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La Stella Cometa delle Politiche Sociali.
La Vita Indipendente Si parla tanto di inclusione sociale dei soggetti con disabilità

 

Cerignola, 12 febbraio 2019.

La “Vita Indipendente”, nonostante sia una realtà esistente non solo in quasi tutte le regioni italiane, molte delle quali munite di Legge che la disciplina, ma anche a livello europeo, rimane nell’ambito delle Politiche Sociali, una misura a cui viene data scarsa importanza e scarsissime risorse economiche, benchè abbia tutte le potenzialità per divenire la “Stella Cometa” delle Politiche Sociali.
La Vita Indipendente è una filosofia di vita che non si traduce in una richiesta da parte delle Persone  con Disabilità di assistenza meramente economica, ma piuttosto nell’esigenza di vivere liberi di scegliere, liberi di spostarsi, liberi di condurre una “Vita Indipendente”, diritto riconosciuto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti della persone con disabilità e ratificata dal nostro Paese nel 2009, oltre che da una legge dello Stato, la n.162 del 1998.
Si parla tanto di inclusione sociale dei soggetti che vivono una condizione di disabilità, ma stranamente, spesso, si boicotta uno strumento che potrebbe rappresentare il traino di tutte le ulteriori misure programmate a sostegno dell’inclusione sociale, per agevolare misure meramente assistenziali, che sia ben chiaro, hanno sicuramente la loro fondamentale importanza, ma che non possono e non devono assorbire la totalità dell’impegno politico e delle risorse economiche.
La “Vita Indipendente” in sostanza, prevede l’assunzione da parte del beneficiario (disabile grave) di un assistente che, previa redazione di un progetto personalizzato e partecipato cui l’assistenza stessa è finalizzata, consentirà al soggetto richiedente di realizzare la tanto agognata autonomia.                
I progetti e le esigenze possono essere le più svariate, dalla possibilità di concludere un percorso scolastico, universitario, alla possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, o nel mondo dell’associazionismo etc.
Non è dunque questa la massima espressione della realizzazione dell’inclusione sociale?
Le Persone con Disabilità, in questo modo, utilizza i fondi stanziati per realizzarsi ed essere produttivo all’interno della società, invece che essere semplicemente “un costo”. Oltretutto, con l’assunzione degli assistenti attraverso regolari contatti di lavoro, si crea nuova occupazione e, conseguentemente, tutto ciò che viene “speso” deve essere rendicontato, condizione invece inesistente per tutti gli altri interventi di natura puramente assistenziale che non hanno alcun obbligo di rendere conto dell’utilizzo che viene fatto dei danari stanziati.
L’assistenzialismo è sacrosanto quando per la particolare gravità delle condizioni nessun’altra misura appare idonea, tuttavia ciò non può avverarsi a scapito di un diritto, altrettanto sacrosanto, che è quello di poter vivere in maniera autonoma e poter decidere autonomamente della propria esistenza.
“Ad oggi i beneficiari di progetti di vita indipendente in Puglia, sono circa 400 persone con disabilità, si trovano in una situazione di incertezza e precarietà per quello che sarà il futuro dei propri progetti . Tutto ciò non è più ammissibile, visto che si tratta di una Progettualità di Vita, e non si può continuare ad elemosinare, ciò che per chiunque altra persona è del tutto naturale” - dichiara il referente in  Puglia di Enil Italia.

di Simone Marinelli

 

 

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