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Lettori per scelta

 

L’esigua presenza dei libri nella nostra vita quotidiana può essere attribuita all’invadenza dei media, che occupano svariate ore del nostro tempo e tengono soprattutto i ragazzi, abituati al linguaggio colorato e rumoroso della TV e di altri mezzi informatici, molto esposti a questo tipo di trasmissioni. In un capitolo dei “Documenti del Rapporto Faure” lo studioso Pierre Bertaux collegava la concorrenza al libro ad alcune modifiche di tipo psico-emotivo, che sarebbero intervenute nelle nuove generazioni, in quanto si sarebbe diffusa un’inclinazione al canale visivo e un declino del canale uditivo. In effetti le immagini rappresentano oggi il nuovo orizzonte del conoscere, più legate alla percezione che all’analisi concettuale, come per la fotografia.

E’ sempre più evidente che l’educazione alla lettura è un traguardo, il quale diventa progressivamente più difficoltoso. Come sperimentare una modalità diversa, opposta di rapporto con i messaggi verbali? Come far conoscere la possibilità di immaginare, prevedere, immedesimarsi, fare esperienze di un mondo nuovo e diverso, ogni volta sorprendente e ricco di emozioni come quello che i libri ci offrono? Da soggetti passivi di ricezione, è necessario riconquistare l’iniziativa mentale e l’attività critica attraverso la scoperta che leggere è un’esperienza piacevole, avvincente e piena di significato per la nostra vita.

La narrazione libraria lascia i fatti alla ricostruzione mentale del lettore, alla sua piena capacità immaginativa; la lettura resta quella che maggiormente aiuta lo sviluppo del linguaggio, della fantasia nel senso più disciplinato e strutturato. Dalla constatazione di quanto sia diffuso il bisogno di narratività e di come questo elemento tenga insieme e veicoli altri aspetti essenziali della formazione e dell’apprendimento, sono scaturite iniziative degne di nota in contesti diversi. Si è attivata, in particolare, la scuola, in quanto ha il compito di educare all’uso di testi multimediali, che vengono riprodotti e diffusi, come riprodotto e diffuso è stato il testo scritto dall’invenzione della stampa in poi.

Per diffondere il ritorno alla lettura e promuovere l’uso responsabile dei social anche nel settore della comunicazione di massa, ove prevale il dominio delle informazioni ridondanti (pubblicità, news, quiz), è stata avvertita l’esigenza di trasformare le stesse dal livello percettivo a quello intellettivo con programmi mirati (Quante storie, Billy, Per un pugno di libri). Da evidenziare la notizia dell’inserto su “la Lettura” del supplemento culturale del “Corriere”, disponibile su smartphone e tablet (la nuova App scaricabile negli store) e tutti i weekend in edizione cartacea. Il libro, quindi, il più antico e importante mezzo di trasmissione del pensiero, risulta un canale diverso dagli altri media e può diventare un medium di massa quando trova nei lettori la giusta capacità di decifrazione, per passare dal messaggio scritto a quello in codice orale, fonatorio.

di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

 

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