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Contro le trivelle in Adriatico e Mar Ionio
E' in corso una nuova insensata corsa all’oro nero, nonostante le rassicurazioni dei Governi

 

Foggia, 10 gennaio 2019.

Non è solo il Mar Ionio ad essere sotto attacco delle compagnie petrolifere, anche l’Adriatico centro meridionale e il canale di Sicilia .
E’ ripartito , infatti, l’attacco con la pubblicazione  da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico sul Buig dei decreti di conferimento della concessione di coltivazione ‘Bagnacavallo’ e di proroga della concessione di coltivazione ‘San Potito’, entrambi in Emilia-Romagna, in provincia di Ravenna . La nuova concessione denominata ‘Bagnacavallo’ è stata rilasciata alla società Aleanna Italia (per la durata di 20 anni) e prevede realizzazione e messa in produzione di cinque pozzi (due esistenti e tre nuovi). La concessione di coltivazione ‘San Potito’, invece, scaduta da anni, è stata prorogata per 15 anni in favore della società Padana Energia Spa. Nello stesso sono stati concessi, inoltre, tre permessi di ricerca nel mar Jonio con l'utilizzo dell'airgun, alla società americana Global Med .
E, quindi, ’ in corsa una nuova insensata corsa all’oro nero, nonostante le rassicurazioni dei Governi che si sono succeduti dopo il referendum sulle trivelle del 2016: nuovi pozzi e piattaforme e nuove attività di prospezione mettono concretamente a rischio i nostri mari ma anche i nostri territori.  Anche se il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa, ha annunciato che sarà inserita una norma nel decreto legge ‘Semplificazioni’, che bloccherà i 40 permessi pendenti. A preoccupare sono gli effetti sonori degli Air gun e le eventuali trivellazioni, deleteri per le attività riproduttive. E le eventuali, successive, trivellazioni potrebbero esserlo ancor di più. Bisogna fermare le trivelle anche perché vengono usati dei siluri per perforare il fondo del mare. Questi raggiungono chilometri di profondità oltre il fondo del mare e causano terremoti sulle coste vicine. Solo in questo modo si possono spiegare le infinite scosse telluriche ad Amatrice e nel centro italia.
Anche la  Provincia di Foggia  subisce questo attacco infatti sono già presenti 14 permessi di coltivazione  su una superficie di Km2  1.322 ( SEDIA D'ORLANDO , CANDELA, MASSERIA ACQUASALSA,TERTIVERI ,  ToRRENTE VULGANO ,    MELANICO, MONTE VRECCIARO,PECORARO ,     MASSERIA GROTTAVECCHIA,  MACCHIA DI PIERNO  , TORRENTE CELONE  ,  MASSERIA PETRILLI ,  VALLE DEL ROVELLO , LUCERA)           
e  N° 7  Istanze di permesso di ricerca in terraferma  che interessano una superficie di 944 Km2
(  FONTANA VILLANELLA:  Alberona, Biccari, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, Volturara Appula, Volturino; FORAPANE:  Orsara di Puglia, Troia;     IL CONVENTO: Campomarino, Chieuti, Guglionesi, Lesina, Portocannone, Rotello, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Termoli, Torremaggiore, Ururi; POSTA DEL GIUDICE: Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Lucera, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore; SCIASCITIELLO: Deliceto, Rocchetta Sant'Antonio, Sant'Agata di Puglia: SERRA DEI GATTI: Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto, Orsara di Puglia, Roseto Valfortore, Troia; SIGNORELLA: Torremaggiore, San Severo.

Di fronte al rischio di queste nuove trivellazioni ci aspettiamo risposte concrete, quali lo stop immediato a nuove estrazioni di idrocarburi in mare e a terra, a partire dalle 96 richieste di prospezione, ricerca e coltivazione in attesa di via libera; il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili; una legge che vieti l’uso dell’airgun per le prospezioni; un Piano energetico nazionale per il clima e l’energia che punti alla decarbonizzazione dell’economia e a un  futuro rinnovabile, rispettando così gli impegni presi alla Cop21 di Parigi.

Ci aspettiamo  da questo Governo più coerenza e fatti concreti sulla lotta ai cambiamenti climatici e contro le trivellazioni di petrolio. Per arrestare i cambiamenti climatici, ma anche per ridurre e combattere l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità di vita dei cittadini è di fondamentale importanza uscire dalla dittatura delle fonti fossili, ancora oggi al centro del sistema energetico del nostro Paese.
Sarebbe necessario  da subito varare una moratoria di almeno tre anni sulle nuove attività petrolifere; Vietare l’uso dell’airgun e reintrodurre il piano delle aree come strumento di programmazione delle attività estrattive per rafforzare il ruolo delle Regioni e delle comunità interessate.

Il Presidente
Leonardo Antonio Soldo

 


di Leonardo Sordo

 

 

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