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l’Anemone e la Violaciocca

 

Cari amici e amiche,

oggi vi parlo di due fiori poco conosciuti, l’Anemone e la Violaciocca

L’ Anemone, simboleggia la fragilità della bellezza terrena, così poco duratura. Offrire un mazzo di questi fiori a una donna vuol dire rendere omaggio al suo fascino e alla sua bellezza. Si dice che i Greci apprezzassero molto gli Anemoni, tanto da coltivarli nei vasi per ricordare il dio Adone, amato da Venere, ma, purtroppo ucciso ancor giovanetto da un cinghiale durante una battuta di caccia. Anche i romani, e in particolare Plinio il Vecchio, celeberrimo scrittore di quel tempo, lo studiò attentamente nella sua Naturalis historia.

Nel 600, giunto in Italia, a Firenze da l’Inghilterra, questo fiore fu accolto come fiore di prestigio.

La Violacciocca, nella foto, è simbolo della fedeltà, della forza, nei momenti difficili della vita. Offrire a una persona un fascio di Violacciocche e come dirle: “ Su di me puoi contare in qualsiasi momento della tua esistenza”.  Noto in epoche remote, questo fiore era apprezzato soprattutto per il suo magico e inebriante profumo. Seconda un’antica tradizione, un tempo si credeva che questa pianticella appassisse nel momento stesso in cui il padrone o la padrona di casa morivano. Nel Medioevo, divenne il fiore tradizionale dei Menestrelli e dei Trovatori, che ne portavano sempre un ramo sul petto a simboleggiare un sentimento affettuoso, capace di resistere al tempo e a tutte le avversità.

Emy Dell’Aquila

di Emy Dell'Aquila

 

 

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