del diverso e che legge nella diversità una storia, un valore e un significato da accogliere, ascoltare e comprendere.
Ad accogliere l’iniziativa e a contribuire a questa maratona di solidarietà anche l’Azienda “Velò” che ha provveduto alla consegna, su pedali, delle mascherine c/o la sede del Dormitorio. Anche al corriere “Velò” gli utenti della Comunità “Nuova Dimensione” hanno pensato di donare mascherine protettive in cambio della collaborazione per la consegna. Un servizio di consegne a domicilio ecosostenibile, quello di Velò, che trasporta e consegna velocemente e senza emissioni di Co2 utilizzando bici e zaino impermeabile in spalla (per consegne fino a 5 kg o bici cargo per consegne fino ad 80 kg). Una Velò-pedalata a colori,dunque, in questi giorni in cui anche la città echeggia di nuovi suoni che sanno di silenzio e di quiete, che ha accompagnato la missione di solidarietà della Comunità “Nuova Dimensione”.
Il diverso spesso fa paura; oggi il “diverso” è questo virus silente cheha eretto il muro della paura e dell’isolamento ma che spinge anche a questi gesti di solidarietà, solidarietà che si sostanzia nelle forme di un diverso che rende simili….diversità che crea, unisce e consolida la rete delle relazioni e delle collaborazioni tra i Servizi.
La rete di associazioni, di professionisti e di cittadini che vivono il territorio, può diventare produttiva anche a distanza e realizzare, con un fare comune, una nuova narrazione della nostra Città.
…Siamo la forza che può cambiare il mondo e tutti possiamo essere risorsa perché, anche se diversi e lontani fisicamente, possiamo essere uguali e vicini emotivamente.
Affinché l’esperienza del Covid-19, molto faticosa e dolorosa per tutti, possa diventare fonte di apprendimento, spunto di feconda riflessione e possa trasformarsi in risorsa generatrice dove tutti dovremo ricostruire i legami e i nostri percorsi di vita.

di Nicola Saracino

 

 

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